In vigore l'accordo di integrazione

 

 

 

 “Integrarsi in Italia presuppone l'apprendimento della lingua italiana e richiede il rispetto, l'adesione e la promozione dei valori democratici di libertà, di eguaglianza e di solidarietà posti a fondamento della Repubblica italiana”

Accordo di integrazione

 

 
 
Il 10 marzo 2012 è entrato in vigore il regolamento che disciplina l’accordo di integrazione. A partire da questa data il cittadino non comunitario che farà richiesta di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno dovrà sottoscrivere un patto con lo Stato italiano.
 
Con la sottoscrizione dell’accordo, il cittadino straniero si impegna a conseguire specifici obiettivi di integrazione nel periodo di validità del proprio permesso di soggiorno e lo Stato si impegna a sostenere il processo di integrazione dello straniero attraverso l’assunzione di ogni idonea iniziativa in raccordo con le Regioni e gli enti locali.
 
In particolare, come può leggersi nel testo dell’accordo, il cittadino straniero si impegna a:
 
a) acquisire una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente almeno al livello A2 di cui al quadro comune europeo di riferimento per le lingue emanato dal Consiglio d’Europa;
b) acquisire una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica, dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche e della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro;
c) garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori;
d) assolvere gli obblighi fiscali e contributivi.
Il cittadino straniero dichiara, altresì, di aderire alla Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione di cui al decreto del Ministro dell’Interno 23 aprile 2007 e si impegna a rispettarne i principi.
 
Dall’altro lato lo Stato:
 
a) assicura il godimento dei diritti fondamentali e la pari dignità sociale delle persone senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali, prevenendo ogni manifestazione di razzismo e di discriminazione; agevola, inoltre, l’accesso alle informazioni che aiutano i cittadini stranieri a comprendere i principali contenuti della Costituzione italiana e dell’ordinamento generale dello Stato;
b) garantisce, in raccordo con le regioni e gli enti locali, il controllo del rispetto delle norme a tutela del lavoro dipendente; il pieno accesso ai servizi di natura sanitaria e a quelli relativi alla frequenza della scuola dell’obbligo;
c) favorisce il processo di integrazione dei cittadini stranieri attraverso l’assunzione di ogni idonea iniziativa, in raccordo con le Regioni, gli enti locali e l’associazionismo no profit.
 
In tale quadro, assicura ai cittadini stranieri, entro un mese dalla stipula dell’accordo, la partecipazione gratuita ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia della durata di un giorno.
L’accordo di integrazione ha come presupposto la definizione di integrazione quale “processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, con il reciproco impegno a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società”. Si tratta quindi di un'opportunità per il cittadino straniero di imparare la lingua italiana e gli elementi civici di base della vita in Italia. Come noto la conoscenza della lingua e della cultura italiana rappresenta un passaggio essenziale per facilitare il processo di integrazione nella comunità di accoglienza, nonché un indicatore del successo del percorso migratorio e della capacità dei cittadini stranieri di inserirsi professionalmente e socialmente nella società italiana. Più in generale, l’accordo di integrazione può costituire un’occasione di crescita e di sviluppo per l’intera comunità, nella costruzione di una società più inclusiva e coesa.
  
Nel nostro portale sono disponibili informazioni riguardanti i corsi di lingua italiana, il lavoro, la casa, la salute e i minori stranieri. Si tratta dei cinque ambiti fondamentali della vita che costituiscono le condizioni di base per l’integrazione. Per ciascun settore il portale offre le informazioni utili e consente di individuare i servizi offerti sul territorio per raggiungere i crediti minimi necessari richiesti dall’accordo.
  

10 domande per capire l'accordo di integrazione

 

   
1.-Cosa è l’accordo di integrazione?
L’accordo di integrazione è un accordo fra lo Stato italiano ed il cittadino straniero che entra in Italia per la prima volta, con il quale lo Stato si impegna a sostenere il processo d'integrazione dello straniero ed il cittadino straniero si impegna a raggiungere specifici obiettivi di integrazione. L’accordo ha una durata di due anni prorogabile di un altro anno. La disciplina dell’accordo è contenuta nell’articolo 4 bis del “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero“ (D.Lgs 286/98) e nel regolamento approvato con D.P.R. 179/2011.

