"La ballata di Circe"

Una storia di amori, migrazioni e caporalato

"La ballata di circe" (Stampa Alternativa, 2017) di Daniele De Michele è la storia di Mohammed, un ragazzo turco che ama il punk e per questo viene chiamato da tutti Joe Strummer, come il cantante dei Clash. È l'Ulisse di questa rivisitazione in chiave attuale del poema epico di Omero, il protagonista di un burrascoso viaggio costantemente messo alla prova, di fronte ai pregiudizi degli esseri umani, che possono spesso sfociare in soprusi e violenza.

Joe è infatti costretto ad abbandonare la sua Ankara per aver amato Nina, moglie di un boss, il quale, scoperto la loro liaison, la uccide. Fugge così, pieno di sensi di colpa, alla volta dell'Inghilterra sognando di poter vivere di musica. Il suo viaggio per mare lo porterà però in Salento in un Centro di Permanenza Temporanea: "Non era un bel posto. C'era chi fuggiva per essersi opposto a un regime ingiusto, chi aveva denunciato un criminale, chi era scappato da luoghi con pochi ricchi e tantissimi poveri. Alcuni vi restavano per tanto, perdendo la nozione del tempo, smarrendo la ragione, non comprendendo il senso di quella coercizione".

È così che Joe decide di fuggire anche da quel luogo, percepito come una prigione, condannandosi a diventare un "irregolare" il quale, per sopravvivere, avrebbe dovuto lavorare quindici ore al giorno nei campi alle dipendenze di Polifemo, il caporale della zona, andando in tal modo ad alimentare l'illegalità del sistema, ormai diventato propulsore dell'economia locale: "cinque euro a Joe Strummer, cinquanta a Polifemo, cinquecento alla mafia, cinquemila alle grandi catene di supermercati".

Tutto sembra filare secondo i piani di Polifemo, fino a quando Joe non è costretto a ribellarsi, scosso ancora una volta dalla violenza su una donna, Circe, che difenderà per poi innamorarsene.

Daniele De Michele, vero nome di donpasta, con questa sua prima opera narrativa abbandona lo pseudonimo con cui si è fatto conoscere per dare vita a una storia leggendaria d'amore, di speranza e di sogni, da una parte, e di difficoltà e sofferenza dall'altra, che ha però molti punti di contatto con la realtà attuale. Le peripezie di Ulisse diventano qui le difficoltà che si trovano ad affrontare quotidianamente i migranti nei loro lunghi viaggi, e l'ingiustizia del Polifemo mitico la realtà di molte terre in mano al caporalato, un fenomeno diffuso ma poco conosciuto. Ma "La ballata di Circe" è anche una storia.

 

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(22 giugno 2017)