Focus emersione 2012 - Aggiornato al 15/10/2012

 

Documentazione
 
 
 
 
 
 
Circolare del Ministero dell'interno del 12 settembre 2012
 
 
 
 
Circolare del Ministero dell'Interno n. 6121 del 4 ottobre 2012 (con allegato il parere dell'Avvocatura Generale dello Stato)
 

 

Nell’ambito del Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012 che ha inasprito le sanzioni a carico dei  datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, è stata introdotta una disposizione di carattere transitorio volta a far emergere i rapporti di lavoro irregolari relativi a cittadini extracomunitari.

 

A differenza della regolarizzazione del 2009 relativa solo ai rapporti di lavoro domestico o di assistenza alla persona, la nuova procedura di emersione riguarda tutti i rapporti di lavoro.

Con decreto interministeriale del 29 agosto 2012 e con la circolare attuativa del 7 settembre 2012 sono stati forniti i chiarimenti sulle modalità e condizioni per poter presentare la domanda di emersione.

 



Help. Domande e risposte su come trasformare i rapporti di lavoro irregolari relativi a cittadini extracomunitari in rapporti di lavoro regolare
 
 
 
DATORI DI LAVORO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
14 - Vorrei regolarizzare la badante di mia madre che vive in città diversa dalla mia. Posso fare la domanda? Devo dimostrare il possesso di un reddito minimo?
 
 
 
LAVORATORI
 
 
 
 
 

 
 
23 È possibile procedere all’emersione nei confronti di uno straniero colpito da un provvedimento di espulsione o nei cui confronti è stato già avviato un procedimento per violazione delle norme sull’ingresso o il soggiorno?

 
24 - È possibile procedere all’emersione nei confronti di un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante sul territorio nazionale?
 
 
 
 
26 - E' possibile presentare domanda di emersione in favore di uno straniero richiedente asilo politico che ha consegnato in questura il suo passaporto e che sta attendendo l’esito della richiesta o che è entrato in Italia privo di passaporto e non può ottenerne uno dalla propria rappresentanza diplomatica senza mettere a repentaglio la propria incolumità, o perché la rappresentanza diplomatica rifiuta di rilasciare passaporti in Italia?


CAPACITÀ REDDITUALE
 
 
 
 
32 - Ho pagato il modello F24 inserendo nei dati il mio nome invece di quello di mio marito che ha poi presentato la domanda, pertanto  il codice fiscale indicato nel Modello F24 erroneamente non corrisponde al datore di lavoro indicato nella domanda di emersione su Modello EM – DOM  è valido il pagamento?


REGOLARIZZAZIONE CONTRIBUTIVA, RETRIBUTIVA E FISCALE

 
 
36 - Un datore di lavoro che ha in precedenza comunicato all’INPS l’assunzione di un lavoratore domestico extracomunitario,  per il quale  sta già versando  contributi ,ma che è successivamente  risultato non in regola con il permesso di soggiorno può presentare domanda di emersione? Per dimostrare la regolarità contributiva possono essere esibiti i pagamenti dei contributi  versati all’INPS per il rapporto di lavoro già in essere e  a cui INPS ha già assegnato un codice?
 
 
 
38- In caso di impiego regolare di uno straniero regolarmente soggiornante ma non abilitato a svolgere attività lavorativa (es. richiedente asilo al quale è stata negata di recente la protezione) è comunque possibile accedere all'emersione? Per dimostrare la regolarità contributiva è sufficiente la documentazione  attestante  il già avvenuto adempimento di tutti gli obblighi retributivi, contributivi e fiscali?
 
 
PROCEDURA SUCCESSIVA ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
 
 
 
40 - Nella circolare n. 5090 del 31 luglio 2012 si afferma testualmente che sia il datore di lavoro sia il lavoratore dovranno essere convocati presso lo Sportello Unico per la presentazione della documentazione richiesta e per la firma del contratto di soggiorno. Ciò posto, con tale precisazione si intende forse affermare che l’invito di convocazione, oltre che al datore di lavoro, verrà notificato anche al lavoratore?
 
 
42- Può essere espulso uno straniero nei cui confronti è stata presentata una dichiarazione di emersione?
 
 
 

DOCUMENTAZIONE IDONEA PER ATTESTARE LA PRESENZA IN ITALIA ALMENO AL 31 DICEMBRE 2011

 
47 - Può essere considerata documentazione utile ai fini dell’attestazione della presenza del lavoratore straniero sul territorio alla data del 31.12.2011 la seguente documentazione: passaporto munito del timbro di ingresso apposto dalle autorità di frontiera nazionali, documentazione proveniente dalle forze di polizia, provvedimento di espulsione, certificazione medica proveniente da struttura pubblica, certificato di iscrizione scolastica dei figli del lavoratore?
 
 
48 - Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 il passaporto del lavoratore recante il timbro Schengen di altro Paese UE, apposto nella stessa data o antecedentemente ad essa?
 
 
49 - Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 documentazione rilasciata da rappresentanze diplomatiche o consolari straniere con sede in Italia?
 
 
 
51 - Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 la documentazione relativa a servizi erogati da Poste Italiane S.p.A.?
 
 
52 - Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 un biglietto aereo nominativo di compagnia aerea anche non italiana?
 
 
53 - Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 una ricevuta nominativa di invio o ricevimento di denaro effettuato attraverso istituti bancari e/o agenzie di Money transfer?
 
 
 
DATORI DI LAVORO
 
 
 La dichiarazione di emersione potrà essere presentata dalle ore 8,00 del 15 settembre alle ore 24,00 del 15 ottobre 2012. Le domande possono essere presentate esclusivamente mediante procedura informatica accessibile dal sito internet del Ministero dell’Interno (www.interno.it). Accedendo al sistema è disponibili un’area di supporto agli utenti, con funzioni di help desk.
Successivamente all’invio della dichiarazione di emersione si può stampare la ricevuta con l’indicazione della data di invio telematico.  Copia della stessa ricevuta dovrà essere consegnata, a cura del datore di lavoro, al lavoratore ai fini dell’attestazione dell’avvenuta presentazione della domanda di emersione.
A differenza di quanto accade in occasione del decreto flussi, non è necessario inviare le domande con urgenza, in quanto non vi è un limite massimo di domande accoglibili.
 
