"Anche Superman era un rifugiato. Storie vere di coraggio per un mondo migliore"

Un libro a cura di UNHCR e Igiaba Scego

Anche-Superman-era-un-rifugiato_copertina.jpgAnche Superman era un rifugiato. Storie vere di coraggio per un mondo migliore (Piemme 2018) è un libro curato da UNHCR (l’Agenzia ONU per i Rifugiati) e Igiaba Scego, una delle dodici voci di scrittrici e scrittori italiani (gli altri sono: Davide Morosinotto, Helena Janeczek, Paolo Di Paolo, Francesco d’Adamo, Patrizia Rinaldi, Flora Farina, Carlo Greppi, Lilith Moscon, Alessandro Raveggi e Giuseppe Palumbo) che raccontano in queste pagine le storie di rifugiati di oggi, del passato e del nostro immaginario collettivo - come Superman, appunto, costretto a fuggire dal suo pianeta sull’orlo dell’esplosione (lo racconta e illustra a fumetti Giuseppe Palumbo).

 

Ogni storia di questo libro percorre due binari paralleli in cui le vicende dei rifugiati di oggi – incontrati e intervistati direttamente dagli autori – si intrecciano a quelle dei rifugiati di ieri, illustri scrittori, artisti, eroi epici come Dante, Freddie Mercury ed Enea – che un tempo non erano chiamati rifugiati ma esuli, esiliati, perseguitati.   

 

Ritroviamo così donne e uomini che sono fuggiti da guerre, violenze e privazioni, accumunati dalla voglia di vivere e realizzarsi, portando a compimento le proprie passioni, cercando in tutti i modi – rischiando la vita in rocamboleschi e disperati viaggi (gli unici possibili per fuggire) – un luogo in cui poter tornare o incominciare a respirare senz’affanno. Donne e uomini, dunque, pieni di speranza, ma d’altro canto pieni di paura per quello che hanno vissuto e per quello che potrebbero vivere nei lidi sconosciuti d’approdo. Una paura che tuttavia, quasi per necessità, fa nascere nei loro animi il coraggio per affrontare le insidie che li attendono. Con un unico grande obiettivo: avere un’altra possibilità, anche perché non è colpa loro se sono stati costretti a fuggire. L’alternativa è spesso solo la morte.

 

È questa la forza della letteratura: riuscire ad avvicinare le persone a un fenomeno, ricco e complesso come quello dei rifugiati, che i mezzi di informazione riducono a numeri spogliati di umanità. Nelle storie narrate degli individui, invece, ritroviamo emozioni, sentimenti e desideri, che sono quelli di tutti. E poi c’è la scoperta della nostra storia comune, di passati a noi sconosciuti, ma che nel loro emergere possono insegnarci a guardare le cose in modo nuovo, aldilà di pregiudizi, luoghi comuni o semplice non conoscenza.

 

Ad arricchire i racconti le illustrazioni di Fabio Santomauro, Marino Neri, Laura Scarpa, Rita Petruccioli, Giovanni Scarduelli, Fabio Visintin, Marco Brancato, Tiziana Romanin, Laura Riccioli, Mariachiara Di Giorgio, Francesco Chiacchio e Marco Paschetta.

 

Completano il libro la prefazione di Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa – Agenzia ONU presente il 128 paesi che dal 1951 fornisce protezione e assistenza a rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni e apolidi – e la testimonianza diretta di Alidad Shiri, arrivato in Alto Adige dall’Afghanistan nel 2005 e ora in procinto di laurearsi all’Università di Trento. Il suo “invito” termina con queste parole: “Penso alle persone che stanno arrivando adesso: vanno incontro a tantissimi rifiuti e affrontano difficoltà di ogni tipo per essere riconosciute come esseri umani. Vorrei invitare voi lettori, grandi o piccoli, a fare leva sulla vostra sensibilità e umanità: non c’è nessun motivo, nessuna giustificazione, per trattare male chi è arrivato o arriva, rispedendolo al mittente come fosse un pacco indesiderato. La maggior parte dei rifugiati ha vissuto situazioni ancora peggiori della mia. Il mio non è un manifesto politico: è un semplice invito all’umanità.”

 

 

La scheda dedicata al libro.

 

 

(27 novembre 2018)