Regione Sardegna: la mediazione interculturale

INDICE
 Norme di riferimento
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Norme di riferimento

 
Figura professionale del mediatore interculturale
La Sardegna non dispone di una normativa specifica che definisca la figura del mediatore interculturale.
 
Contesti operativi del mediatore interculturale
Ciononostante, le attività di mediazione sono  previste nella normativa in materia di programmazione delle politiche di integrazione. In particolare, nelle Linee guida triennali per l’Immigrazione (D.G.R. n. 43-9/2006) si precisa che “Si rende necessario articolare la professionalizzazione e la formazione e definire meglio la figura dei mediatori culturali e linguistici stranieri, in quanto fondamentale nel processo d’inserimento degli immigrati nella società isolana”. Inoltre il piano “promuove interventi di formazione dei formatori e delle figure dei mediatori linguistico-culturali, quali agenti facilitatori del percorso di integrazione in campo assistenziale, lavorativo, scolastico, sanitario, in quanto indispensabile supporto per la risoluzione dei conflitti interculturali”. Tali linee guida sono ribadite dal Piano Annuale per l’Immigrazione 2011 (D.G.R. n. 31-9/2011).  
 
Modalità di conseguimento della qualifica professionale di mediatore interculturale
Non esiste, al momento, una norma che definisca il percorso formativo per l’ottenimento della qualifica.
 
Percorsi universitari dedicati alla mediazione interculturale
Per quanto riguarda i percorsi universitari dedicati alla mediazione interculturale, presso l’università di Cagliari è attivo il corso di laurea triennale Lingue per la mediazione linguistica (facoltà di Lingue e letterature straniere). Presso l’Università di Sassari è attivo un corso di laurea in Mediazione Linguistica e Culturale (dipartimento di Scienze umanistiche e sociali).
 
Progetti dedicati alla mediazione interculturale
La Regione Sardegna ha, inoltre, partecipato al progetto interregionale Interventi finalizzati alla qualificazione delle competenze e delle figure professionali operanti nell’Area umanitaria – Operatore/trice di pace e Mediatore/trice interculturale, promosso e avviato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che ha portato al protocollo di intesa cui hanno aderito anche la Regione Campania, la regione Marche, la Regione Piemonte, la Regione Toscana, la Regione Umbria, con il coordinamento tecnico di Tecnostruttura per le Regioni.
 
Con D.G.R. 43-34/2010, infine, la Regione aderisce alla “Rete Interregionale-Transnazionale per la coesione sociale, al fine dell’utilizzo delle risorse professionali nella mediazione interculturale e nella prevenzione, gestione e trasformazione dei conflitti”. Il progetto costituisce lo sviluppo di una precedente azione interregionale (“Area umanitaria: operatore di pace e mediatore interculturale”) e ha l’intenzione di raccordare il lavoro sinora finalizzato al riconoscimento della figura del mediatore interculturale. Al progetto aderiscono anche la regione Campania, la regione Calabria, la regione Lazio, la regione Marche, la regione Piemonte, la regione Sicilia, la Provincia Autonoma di Trento.
 
Tra i progetti incentrati sulla mediazione interculturale promossi e realizzati a livello provinciale, si segnala l’attivazione di C.O.S.S.I. (Centro di Orientamento ai Servizi Sanitari per gli Immigrati) presso la ASL 8 di Cagliari che offre, oltre a informazioni generali sulla salute, un servizio di mediazione linguistica e culturale, con il supporto di mediatori di nazionalità straniera. Servizi di mediazione interculturale sono inoltre svolti nei Centri Servizi Immigrazione di diverse province, tra cui Cagliari, Carbonia-Iglesias e Oristano.
 
 
 
 
 
 
 
 
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