 
La domanda di emersione può essere presentata dai datori di lavoro che, alla data del  9 agosto 2012, occupavano irregolarmente da almeno tre mesi (ovvero almeno dal 9 maggio 2012) e continuano ad occupare alla data di presentazione della domanda, lavoratori stranieri.
In particolare possono presentare la domanda:
-datori di lavoro italiani;
-datori di lavoro comunitari;
-datori di lavoro extracomunitari in possesso del
permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
Nel novero dei datori di lavoro legittimati a presentare la dichiarazione di emersione sono ricompresi anche:
- datori di lavoro extracomunitari titolari di carta di soggiorno in quanto familiari di cittadino comunitario o titolari della carta di soggiorno permanente per familiare di cittadino comunitario, ai sensi del d.lgs. n.30/2007;
- datori di lavoro extracomunitari che hanno presentato richiesta di rilascio/rinnovo di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di carta di soggiorno per  familiare di cittadino comunitario. In tal caso, al  momento del rilascio del parere di competenza la Questura provvederà anche  all’istruttoria della richiesta di rilascio del permesso disoggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
 
 
3 - Come si può certificare che il lavoratore irregolare, alla data del 9 agosto 2012, è alle dipendenze da almeno tre mesi e continua ad esserlo alla data di presentazione della domanda di emersione? Ovviamente non esiste contratto, vi sono moduli o autocertificazioni da produrre?

La domanda di emersione contiene la dichiarazione relativa all’inizio del rapporto di lavoro e alla sua attualità, pertanto, ha valore di autocertificazione.
 
 
Il datore di lavoro domestico è di regola una persona fisica ma, in alcuni particolari casi, anche la persona giuridica può esservi assimilata. Infatti, alle comunità stabili, senza fini di lucro, che sostituiscono sotto il profilo morale ed organizzativo le famiglie di coloro che ne fanno parte, è riconosciuta la possibilità di assumere un lavoratore domestico in quanto le sue prestazioni sono destinate a rispondere alle consuete esigenze di servizi domestici, caratteristiche della vita familiare.
Possono quindi essere datori di lavoro domestico:
- le comunità religiose
- le convivenze militari
- le case famiglia
- le comunità di recupero e/o assistenza disabili
- le comunità focolari
In tali casi il reddito del datore di lavoro non dovrà comunque essere inferiore ai 30.000 euro annui.
 
5 - Può presentare domanda di emersione un datore di lavoro straniero regolarmente soggiornante al quale sia stato riconosciuto lo status di rifugiato o quello di protezione sussidiaria in possesso del relativo titolo di soggiorno?

Si, in quanto tali “status” sono condizioni giuridiche permanenti. Il datore di lavoro dovrà comunque essere in possesso dei requisiti richieste per poter accedere alla procedura di emersione dal lavoro irregolare (alloggio, reddito o documentazione sanitaria attestante il bisogno di assistenza etc.
 
6 - Chi non può presentare domanda di emersione?
 
Non possono accedere alla procedura di emersione i datori di lavoro condannati (anche con sentenza non definitiva o patteggiata ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale),  negli ultimi cinque anni per reati connessi all’occupazione illegale di stranieri (articolo 22, comma 12 del D.lgs. n. 286/1998), all’intermediazione illecita ed allo sfruttamento lavorativo (articolo 603 bis codice penale), al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite.
 
La procedura è altresì preclusa ai quei datori di lavoro che in passato hanno avviato procedure di emersione o hanno fatto richiesta di assunzione dall’estero di cittadini stranieri senza successivamente procedere alla sottoscrizione del contratto di soggiorno o alla successiva assunzione del lavoratore straniero (salvo cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro).
 
 
Si, può presentare domanda di emersione anche un datore di lavoro che abbia già in corso un procedimento penale o amministrativo per violazione della suddetta normativa sul lavoro.
 
In tal caso, dal 9 agosto 2012 e fino alla conclusione del procedimento di emersione tali procedimenti resteranno sospesi (ad esclusione di quelli relativi alla violazione delle disposizioni sull’immigrazione clandestina di cui all’articolo 12 del D.lgs. n. 286/1998).
Tale sospensione cessa nel caso in cui la dichiarazione di emersione non venga presentata nei termini previsti, ovvero venga archiviata o rigettata.
 
8 - Il datore di lavoro, che ha fatto domanda di assunzione di un lavoratore nell'ambito del decreto flussi e non ha mai ritirato il nulla osta (pur essendo questo pronto), può accedere alla presente procedura di emersione ?
 
Il datore di lavoro può accedere alla procedura di emersione dal lavoro irregolare 2012 solo se non ha ancora ricevuto la convocazione o se la data dell’appuntamento è posteriore al giorno in cui presenta la domanda di emersione. Se invece il datore di lavoro è stato convocato per il ritiro del nulla osta e non si è presentato all’appuntamento senza giustificato motivo non può presentare la domanda di emersione.
 
 
9 - Il datore di lavoro che ha fatto domanda di assunzione di un lavoratore nell'ambito del  decreto flussi, ha ritirato il nulla osta, ha fatto entrare lo straniero cui poi è intervenuta l’indisponibilità all’assunzione con rilascio allo straniero medesimo di un permesso di soggiorno per attesa occupazione può fare domanda in questa procedura di emersione ?
 
Si, il ritiro del nulla osta correlato alla domanda di assunzione fatta nell'ambito di un precedente decreto flussi, in caso di successiva indisponibilità all’assunzione, non preclude la presentazione della domanda di sanatoria.
 
