“Lo sguardo avanti. La Somalia, l’Italia, la mia storia”

Il racconto dell’esperienza migratoria e di vita di Abdullahi Ahmed

Lo sguardo avanti. La Somalia, l’Italia, la mia storia (Add editore, 2020) è il racconto in prima persona dell’esperienza migratoria e di vita di Abdullahi Ahmed, giovane mediatore culturale di origini somale dal 2016 cittadino italiano.

 

Abdullahi nasce a Mogadiscio, capitale della Somalia, nel 1988. Tre anni dopo, la cacciata del dittatore Siad Barre segna l’inizio di una guerra civile che sconvolge la vita di tutti gli abitanti della nazione. È in questo contesto che Abdullahi matura l’idea di partire alla ricerca di un luogo dove poter realizzare i suoi desideri: continuare gli studi e aiutare la sua famiglia in difficoltà. È così che nel 2007, a 19 anni, lascia il suo paese d’origine per intraprendere un lungo viaggio pieno di insidie e in cui rischia la vita prima attraversando il deserto e poi il Mediterraneo alla mercè dei trafficanti. Un’esperienza che non può non segnarlo profondamente e che lo accompagna sempre:

 

Ho ritrovato molti pezzi della mia storia in ciò che mi hanno raccontato ragazze e ragazzi in questi anni di lavoro come mediatore culturale, eppure ogni volta la descrizione dei loro viaggi mi ha colpito e ferito. C’ero anch’io su quelle barche e su quei furgoni in cui si viaggia spaventati, e se ora mi appare tutto così distante, scopro invece che in una cosa sono rimasto lo stesso Abdullahi del 2007: nella voglia mai spenta di mantenere lo sguardo avanti, rivolto a quello che c’è da costruire e non alle cose che si sono lasciate alle spalle.

 

Ed è proprio grazie al suo “sguardo avanti” che Abdullahi, una volta sbarcato a Lampedusa e raggiunto poi Settimo Torinese ricostruisce da capo la sua vita. Diventa un cittadino attivo della sua nuova comunità e con Generazione Ponte (associazione che recentemente è anche entrata a far parte della rete CoNNGI – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane) fa dialogare i ragazzi somali con quelli italiani, per scambiare punti di vista ed esperienze, guardando all’Europa come luogo del possibile, ed è inoltre ideatore del Festival dell’Europa e del Mediterraneo a Ventotene, ispirato al Manifesto di Ventotene scritto nel 1941 da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi.

 

Nell’utopia di Ventotene per i ragazzi africani ci sono almeno due lezioni da imparare: scoprire che è possibile preparare la pace anche in tempi di violenza e l’importanza di conoscere la storia di un luogo che, come l’Europa, per molti di loro rimane un sogno da raggiungere.

Ecco perché volevo tornare in Somalia. Per l’abbraccio di mia madre e di mio padre, certo, ma per restituire ai ragazzi della mia.

 

Sì perché Abdullahi sarebbe dovuto ritornare in Somalia proprio nel 2020, dopo 13 anni di “esilio”, per condividere col suo Paese d’origine idee, sogni, speranze, ma la pandemia glielo ha momentaneamente impedito.

 

Questo libro ripercorre tutta la sua storia, ma è anche uno strumento di riflessione molto importante per chiunque voglia superare le narrazioni superficiali del fenomeno migratorio, immergersi nella vita concreta e immaginare col suo autore “la gioia di lavorare per migliorare la vita degli altri”.

 

La pagina dedicata al libro.

 

(4 novembre 2020)