Reato di immigrazione clandestina
 


Si definitivo della Camera alla Legge delega che porterà all’abrogazione del reato
 
 
La Camera dei deputati nella seduta del 2 aprile, ha  approvato il disegno di legge recante "Pene detentive non carcerarie e messa alla prova" (A.C. 331-927-B,), che contiene, tra le altre misure, una delega al Governo per la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina.
 
In particolare l’articolo 2 del provvedimento appena approvato prevede che il Governo con un apposito decreto legislativo provveda ad abrogare, trasformandolo in illecito amministrativo, il reato di immigrazione clandestina, previsto dall'articolo 10-bis del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
Il principio di delega prevede che debbano conservare rilievo penale le condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia, vale a dire dei provvedimenti di espulsione già adottati. l principio di delega prevede che debbano conservare rilievo penale le condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia, vale a dire dei provvedimenti di espulsione già adottati. In sostanza resterà penalmente rilevante il reingresso in violazione di un provvedimento di espulsione.
 
Per l’abolizione del reato occorre ora  attendere l’adozione di un apposito decreto legislativo da parte del Governo che dovrà essere adottato entro 18 mesi dall’entrata in vigore della nuova legge.
 
Tra gli altri elementi da segnalare contenuti nel provvedimento appena approvato vi è la delega al Governo alla riforma del sistema delle pene. La nuova legge prevede che il Governo dovrà riformare il sistema delle pene, eliminando l'attuale pena dell'arresto e introducendo nel codice penale, e nella normativa complementare, pene detentive non carcerarie (reclusione presso il domicilio e arresto presso il domicilio). Tra i principi e criteri direttivi della delega si prevede:
• l’applicazione dell'arresto domiciliare per tutte le ipotesi nelle quali è attualmente previsto l'arresto;
• l'applicazione automatica della reclusione domiciliare per tutti i delitti puniti con pena edittale della reclusione nel massimo fino a 3 anni;
• l'applicazione della reclusione domiciliare a discrezione del giudice (che valuta la gravità del reato ai sensi dell’art. 133 c.p.) per tutti i delitti puniti con la reclusione da 3 a 5 anni.
Inoltre è stata introdotta una delega al Governo per la disciplina della non punibilità per tenuità del fatto, da applicare a tutte le condotte attualmente punite con la sola pena pecuniaria (ammenda o multa) o con pene detentive non superiori nel massimo a 5 anni, nelle seguenti ipotesi: a) particolare tenuità dell’offesa; b) non abitualità del comportamento dell'imputato.
 
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(3 Aprile 2014)