 
 
11 - La presentazione della dichiarazione di emersione determina la rinuncia alla richiesta di nulla osta al lavoro presentata nei confronti dello stesso lavoratore in occasione di un precedente decreto flussi?

No. La presentazione della domanda di emersione 2012 non comporta la rinuncia alla procedura di assunzione inoltrata nell'ambito di  decreti flussi ancora in itinere. 
 

No, nel caso descritto non è consentito il subentro; questo è invece previsto in caso di morte del datore di lavoro, in caso di motivi di forza maggiore (ad esempio nel caso di sopravvenuto ricovero del badato per aggravamento dello stato di salute); per il lavoro subordinato, in caso di fallimento della ditta che ha presentato l’emersione, può subentrare nel rapporto di lavoro la ditta che ha rilevato la precedente.

13  - Può un datore di lavoro affetto da patologia/handicap con limitazione dell’autosufficienza, presentare due dichiarazioni di emersione a favore di due lavoratori extracomunitari?

Si, ma sarà necessario essere già in possesso di una apposita certificazione medica della struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato con il S.S.N. rilasciata in data antecedente all’istanza, che attesti l’invalidità al 100% con indicazione della necessità di avvalersi di due lavoratori per lo svolgimento dell’attività di assistenza .
 
 
14 - Vorrei regolarizzare la badante di mia madre che vive in città diversa dalla mia. Posso fare la domanda? Devo dimostrare il possesso di un reddito minimo?

La domanda è telematica e viene inoltrata automaticamente allo Sportello competente in base alla provincia ove la badante lavora, pertanto può essere inoltrata anche da un’altra città. Se il datore di lavoro è sua madre, è sufficiente produrre il certificato medico dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza e non occorre dimostrare il possesso di un reddito minimo. Se invece è Lei ad assumere una badante per assistere sua madre è necessario dimostrare il reddito.
 
 
 
La comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza deve essere inoltrata entro 48 ore dalla domanda di emersione.
 
 
LAVORATORI
 
 
La domanda di emersione può essere presentata solo nei confronti di lavoratori stranieri presenti in Italia almeno dal 31 dicembre 2011.
 
Il lavoratore dovrà esibire quando verrà convocato dallo Sportello Unico per l’immigrazione la documentazione  da cui risulti la sua presenza ininterrota in Italia almeno dalla data del 31 dicembre 2011 (per la documentazione ritenuta idonea vedi sotto)
 
 
17 - Cosa si intende per “lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, o precedentemente”? La disposizione va letta nel senso che il requisito minimo imprescindibile è rappresentato da una permanenza ininterrotta sul territorio italiano almeno dal 31 dicembre 2011 e, qualora affermativo, come deve intendersi l’inciso “o precedentemente”?

Il lavoratore deve essere presente almeno dalla data del 31 dicembre 2011, quindi è chiaro che se dimostra la propria presenza da prima di tale data la prova sarà accettata. La non interruzione della presenza dal 31 dicembre si deve presumere salvo evidenze contrarie.
 
 
La procedura di emersione non può essere avviata nei confronti di lavoratori stranieri che:
 
- risultano espulsi per motivi di ordine pubblico o di sicurezza (articolo 13, comma 1 e 2 lett.c) del D.gs. n. 286/1998) o per motivi di prevenzione del terrorismo;
 
- risultano segnalati anche a livello internazionale come non ammissibile in Italia;
 
- a prescindere da un provvedimento di espulsione, sono comunque considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato italiano o di altro Stato dell’area Schengen.
 
Regolarizzazione preclusa, infine, anche nei confronti degli stranieri condannati (anche con sentenza non definitiva o patteggiata ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale),  per uno dei reati per i quali l’articolo 380 del codice di procedura penale  prevede l’arresto obbligatorio in flagranza.
Non determina, invece, l’automatica esclusione dalla procedura di emersione un’eventuale condanna per uno dei reati previsti dall’articolo 381 del codice di procedura penale, non essendo la condanna per tali reati da sola sufficiente ad esprimere un giudizio di pericolosità (v. sent. Corte Costituzionale n. 172 del 2 luglio 2012).
 
 
19 - E' possibile regolarizzare uno straniero nei confronti del quale vi è una segnalazione nel sistema informativo Schengen inserita da un paese membro dell’UE a causa della presenza irregolare dello straniero in quel Paese?

L’inammissibilità inserita da altro Stato Schengen rappresenta una causa tassativa di esclusione dalla procedura di emersione.
 
 
20- Sono da ritenersi ostative, sebbene non espressamente richiamate dalla norma, le espulsioni giudiziali?
Gli stranieri espulsi ai sensi degli artt. 15 e 16 del Decreto legislativo 286/98 o nelle altre ipotesi previste dalla legislazione vigente non possono accedere alla procedura di emersione.

 
21 - E’ possibile presentare domanda di emersione per uno straniero colpito da provvedimento di espulsione per motivi di pericolosità sociale, allorchè abbia ottenuto, a seguito di ricorso, l’annullamento di detta espulsione ad opera del giudice di pace?

Nel caso prospettato l’annullamento del decreto di espulsione consente l’accesso alla procedura di emersione.
La questura in sede di rilascio del parere di competenza provvederà alla valutazione della condizione dello straniero sotto il profilo della sicurezza secondo i criteri fissati al comma 13 dell’art. 5 del decreto legislativo 109/2012
 
 
No, la procedura di emersione può essere avviata esclusivamente nei confronti di cittadini extracomunitari.
 
 
23 - È possibile procedere all’emersione nei confronti di uno straniero colpito da un provvedimento di espulsione o nei cui confronti è stato già avviato un procedimento per violazione delle norme sull’ingresso o il soggiorno?
 
