"Romanzo caporale"

Il fenomeno del caporalato in Italia raccontato in un romanzo d’inchiesta

Romanzo caporale (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, 2019) è un romanzo d'inchiesta del giornalista Annibale Gagliani impegnato nel raccontare il fenomeno del caporalato in Italia.

Il protagonista di questa storia, uomo senza nome a rappresentare tutti gli sfruttati, proviene dal Kenya. Ha lasciato il suo paese, perché perseguitato dopo essersi candidato alle elezioni che seguirono alla guerra civile, con la speranza di costruire altrove un futuro migliore per sé e la sua famiglia. È animato da due modelli filosofici: il missionario sandonacese don Donato Panna e Thomas Sankara, panafricanista, "il leader che l'Africa rimpiangerà per sempre". Ma giunto in Puglia, dopo la traversata del Mediterraneo, viene assoldato da un caporale come bracciante agricolo, un lavoro irregolare e sottopagato, sfiancante e disumanizzante, ma legato a doppio filo alla sua sussistenza.

 Narrando la storia di quest'uomo, Gagliani porta all'attenzione del lettore le reali difficoltà affrontare da molti migranti per sopravvivere nel nostro Paese. È un atto d'accusa nei confronti di una società ancora vittima del pregiudizio ma al contempo il tentativo di ridare dignità a persone a cui è stata sottratta. Ogni migrante ha una storia, spesso carica di sofferenze e desiderio di riscatto. E il protagonista di questa storia – "che ricorda somaticamente Alì dagli occhi azzurri, migrante dall'Africa all'Italia della poetica profezia di Pier Paolo Pasolini" – ne diviene così il portavoce.

Ma Romanzo caporale è soprattutto la preghiera di abbandonare l'indifferenza. Rivolgendosi direttamente al lettore, lo sprona a comprendere una realtà oscura, che necessita, affinché cambi, l'impegno e la coscienza di tutti. Perché "alla lunga il bene vince, ma solo attraverso le piccole cose".

(5 maggio 2020)