Indicazioni operative per le amministrazioni coinvolte sono contenute nella circolare del ministero dell'Interno del 5 marzo 2012 e nella circolare congiunta del ministero dell'Interno e del ministero per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione del 2 marzo 2012. 
  
2.-Chi deve sottoscrivere l’accordo?
L’accordo di integrazione è rivolto agli stranieri di età superiore ai sedici anni che entrano in Italia per la prima volta e presentano istanza di rilascio del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno.
L’accordo, qualora abbia come parte un minore di età compresa tra i sedici e i diciotto anni, è sottoscritto anche dai genitori o dai soggetti esercenti la potestà genitoriale regolarmente soggiornanti nel territorio nazionale.
 
3.-Chi non deve sottoscrivere l’accordo?
a) i cittadini stranieri affetti da patologie o da disabilità tali da limitare gravemente l’autosufficienza o da determinare gravi difficoltà di apprendimento linguistico e culturale. Tale condizione deve essere attestata mediante una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
b) i minori non accompagnati affidati ai sensi dell’articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, ovvero sottoposti a tutela, per i quali l’accordo è sostituito dal completamento del progetto di integrazione sociale e civile di cui all’articolo 32, comma 1-bis, del testo unico;
b) le vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento, per le quali l’accordo è sostituito dal completamento del programma di assistenza ed integrazione sociale di cui all’articolo 18 del Testo unico dell’immigrazione.
 
4.-Dove si sottoscrive l’accordo?
Presso lo sportello unico per l’immigrazione della prefettura, nei casi in cui il cittadino straniero faccia ingresso per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare, o presso la questura in caso di ingresso per altri motivi.
L’accordo è sottoscritto contestualmente alla richiesta di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno. Al momento della sottoscrizione, l’accordo viene redatto in duplice copia di cui una è consegnata allo straniero nella lingua da lui indicata. Per lo Stato, l'accordo è firmato dal Prefetto o da un suo delegato.
 
 Consulta la brochure informativa e l'accordo disponobili in 16 lingue (Albanese, Arabo, Bengalese, Cinese, Francese,  Inglese, Italiano, Pidgin, Portoghese, Romeno, Russo, Serbo, Spagnolo, Tagalog, Wolof e Yoruba)
 
 
5.- Quanti sono i crediti iniziali attribuiti al cittadino straniero?
Con la firma dell’accordo, vengono assegnati 16 crediti iniziali. La conferma di questi 16 crediti avviene a seguito della frequenza ad una sessione gratuita di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia, che avrà una durata variabile da 5 a 10 ore, che si tiene presso gli Sportelli Unici per l’immigrazione delle Prefetture. La mancata partecipazione alla sessione di formazione darà luogo alla perdita di 15 dei 16 crediti assegnati.
 
 
6.- Quanti crediti devono essere raggiunti ed entro quanto tempo?
L’accordo prevede che entro due anni lo straniero raggiunga la quota di 30 crediti. I crediti possono essere conseguiti attraverso l’acquisizione di determinate conoscenze (lingua italiana, cultura civica e vita civile in Italia) e lo, svolgimento di determinate attività, come per esempio:
-Corsi di italiano - Cerca un corso vicino a te
-Formazione professionale - Cerca un corso vicino te
-Titoli di studio (Per saperne di più vedi D.P.R. 179/2011)
-Corsi di formazione anche nel Paese di origine. Per saperne di più
-Iscrizione al Servizio sanitario nazionale e scelta di un medico di base. Clicca qui per sapere come
-Stipula di un contratto di locazione o certificazione dell'accensione di un mutuo per l' acquisto di un immobile ad uso abitativo. Per saperne di più
-Svolgimento di attività economico-imprenditoriali, ecc. Per saperne di più
Consulta la Tabella per conoscere l’elenco completo delle attività che consentono l’acquisizione di crediti.
 