Si, è possibile regolarizzare anche stranieri colpiti da un provvedimento di espulsione per violazione delle norme sull’ingresso ed il soggiorno. Rientrano in tale tipologia anche le espulsioni comminate ai sensi dell'articolo 14, comma 5 ter, del D.lgs. n. 286/98, le quali non sono pertanto ostative all'emersione del lavoratore.
Sono, invece, esclusi dalla regolarizzazione gli stranieri espulsi per motivi di ordine e sicurezza dello Stato o espulsi perché appartenenti ad una delle categorie indicate nell’art.13, c. 2, lett c) del D.gs. n. 286/1998.
 
A partire dal 9 agosto 2012 e fino alla conclusione del procedimento di emersione restano, pertanto sospesi i procedimenti penali ed amministrativi già in corso nei confronti del lavoratore per violazione delle norme relative all’ingresso ed al soggiorno in Italia. Tale sospensione cessa nel caso in cui la dichiarazione di emersione non venga presentata nei termini previsti, ovvero venga archiviata o rigettata.
 
24 - È possibile procedere all’emersione nei confronti di un cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante sul territorio nazionale?
 
La domanda di emersione può essere presentata dai datori di lavoro che occupano lavoratori stranieri comunque presenti sul territorio nazionale. Di conseguenza, tale istanza può essere presentata anche in favore di stranieri che, pur regolarmente presenti sul territorio nazionale, non potevano essere assunti in quanto privi del titolo di soggiorno che li abilitasse allo svolgimento di un’attività lavorativa (turismo, cure mediche, studio, motivi religiosi, etc.). Tale ipotesi comprende anche il caso di straniero con permesso di soggiorno scaduto da oltre 60 giorni e per il quale non sia stato richiesto nei termini il rinnovo.
La domanda può anche essere presentata nei confronti di soggetti autorizzati a permanere in Italia per un periodo temporale delimitato (ad esempio i minori titolari di un permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell’articolo 31 del T.U. immigrazione).
 
 
25 - E’ possibile presentare domanda di emersione in caso di lavoratore con passaporto scaduto o in possesso di attestato di identità rilasciato dalla rappresentanza diplomatica dello straniero?

Si, la domanda può essere presentata anche indicando gli estremi del passaporto scaduto o dell’attestato di identità ma, al momento della convocazione presso lo sportello unico, il lavoratore dovrà essere dotato di un passaporto o di un documento equipollente in corso di validità.
 
26 - E' possibile presentare domanda di emersione in favore di uno straniero richiedente asilo politico che ha consegnato in questura il suo passaporto e che sta attendendo l’esito della richiesta o che è entrato in Italia privo di passaporto e non può ottenerne uno dalla propria rappresentanza diplomatica senza mettere a repentaglio la propria incolumità, o perché la rappresentanza diplomatica rifiuta di rilasciare passaporti in Italia?
 

Si, purchè sia possibile indicare nel mod.F 24 il numero di un documento identificativo dello straniero equipollente al passaporto ovvero:
 -documento di viaggio per apolidi
- documento di viaggio per rifugiati
-titolo di viaggio per stranieri (impossibilitati a ricevere un valido documento di viaggio dall’Autorità del paese di cui sono cittadini)
-lasciapassare delle Nazioni Unite
-documento individuale rilasciato da un quartier generale della NATO al personale militare di una forza della Nato
-libretto di navigazione rilasciato ai marittimi per l’esercizio della loro attività professionale
-documento di navigazione aerea
-carta di identità ed altri documenti dei cittadini degli Stati aderentiall’accordo europeo sull’abolizione del passaporto (Parigi 13 dicembre 1957).
Nel caso in cui il lavoratore non possa indicare il numero di uno dei documenti sopra indicati possono essere utilizzati il numero e la data della ricevuta della domanda di rilascio di permesso di soggiorno per attesa riconoscimento status di rifugiato emessa dalla Questura competente.
E’ importante che il numero del documento indicato nel mod.F24 sia lo stesso che sarà riportato nel modulo di domanda di emersione. Lo straniero privo di un documento di identificazione non può essere regolarizzato
 
 
 
Possono essere regolarizzati solo i rapporti di lavoro a tempo pieno, ad eccezione del settore del lavoro domestico e di assistenza alla persona dove è possibile regolarizzare anche rapporti di lavoro a tempo ridotto, purché non inferiore alle 20 ore settimanali, con la retribuzione prevista dal CCNL e, comunque, non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale.
Per i rapporti di lavoro in agricoltura a tempo determinato della durata di un anno - ai sensi della contrattazione collettiva - il numero minimo di giornate annue deve essere pari a 160, con garanzia occupazionale mensile minima di almeno 10 giornate (v. circ. Min. Lavoro n. 52/2002)
 
CAPACITÀ REDDITUALE
 
 
Il decreto interministeriale del 29 agosto ha precisato le soglie di reddito necessarie per poter regolarizzare un lavoratore. In generale il reddito imponibile o il fatturato del datore di lavoro non deve essere inferiore a 30.000 euro annui. La prova di tale reddito dovrà risultare dall’ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente.
La verifica di congruità del reddito e delle condizioni contrattuali applicate viene effettuata dalla Direzione Territoriale del Lavoro. Qualora venga presentata una dichiarazione di emersione da un medesimo datore di lavoro per più lavoratori, la congruità della capacità economica del datore di lavoro, rapportata al numero di richieste, è rimessa alla valutazione, sotto il profilo della sussistenza del requisito reddituale, della Direzione Territoriale del Lavoro.

In caso di emersione di un lavoratore straniero addetto al lavoro domestico con funzioni di sostegno al bisogno familiare, il reddito imponibile del datore di lavoro non puo' essere inferiore a 20.000 euro annui. Nel caso in cui il datore di lavoro non raggiunga autonomamente tale soglia di reddito, questo potrà essere integrato dal reddito percepito da altro soggetto del nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi. In tal caso la soglia di reddito si eleva a 27.000 euro. Il coniuge ed i parenti entro il 2^ grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi.
 
