Better Skills, Better Jobs, Better Lives

Lo stato dell'arte sul riconoscimento delle competenze non formali ed informali


Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua
abilità ad arrampicarsi sugli alberi,
passerà tutta la sua vita a credersi stupido
(Einstein)








"Le competenze portano all'occupabilità e alla prosperità. Chi è dotato delle giuste competenze può aspirare a occupazioni di qualità ed esprimere appieno le proprie potenzialità in qualità di cittadino attivo e sicuro di sé. In un'economia globale in rapido mutamento le competenze determineranno in larga misura la competitività e la capacità di stimolare l'innovazione" (New Skill Agenda for Europe)

Un migrante che riesce a raggiungere un buon grado di integrazione nel mercato del lavoro è sicuramente una persona che è riuscita a dimostrare le proprie competenze.

La questione della competenza dei lavoratori migranti può essere affrontata a partire da due nozioni distinte: la "qualifica", che rimanda al diploma di istruzione riconosciuto sul piano dell'equivalenza nazionale e internazionale, e "l'esperienza" intesa come competenza.

Nel rimandare per tutto quanto riguarda la questione del riconoscimento dei titoli di studio allo specifico approfondimento  realizzato dalla redazione del Portale Integrazione Migranti nel 2015, il presente focus, senza pretesa di esaustività, intende fare il punto sul riconoscimento delle competenze, intese come l'intero patrimonio culturale e professionale acquisito dalla persona nella sua storia di vita, di studio e di lavoro, ovvero, secondo la terminologia europea, l'apprendimento formale, non formale, informale. 

Tutti i soggetti istituzionali interessati, gli operatori del settore e gli utenti del Portale Integrazione Migranti possono contribuire a migliorare ed integrare questo focus inviando osservazioni e contributi al seguente indirizzo email: redazioneIntegrazione@lavoro.gov.it.

Il focus è disponibile anche in inglese 


IL QUADRO DI RIFERIMENTO EUROPEO


Tra i principi fondamentali della politica di integrazione dei migranti della Comunità Europea(Common Basic Principles) l'occupazione è una componente fondamentale. Nel Piano d'Azione per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi presentato nel giugno del 2016, la Commissione Europea si è impegnata a sostenere misure specifiche volte a migliorare l'integrazione dei cittadini di paesi terzi di recente ingresso, incluso i rifugiati, attraverso una maggiore inclusione nella formazione, nel mercato del lavoro e nella società. Per quanto concerne l'integrazione lavorativa, un'attenzione particolare è stata posta all'importanza di una rapida identificazione delle competenze e delle qualifiche dei migranti quale strumento di facilitazione all'ingresso nel mercato del lavoro. 

Il riconoscimento delle competenze comunque e ovunque acquisite è da anni un tema molto dibattuto a livello di Unione Europea. In questa sezione troverai una panoramica delle tappe principali dello sviluppo della politica dell'Unione Europea in materia.

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Il sistema nazionale di certificazione delle competenze è l'insieme dei soggetti, delle regole e dei servizi per il riconoscimento delle competenze comunque acquisite dalla persona, nello studio, nella vita e nel lavoro. L'Italia, nel recepire le indicazioni europee, ha puntato a comprendere, all'interno di una disciplina unitaria, sia la certificazione dei percorsi formali di ogni ordine, grado e territorio sia la validazione delle competenze acquisite dalle persone nei contesti di vita o di lavoro. Il quadro normativo è stato negli ultimi anni riconfigurato al fine di adeguare i sistemi formativi, introducendo un approccio centrato sulla comparabilità dei risultati dell'apprendimento piuttosto che dei percorsi di apprendimento, attraverso l'attualizzazione degli istituti previgenti e l'introduzione di istituti nuovi, quali appunto la validazione.

In questa sezione troverai una breve sintesi del quadro normativo italiano in materia.

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PROGETTI, STUDI E MANUALI OPERATIVI


Il tema della validazione delle competenze acquisite dai migranti nei paesi d'origine oppure nei paesi di approdo, in contesti di apprendimento non formale e informale, è divenuto centrale in vista della loro integrazione, tanto in Italia quanto in Europa.

Per tale motivo, negli ultimi anni si è assistito all'emergere di numerose ed importanti iniziative a ciò dedicate. Tale è il caso di diversi progetti co-finanziati nell'ambito di programmi nazionali o di respiro europeo, e di numerosi studi internazionali. In questa sezione è disponibile una panoramica dei più recenti progetti e studi sull'argomento. Non si tratta di una raccolta sistematica e esaustiva, ma di una ricognizione che ha l'obiettivo di fornire idee e spunti pratici in primis agli operatori del settore.

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