 
 
 
7.- Si possono perdere i crediti ottenuti?
I crediti maturati si possono perdere nei seguenti casi:
a) sentenze penali di condanna;
b) applicazione anche non definitiva di misure di sicurezza personali;
c) irrogazione definitiva di sanzioni pecuniarie di importo non inferiore a 10 mila euro, in relazione a illeciti amministrativi e tributari.
Consulta la Tabella per conoscere l’elenco completo dei casi che possono portare alla perdita dei crediti.
 

 

8.- Quando viene verificato l’accordo? 
Un mese prima della scadenza dei due anni, lo sportello unico per l'immigrazione presso la Prefettura ne avvia la verifica, attraverso la documentazione presentata dall'interessato o quella acquisita d’ufficio. In assenza di documentazione, l'interessato può chiedere di far accertare il proprio livello di conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia attraverso un apposito test gratuito a cura dello sportello unico.
In caso di permesso di soggiorno della durata di un anno, un mese prima della scadenza, si procede alla verifica della partecipazione alla sessione di formazione civica e di informazione. Qualora lo sportello unico accerti la mancata partecipazione alla sessione, procede alla decurtazione di quindici crediti. L’inadempimento all’obbligo di istruzione dei figli minori determina la perdita integrale dei crediti assegnati all’atto della sottoscrizione e di quelli successivamente conseguiti e la risoluzione dell’accordo per inadempimento.
All’esito della verifica, lo sportello unico procede all’assegnazione e decurtazione dei crediti.

 

9.- Come viene verificato l’accordo?

La verifica si conclude con l’attribuzione dei crediti finali e con una delle seguenti decisioni:
a) crediti superiori a 30 e conseguimento del livello A2 della conoscenza della lingua italiana parlata e conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia: estinzione dell’accordo per adempimento.
Se i crediti sono pari o superiori a quaranta sono riconosciuti premi per specifiche attività culturali e formative.
b) crediti finali superiori a zero ma inferiori a 30 (ovvero non sono stati conseguiti i livelli della conoscenza della lingua italiana parlata, della cultura civica e della vita civile in Italia), è dichiarata la proroga dell’accordo per un anno alle medesime condizioni. La verifica verrà effettuata un mese prima della scadenza dell’anno di proroga. Qualora non sia comunque adempiuto l’accordo, il Prefetto decreta l’inadempimento parziale, di cui l’autorità competente tiene conto per l’adozione dei provvedimenti discrezionali in materia di immigrazione.
c) crediti finali pari o inferiori a zero, è decretata la risoluzione dell’accordo per inadempimento, con la revoca del permesso di soggiorno o il rifiuto del suo rinnovo e l’espulsione dello straniero dal territorio nazionale. Qualora lo straniero non sia espellibile, si tiene conto dell’inadempimento per l’adozione dei provvedimenti discrezionali in materia di immigrazione.
In ogni caso, l’efficacia dell’accordo può essere sospesa o prorogata, su richiesta del cittadino straniero, in presenza di gravi motivi di salute, gravi motivi di famiglia, motivi di lavoro, frequenza di corsi o tirocini di formazione, aggiornamento od orientamento professionale, motivi di studio all’estero.
 
10.- Quali sono i cittadini stranieri esclusi dalla verifica dell’accordo?
I cittadini stranieri che hanno firmato l’accordo di integrazione ma che al momento della verifica sono titolari di una delle seguenti tipologie di permessi di soggiorno: permesso di soggiorno per asilo, per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari, per motivi familiari, permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino dell’Unione europea, nonché lo straniero titolare di altro permesso di soggiorno che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare.
 
Lo straniero potrà consultare all’indirizzo http://accordointegrazione.dlci.interno.it i crediti maturati e le date di convocazione per lo svolgimento del test.
Ulteriori informazioni sull’accordo di integrazione sono disponibili sul sito del Ministero dell'Interno.
 

Vai alla pagina dedicata alla Normativa sull'accordo di integrazione.