Non si procede all’accertamento del reddito nell’ipotesi di datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza che effettua la dichiarazione di emersione per un lavoratore addetto alla sua assistenza. In tale ipotesi il datore di lavoro deve però essere già in possesso di certificazione di struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato con il SSN che attesti la limitazione dell’autosufficienza prima della presentazione dell’istanza.
 
 
 
29 - Occorre dimostrare i redditi per regolarizzare un lavoratore extracomunitario addetto all’assistenza di un figlio affetto da patologia/handicap con limitazione dell’autosufficienza?
 
 
No, è sufficiente produrre il certificato medico di struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato con il S.S.N. rilasciato in data antecedente all’istanza dal quale risulti la limitazione dell’autosufficienza e non occorre dimostrare il possesso di un reddito minimo.
 
 
Nella valutazione della capacità economica del datore di lavoro può essere presa in considerazione anche la disponibilità di un reddito esente da dichiarazione annuale e/o CUD (es: assegno di invalidità). Tale reddito dovrà comunque essere certificato.
Per l’imprenditore agricolo (anche nelle ipotesi di datori di lavoro domestico titolari di reddito agricolo) è possibile fare riferimento non esclusivamente al reddito agrario, ma ad indici di capacità economica di tipo analitico risultanti dalla dichiarazione IVA, prendendo in considerazione il volume d’affari al netto degli acquisti, o dalla dichiarazione Irap e i contributi comunitari documentati dagli organismi erogatori ( v. lettera circ. min. lavoro del 11.2 2011)
 
 
La dichiarazione di emersione dovrà essere presentata previo pagamento di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore regolarizzato.  Il versamento dovrà essere effettuato utilizzando esclusivamente il modello di pagamento "F24 Versamenti con elementi identificativi", che è possibile reperire presso gli sportelli bancari e gli uffici postali  o scaricare dai siti internet del Ministero dell'Interno, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del Ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, dell'INPS e dell’Agenzia delle Entrate. Il versamento potrà essere effettuato a partire dal 7 settembre 2012 ed entro e non oltre il 15 settembre (termine ultimo per la presentazione della domanda di emersione) . Negli stessi siti sono reperibili i correlati codici tributo per il versamento ('REDO' per il lavoro domestico e 'RESU' per il lavoro subordinato) e le istruzioni per la compilazione del modello che dovrà contenere, oltre ai dati del datore di lavoro, anche il numero del passaporto, o di altro documento equipollente, del lavoratore.
Gli estermi del pagamento dovranno essere indicati nella domanda di emersione.
Il mancato pagamento del contributo forfettario determina l'inamissibilità della domanda di emersione, non potendo ritenersi "mero errore materiale". 
 
Le somme versate a titolo forfetario non saranno restituire in caso di archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa.
 
 
32 - Ho pagato il modello F24 inserendo nei dati il mio nome invece di quello di mio marito che ha poi presentato la domanda, pertanto  il codice fiscale indicato nel Modello F24 erroneamente non corrisponde al datore di lavoro indicato nella domanda di emersione su Modello EM – DOM  è valido il pagamento?

Il versamento può essere considerato valido se il codice fiscale indicato nel mod. F24 corrisponde a quello di un familiare del datore di lavoro indicato nella domanda di emersione. E’ quindi necessario produrre allo Sportello Unico per l’Immigrazione un’autocertificazione con la quale viene dichiarato  il apporto di parentela intercorrente.
 
REGOLARIZZAZIONE CONTRIBUTIVA, RETRIBUTIVA E FISCALE

 
Al contributo forfettario deve aggiungersi il pagamento delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi. Nel caso di rapporti di lavoro instaurati da più di sei mesi  dovranno essere regolarizzate le somme dovute per l’intero periodo.
 
La circolare congiunta del 6 settembre 2012 ha specificato che la regolarizzazione delle somme dovute al lavoratore a titolo retributivo in base al CCNL riferibile all'attività svolta, deve essere oggetto di attestazione congiunta del datore di lavoro e del lavoratore da presentarsi all’atto della stipula del contratto di soggiorno.
Tali somme arretrate devono corrispondere alle retribuzioni minime giornaliere fissate annualmente dall’INPS ai sensi della Legge n. 389 del 7 dicembre 1989.
 
Sempre all’atto della convocazione presso lo Sportello Unico, il datore di lavoro deve, altresì, dimostrare di aver adempiuto, nel rispetto delle disposizioni vigenti, a tutti gli obblighi in materia contributiva maturati a decorrere dalla data di inizio del rapporto di lavoro irregolare fino alla data di stipula del contratto di soggiorno e, comunque, per un periodo non inferiore a sei mesi. La documentazione da produrre per i rapporti di lavoro agricolo e non agricolo è indicata all’art.5, comma 2, del decreto interministeriale del 29 agosto.
 
Inoltre, lo Sportello provvederà a richiedere in via telematica il documento unico di regolarità contributiva (DURC) al fine di accertare, a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, la correttezza dei versamenti contributivi e assicurativi del datore di lavoro nonché, se dovuti, dei versamenti alla Cassa edile.
Per i rapporti di lavoro domestico la dimostrazione del pagamento dei contributi dovuti sarà attestata mediante esibizione  di copie dei bollettini MAV utilizzati.
 
Il datore di lavoro dovrà, infine, attestare, anche mediante apposita autocertificazione, la regolarizzazione, ai fini fiscali, delle somme dovute sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore per la durata del rapporto di lavoro o, comunque, per un periodo  non inferiore a sei mesi. Si tratta delle ritenute, da versare entro il 16 novembre 2012, operate ai sensi della normativa di settore.
 
Al momento della convocazione dovrà essere dimostrata la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi. Nel caso di rapporti di lavoro instaurati da più di sei mesi dovranno essere regolarizzate le somme dovute per l’intero periodo.
 
