Accoglienza migranti, aumento dei rimborsi per i servizi sanitari e di vigilanza

Una Circolare del Ministero dell'Interno rimodula la quota giornaliera per migrante ospitato



 

Il Ministero dell'Interno, con una Circolare del 4 febbraio scorso, sentito il parere dell'ANAC, ha deciso di ritoccare alcuni criteri tecnici per l'attribuzione di risorse al sistema di prima accoglienza per richiedenti asilo (CAS).

Non si tratta di una modifica del Capitolato adottato nel gennaio del 2019, con il quale è stato tagliato da 35 a 19-26 euro il rimborso per ogni migrante ospitato nelle strutture di accoglienza, ma di una rimodulazione entro i margini dallo stesso consentiti, per migliorare la risposta del mercato nelle successive gare da bandire.

La Circolare consente ai prefetti, nel caso di mancate presentazioni di offerte ad una gara, di ricorrere alla procedura negoziata senza bando. Le prefetture, così, "possono individuare alcuni operatori economici da consultare, selezionando l'offerta migliore". E se si verifica che un prezzo d'asta è sottostimato possono variare le singole voci che compongono il costo medio.

Prevista inoltre la possibilità per il migrante di accedere ad un servizio di assistenza sanitaria complementare da porre a carico dell'appaltatore, che può essere rimborsato a parte rispetto al prezzo pro capite al giorno posti a base di gara. Ed i costi possono crescere anche per la necessità di aumentare il personale di vigilanza nei centri a seguito di danneggiamenti.

Nella circolare inviata ai prefetti il Ministero spiega che l'aumento può essere previsto anche per adeguare la cifra relativa all'affitto degli immobili.


Leggi la Circolare del 4 febbraio 2020


(10 Febbraio 2020)