I sogni, le speranze e le avventure di un albanese in Italia


Eltjon Bida racconta cosa significa essere un migrante

 

C'era una volta un clandestino. I sogni, le speranze e le avventure di un albanese in Italia (PubMe 2018) è l'autobiografia di Eltjon Bida, arrivato in Italia dall'Albania nel 1995 alla ricerca di una vita migliore. 

 

Il suo, come quello di molti altri, fu un vero e proprio viaggio della speranza. Dopo un primo tentativo fallito di imbarcarsi su una nave per Brindisi, decide di affidarsi a degli scafisti che lo avrebbero condotto sulle coste italiane a bordo di un gommone fatiscente, rischiando così la vita pur di realizzare il suo sogno.

 

"Il gommone spiccava salti di due, tre metri sulle onde, e ad ogni salto il byrek che avevo mangiato mi tornava su dallo stomaco. Non sapevo a che velocità andassimo, ma quel gommone in mezzo al mare era come un leone che corre scatenato nella savana, disperato, a caccia della sua preda."

 

Eltjon quando parte è minorenne, ha 17 anni, e un calcolo renale che in Albania non può curare a causa dei costi troppo alti delle cliniche private e dei tempi troppo lunghi delle strutture pubbliche. Spera in Italia, oltre a poter vivere una vita che non sia solo di sopravvivenza, di potersi curare. Una volta arrivato sano e salvo sulle coste italiane raggiunge un amico di famiglia a Pescara che lo aiuta dandogli vitto, alloggio e un lavoro nei campi. Nel frattempo si cura e ottiene anche il permesso di soggiorno. Ma questo precario equilibrio viene interrotto per andare alla ricerca del fratello, anche lui emigrato seguendo le sue orme. Ritrovato il fratello a Milano, dopo alcuni mesi, Eltjon trova anche un nuovo lavoro come venditore porta a porta. È qui, nel 1997, che ha davvero inizio la sua nuova vita ed è qui che si interrompe il libro.

C'era una volta un clandestino è una lettura coinvolgente che fa rivivere al lettore l'avventura di un migrante, con le sue speranze, le sue paure, le sue difficoltà, simile, anche se diversa, alle esperienze di migrazione di cui sentiamo parlare ogni giorno senza riuscire a immaginare il portato emotivo e i rischi che comportano.

Il libro di Eltjon Bida si è aggiudicato il "Premio della Critica" del Premio Letterario Internazionale Milano International 2019 e il "Books for Peace" Special Award for Culture 2019.

 

La pagina dedicata al libro.

 

(15 aprile 2020)