 
34 - Per la regolarizzazione 2012 è previsto il pagamento di una marca da bollo come nel caso di domanda sulla base del decreto flussi?
Sì, va pagata la marca da bollo di euro 14,62 e nella domanda va indicato il numero del codice a barre della marca stessa, che dovrà poi essere esibita al momento della convocazione presso lo Sportello Unico.
 
Come chiarito nella circolare dell’inps n. 113 del 14 settembre 2012, i datori di lavoro domestici, una volta inviato il modulo EM-DOM, non dovranno far altro che attendere l'arrivo a casa dei bollettini - MAV per il pagamento dei contributi arretrati. L'inps, infatti, provvederà all’iscrizione d'ufficio del rapporto di lavoro,assegnando un codice provvisorio al rapporto di lavoro ed  un codice fiscale provvisorio al lavoratore (sempre che il lavoratore non ne abbia già uno).
I dati registrati saranno quelli inseriti nella dichiarazione di emersione presentata sia per i riferimenti anagrafici sia per quanto attiene al rapporto di lavoro relativamente a mansione, livello contrattuale e numero di ore lavorate. Non essendo esplicitamente dichiarata nella domanda di emersione la retribuzione, sarà preso a riferimento il minimo contrattuale corrispondente al livello dichiarato. Nel caso in cui il minimo contrattuale, per le ore lavorate indicate, non raggiungesse il minimo previsto per l’assegno sociale - per l’anno 2012 di € 429,00 mensili - la retribuzione oraria sarà determinata in modo da rispettare detto minimo.
L’Inps provvederà quindi, appena iscritto il rapporto di lavoro, all’invio al recapito del datore di lavoro dei Mav per il pagamento dei contributi, precalcolati in base ai dati determinati come sopra esposto.
Per i rapporti di lavoro derivanti da emersione è ammesso il versamento solo tramite MAV, da pagare presso lo sportello bancario o postale.
Nel caso in cui il datore di lavoro voglia specificare che la data d'inizio del rapporto lavorativo sia antecedente al 9 maggio 2012, potrà farlo variando la data di inizio o dal sito ufficiale dell'Inps seguendo il percorso ServiziOnline o telefonando al Contact Center 803.164. Avvenuta l’iscrizione definitiva, fermi restando i limiti di prescrizione quinquennale, i periodi di lavoro antecedenti al 9 maggio dovranno essere dichiarati compilando il mod. LD15
 
All’atto della convocazione presso lo sportello unico per l’immigrazione, per dimostrare la regolarità contributiva, il datore di lavoro dovrà quindi esibire i MAV regolarmente pagati, accompagnati dalla parte a disposizione del datore di lavoro in cui sono riportati i dati che hanno determinato l’importo, relativi al pagamento dei contributi dall’inizio del rapporto di lavoro fino all’ultimo trimestre scaduto. Fino alla data di convocazione davanti allo Sportello Unico per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, i datori di lavoro saranno, infatti, tenuti a versare i contributi dovuti per i periodi successivi al mese di ottobre 2012 nei termini previsti dalla legge.
Si ricorda  che i contributi per lavoro domestico si pagano trimestralmente con i seguenti termini:
1°trimestre (gennaio-febbraio-marzo) dal 1° al 10 aprile
2°trimestre (aprile-maggio-giugno) dal 1° al 10 luglio
3°trimestre (luglio-agosto-settembre) dal 1° al 10 ottobre
4°trimestre (ottobre-novembre-dicembre) dal 1° al 10 gennaio dell’anno successivo.
 
 
 
36 - Un datore di lavoro che ha in precedenza comunicato all’INPS l’assunzione di un lavoratore domestico extracomunitario,  per il quale  sta già versando  contributi ,ma che è successivamente  risultato non in regola con il permesso di soggiorno può presentare domanda di emersione? Per dimostrare la regolarità contributiva possono essere esibiti i pagamenti dei contributi  versati all’INPS per il rapporto di lavoro già in essere e  a cui INPS ha già assegnato un codice?
 
Il datore di lavoro che ha già assunto , con regolare costituzione di una posizione assicurativa all’INPS , un lavoratore domestico  extracomunitario che, per vari motivi, non è poi risultato  in regola con il permesso di soggiorno,  può presentare la dichiarazione di emersione.
Come da circolare n.113/2012, l’INPS procederà comunque  all'iscrizione di un nuovo rapporto di lavoro assegnando un codice provvisorio, contraddistinto dai numeri iniziali  "8912" seguiti da un numero progressivo, che evidenzia l'iscrizione da emersione  ex art. 5, D.Lgs 109/2012.
I contributi pagati per il 2° e 3° trimestre 2012 per il rapporto di lavoro già costituito precedentemente presso INPS  saranno considerati validi  per dimostrare la regolarità contributiva richiesta per la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Se però  la contribuzione versata è relativa ad un numero di ore lavorate inferiore a quelle dichiarate nella domanda di emersione , è necessario integrare quanto già pagato, generando dal sito www.inps.it  i MAV – relativi al rapporto di lavoro già in essere - per provvedere al versamento dei contributi mancanti oppure utilizzando i consueti sistemi di pagamenti messi a disposizione ( Reti Amiche, pagamenti on line, carta di credito)
Si ricorda che i  MAV possono essere generati, dal sito, accedendo dal “Portale dei pagamenti” alla sezione “Lavoratori domestici” ed entrando nel servizio, attraverso il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro. Il servizio consente, scegliendo il trimestre di riferimento, inserendo le ore e la retribuzione , di ottenere il MAV utile al pagamento.
I datori di lavoro che si trovano nella fattispecie citata, dovranno poi provvedere al pagamento dei contributi dal 4° trimestre 2012 utilizzando i MAV che riceveranno con la lettera in cui si comunica l’avvenuta iscrizione provvisoria a seguito di emersione.
 
