Regione Toscana: la mediazione interculturale

 
 
Norme di riferimento
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Norme di riferimento
 
Figura professionale del mediatore interculturale
La Regione Toscana non dispone di una normativa specifica che definisca la figura del mediatore interculturale. Al momento è attivo un tavolo regionale dedicato alla revisione di alcune figure professionali nel settore socio-sanitario, tra cui la figura di Tecnico delle attività/servizi di facilitazione dell’integrazione socio-culturale di cittadini stranieri.
 
Contesti operativi del mediatore interculturale
Ciononostante, la L.R. n. 29/2009 definisce i contesti in cui la mediazione culturale deve essere promossa e potenziata, ovvero l’ambito scolastico e un ambito generale di informazione per i cittadini immigrati. Si vedano in particolare l’art. 41 (La Regione promuove intese con l'ufficio scolastico regionale e con gli enti locali per perseguire i seguenti obiettivi: […] il coordinamento, in collaborazione con gli enti locali, dei servizi di mediazione culturale e linguistica”) e l’art. 48 (“La Regione, in collaborazione con gli enti locali e nel rispetto della legislazione statale vigente, promuove il sostegno ed il coordinamento di una rete regionale di sportelli informativi per le  seguenti finalità: a) il supporto ai cittadini stranieri nelle procedure per il rilascio, il rinnovo o la conversione dei titoli di soggiorno, la richiesta di cittadinanza; b) il pieno accesso dei cittadini stranieri alla rete dei servizi territoriali; c) il potenziamento dei servizi di mediazione culturale e interpretariato”).
 
I Piani Sanitari Regionali degli ultimi anni individuano l’esigenza di una ridefinizione dei servizi socio-sanitari, affinché questi possano divenire concretamente capaci di fornire assistenza a una varietà di cittadini/pazienti con diversi background etnici e culturali e che parlano lingue diverse. Specificamente, con D.G.R. n. 1126/2005 è stata istituita una struttura di riferimento sulla mediazione culturale in ambito sanitario - l’Albero della Salute, con l’obiettivo di introdurre e sostenere l’esercizio delle attività di mediazione interculturale nei Servizi socio-sanitari e ottimizzare l’accoglienza e l’orientamento dei migranti all’interno dei servizi stessi. L’Albero della Salute è nato a Prato nel marzo del 2001 da un Protocollo d’Intesa tra Azienda Usl 4, Comune, Provincia, circoscrizione Prato Nord con cofinanziamento Regione Toscana. Dal 2005 diventa Struttura di riferimento per la Mediazione culturale in Sanità della Regione Toscana.
 
Modalità di conseguimento della qualifica professionale di mediatore interculturale
La Regione Toscana non dispone, al momento, di una normativa specifica che definisca le modalità di conseguimento della qualifica professionale di mediatore interculturale.
 
Percorsi universitari dedicati alla mediazione interculturale
Per quanto riguarda i percorsi universitari dedicati alla mediazione interculturale, presso l’università per stranieri di Siena è attivo il corso di laurea triennale in Mediazione Linguistica e Culturale, incentrato sulla formazione plurilingue.
 
Progetti dedicati alla mediazione interculturale
La Regione Toscana ha, inoltre, partecipato al progetto interregionale Interventi finalizzati alla qualificazione delle competenze e delle figure professionali operanti nell’Area umanitaria – Operatore/trice di pace e Mediatore/trice interculturale, promosso e avviato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che ha portato al protocollo di intesa cui hanno aderito anche la Regione Campania, la Regione Marche, la Regione Piemonte, la Regione Umbria, la Regione Sardegna, con il coordinamento tecnico di Tecnostruttura per le Regioni.
 
Da segnalare il progetto ReSISTo - Rete di Sportelli Informativi per Stranieri in Toscana. Regione e ANCI Toscana hanno firmato nel 2008 un protocollo per aderire alla Rete già esistente a livello nazionale dal 2006, nata da un accordo tra ANCI Nazionale e Ministero dell'Interno per la sperimentazione triennale della rete di sportelli dedicati alla precompilazione elettronica delle domande di rinnovo e rilascio dei permessi di soggiorno.
 
Tra i progetti provinciali, infine, da segnalare  "C'è posto per te. Strategie di accoglienza e partecipazione attiva", realizzato in provincia di Pisa dall’Unione Valdera con l'obiettivo di facilitare e rendere efficace e costruttivo l’incontro fra cittadini stranieri e Pubblica Amministrazione. Previste 2.000 ore di intervento di mediatori linguistico-interculturali a supporto gli uffici della pubblica amministrazione coinvolti nel progetto.
 
 
 
 
 
 
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