Come chiarito nella circolare dell’inps n. 113 del 14 settembre 2012, le aziende una volta effettuato l'invio telematico del modello EM-SUB, dovranno provvedere a richiedere l'apertura di una apposita posizione contributiva che verrà contraddistinta dal codice "5W". Al ricevimento di tale posizione i datori di lavoro dovranno provvedere all'invio dei flussi Uniemens/Dmag per i periodi oggetto di emersione, quindi, a pagare, tramite il modello F24 i contributi dovuti nel rispetto delle scadenze fiscali.
Copia delle denunce mensili Uniemens (o delle denunce trimestrali DMAG, in caso di aziende agricole)  dovranno essere presentate dal datore di lavoro al momento della convocazione allo Sportello Unico per l’Immigrazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno.
Ulteriori istruzioni operative per la presentazione e compilazione del flusso Uniemens o DMAG (per le aziende agricole) sono contenute nella circolare dell'Inps del 28 settembre 2012.
 
38- In caso di impiego regolare di uno straniero regolarmente soggiornante ma non abilitato a svolgere attività lavorativa (es. richiedente asilo al quale è stata negata di recente la protezione) è comunque possibile accedere all'emersione? Per dimostrare la regolarità contributiva è sufficiente la documentazione  attestante  il già avvenuto adempimento di tutti gli obblighi retributivi, contributivi e fiscali?
 
Nel caso in cui il rapporto di lavoro sia stato formalmente instaurato (es. comunicazione di assunzione Unilav, versamento dei contributi, Uniemens, ecc.) ma con un lavoratore in possesso di un permesso di soggiorno che non avrebbe consentito quel tipo di impiego (es. titolare di permesso di lavoro stagionale erroneamente assunto come operaio edile o come domestico) è possibile accedere all'emersione per sanare l'irregolarità. Tuttavia, tutti gli obblighi retributivi, contributivi e fiscali sono già stati assolti. In questo caso, sarà sufficiente versare il contributo forfetario di 1.000 euro e presentare allo Sportello unico immigrazione la documentazione che attesta l'adempimento degli obblighi retributivi, contributivi e fiscali già assolti. Tuttavia per il periodo intercorrente tra la dichiarazione di emersione e la convocazione allo Sportello unico immigrazione, dovrà essere ugualmente aperta la matricola con c.a. 5W al fine della’individuazione del lavoratore
 
PROCEDURA SUCCESSIVA ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
 
 
Lo Sportello Unico per l'immigrazione, verificata l'ammissibilità della dichiarazione e acquisito il pareredella Questura sull'insussistenza di motivi ostativi all’accesso alle procedure ovvero al rilascio del permesso di soggiorno, nonché il parere della competente Direzione Territoriale del lavoro in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro applicate ed alla sussistenza dei requisiti previsti per datori di lavoro persone giuridiche. Le Direzioni Territoriali del lavoro procedono, altresì, a verificare che il datore di lavoro non abbia in passato avviato procedure di emersione o fatto richiesta di assunzione dall’estero di cittadini stranieri senza successivamente procedere alla sottoscrizione del contratto di soggiorno o alla successiva assunzione del lavoratore straniero (salvo cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro).
In caso di esito positivo di tali verifiche, lo Sportello unico convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
All’atto della convocazione lo Sportello Unico procede tra l’altro alla verifica:
- dell’avvenuto versamento del contributo forfetario di 1000 euro, mediante esibizione della ricevuta da parte del datore di lavoro;
- della documentazione attestante la presenza del lavoratore straniero sul territorio nazionale almeno alla data del 31 dicembre 2011, proveniente da organismi pubblici;
- della regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale.
 
Con la stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro assolve all’obbligo della comunicazione obbligatoria di assunzione al Centro per l'Impiego ovvero, in caso di rapporto di lavoro domestico, all'INPS.
Come stabilito dal decreto interministeriale di attuazione del 29 agosto 2012, con la sottoscrizione del contratto di soggiorno decorre il rapporto di lavoro regolarizzato. Restano ferme le disposizioni relative agli oneri a carico del lavoratore che richiede il permesso di soggiorno.
 
La sussistenza di meri errori materiali non costituisce di per sé causa di inammissibilità della dichiarazione di emersione. La mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo comporta l'archiviazione del procedimento.
Nell’ipotesi di mancata presentazione della documentazione, di documentazione insufficiente, sarà richiesta, eventualmente, un’integrazione, fissando una nuova data di  convocazione. Nel caso di assenza della documentazione integrativa richiesta, si procederà al rigetto dell’istanza.
La mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo comporta l'archiviazione del procedimento.
 
 
40 - Nella circolare n. 5090 del 31 luglio 2012 si afferma testualmente che sia il datore di lavoro sia il lavoratore dovranno essere convocati presso lo Sportello Unico per la presentazione della documentazione richiesta e per la firma del contratto di soggiorno. Ciò posto, con tale precisazione si intende forse affermare che l’invito di convocazione, oltre che al datore di lavoro, verrà notificato anche al lavoratore?
 
 
Si, nella procedura di emersione 2012 la convocazione verrà inviata sia al datore di lavoro sia al lavoratore.
 
 
 
 
 
42 - Può essere espulso uno straniero nei cui confronti è stata presentata una dichiarazione di emersione?

No, in attesa della definizione del procedimento di emersione lo straniero non può essere espulso, ad eccezione dei casi di espulsione per motivi di ordine pubblico o di sicurezza (articolo 13, comma 1 e 2 lett.c) del D.gs. n. 286/1998) o per motivi di prevenzione del terrorismo.
 
 
No, l’esito positivo del procedimento di emersione comporta per il datore di lavoro e per il lavoratore, l'estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni commesse. Le questure provvederanno in automatico e senza la necessità di adottare un atto formale, alla revoca di eventuali provvedimenti di espulsione già adottati.  
In ogni caso, anche in caso di esito negativo del procedimento di emersione, verranno archiviati i procedimenti penali e amministrativi a carico del datore di lavoro nel caso in cui l'esito negativo derivi da motivo indipendente dalla volontà o dal comportamento del datore di lavoro. Per quanto riguarda il lavoratore, invece, l’esito negativo comporterà l’attivazione delle procedure per l’eventuale allontanamento, previa attenta valutazione della singola posizione (v. circ. Interno del 12 settembre 2012)
 
 
No, i lavoratori stranieri che richiedono il permesso di soggiorno in seguito all’esito favorevole della procedura di emersione non sono tenuti a stipulare l’accordo di integrazione, essendo tale adempimento previsto solo per gli stranieri che hanno fatto il primo ingresso in Italia a partire dal 10 marzo 2012, mentre i beneficiari dell'emersione devono trovarsi in Italia già dal 31 dicembre 2011.
Nessuna deroga invece per il contributo economico richiesto per il  rilascio del permesso di soggiorno (€ 80.00 o € 100,00, a seconda della durata del permesso) da richiedere tramite Poste dopo avere sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico.
 
 
45 - Nel caso in cui il datore di lavoro sia impossibilitato a sottoscrivere il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione, chi  può sostituirlo?
 
In caso di presenza di coniuge, figli, o altri parenti in linea retta o collaterale fino al 3° grado, essi possono sottoscrivere per conto del proprio congiunto, indicando l’esistenza degli impedimenti alla sottoscrizione da parte dell’interessato, ai sensi dell’art.4 del DPR 445/2000.
Negli altri casi si deve far ricorso ad apposita delega notarile.
 
 
46 - Quale documentazione deve essere esibita dallo straniero al momento della convocazione allo Sportello Unico in relazione alla disponibilità dell’alloggio?
 
Lo straniero non convivente con il datore di lavoro dovrà presentare la documentazione che dimostri l’effettiva disponibilità dell’alloggio quali ad esempio il contratto di affitto, il contratto di comodato, dichiarazione di ospitalità, etc.. E’, altresì, necessario presentare il certificato di idoneità alloggiativa ovvero la ricevuta relativa alla richiesta dello stesso.
 
 
DOCUMENTAZIONE IDONEA PER ATTESTARE LA PRESENZA IN ITALIA ALMENO AL 31 DICEMBRE 2011
 
 
47 - Può essere considerata documentazione utile ai fini dell’attestazione della presenza del lavoratore straniero sul territorio alla data del 31.12.2011 la seguente documentazione: passaporto munito del timbro di ingresso apposto dalle autorità di frontiera nazionali, documentazione proveniente dalle forze di polizia, provvedimento di espulsione, certificazione medica proveniente da struttura pubblica, certificato di iscrizione scolastica dei figli del lavoratore?
 

Si, la documentazione elencata in domanda, nonché ogni altra documentazione proveniente da organismo pubblico, può essere accolta purché la data riportata sul documento sia al 31.12.2011 o antecedente a tale data.

Il passaporto recante il timbro di ingresso nell’area Schengen, apposto dall’autorità di frontiera di uno dei Paesi aderenti a tale accordo, può essere considerato prova valida solo se integrato da documentazione proveniente anche da soggetti che erogano servizi e/o intrattengono relazioni di carattere pubblico in una più ampia accezione, ma comunque attestante la presenza sul territorio nazionale in una data successiva a quella di ingresso in area Schengen e comunque non successiva al 31.12.2011

49 - Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 documentazione rilasciata da rappresentanze diplomatiche o consolari straniere con sede in Italia?

Possono ricomprendersi tra le prove documentali valide gli atti provenienti da Ambasciate o Consolati del Paese di origine del lavoratore rilasciati in Italia entro il 31.12.2011 (es. passaporti, ricevuta di richiesta di rilascio/ rinnovo del passaporto, certificazione di vario genere).
 
Possono essere considerate prove documentali valide la documentazione rilasciata al cittadino straniero, entro il 31.12.2011, da Enti quali ad esempio: Aziende municipalizzate di gestione del trasporto pubblico locale (es. tessere di abbonamento nominative, sanzioni etc); Aziende di erogazione di servizi pubblici quali elettricità, gas, telefonia fissa e/o mobile etc (es. contratti nominativi stipulati dallo straniero con le aziende di erogazione dei suddetti servizi).

51 - Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 la documentazione relativa a servizi erogati da Poste Italiane S.p.A.?

Può essere considerata valida la documentazione relativa a servizi erogati da Poste Italiane S.p.A. purché dalla stessa possa essere individuata in modo certo l’identità del soggetto interessato e tale documentazione sia stata rilasciata entro il 31.12.2011 (es.apertura libretti di risparmio, richiesta di rilascio postepay etc.).

 
52- Può essere considerata documentazione idonea ai fini della dimostrazione della presenza del lavoratore straniero in Italia alla data del 31.12.2011 un biglietto aereo nominativo di compagnia aerea anche non italiana?

Si, ma solo se sul passaporto del cittadino straniero sia stato apposto il timbro di ingresso della polizia di frontiera di un Paese firmatario dell’accordo di Schengen.


Si, tale documentazione è da considerarsi valida in quanto si tratta di operazioni registrate e soggette a controllo pubblico, purché eseguite attraverso istituti bancari, Poste italiane o primari operatori del settore accreditati e iscritti in albi o elenchi ufficiali tenuti dalla Banca d’Italia o dalle banche centrali europee o sottoposti alla vigilanza delle stesse.
 

Si, attestati di frequenza a corsi scolastici e/o di formazione professionale,  svolti presso un istituto scolastico pubblico o privato, sono considerati validi ai fini della dimostrazione della presenza in Italia alla data richiesta.
 
 
Aggiornato al 15 ottobre 2012