Approvata la conversione in legge del Decreto n. 13/2017

Disposizioni per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale e per il contrasto dell'immigrazione illegale

Il 12 aprile il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge di conversione del decreto legge del 17 febbraio 2017, n. 13, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale.

Di seguito, i punti chiave della legge:

I nuovi Centri di Permanenza per il Rimpatrio – La legge prevede l'apertura di nuovi centri chiamati Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). I nuovi centri, che ospiteranno al massimo 150 persone, passeranno dagli attuali 4 a 20 – in pratica uno per ogni regione – per un totale di 1.500-1.600 posti. Previsto l'accesso ai Centri per i rimpatri per gli stessi soggetti ammessi a visitare gli istituti penitenziari.

I 'Punti di Crisi' - Lo straniero che arriva illegalmente in Italia viene condotto "per le esigenze di soccorso e di prima assistenza" presso appositi 'punti di crisì": qui avvengono le operazioni di rilevamento foto dattiloscopico e segnaletico. Il "rifiuto reiterato" di sottoporsi al rilevamento configura "rischio di fuga" ai fini del trattenimento nei centri.

Più sezioni per valutare le domande di protezione internazionale -  diventano 26 le nuove sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale, aventi sede presso i capoluoghi di Corte d'Appello; nel Decreto-legge le sezioni specializzate erano invece 14. In particolare, il provvedimento prevede le seguenti disposizioni:

  • tra le controversie attribuite alla competenza delle sezioni specializzate è aggiunta anche l'impugnazione dei provvedimenti delle commissioni territoriali preposte all'esame delle domande di protezione internazionale;
  • è stata prevista una specifica disciplina per i giudizi di impugnazione delle decisioni di trasferimento adottate dalle le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Il ricorso è ammesso entro 30 giorni dalla notifica, e il giudizio si svolge in camera di consiglio nelle forme del procedimento di volontaria giurisdizione. 
    Il procedimento si conclude con decreto non reclamabile, entro 60 giorni dalla presentazione del ricorso. Il decreto può essere impugnato solo con ricorso per cassazione entro 30 giorni;
  • E' stata prevista la possibilità che il richiedente asilo si opponga, con "istanza motivata", alla videoregistrazione del colloquio personale presso le commissioni territoriali; sull'istanza decide la commissione territoriale con provvedimento non impugnabile.

Semplificazioni - sono state snellite le procedure riguardanti le notifiche degli atti ai richiedenti asilo da parte delle commissioni territoriali:  a) se il richiedente non è accolto o trattenuto presso i centri di accoglienza, le notificazioni di atti del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale sono effettuate presso l'ultimo domicilio comunicato dal richiedente; b) se la consegna di copia dell'atto al richiedente da parte del responsabile del centro è impossibile per irreperibilità del richiedente o inidoneità del domicilio dichiarato o comunicato, l'atto è depositato in Questura, e la notifica si intende perfezionata decorsi 20 giorni.

Controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale -  il procedimento si svolge di regola in camera di consiglio; in sede di conversione sono state aggiunte una serie di ipotesi nelle quali è prevista l'udienza con la comparizione personale delle parti.

Accertamento dello stato di cittadinanza - alle controversie in questa materia si applica il rito sommario di cognizione, già previsto dal Decreto-legge per le controversie relative allo stato di apolidia.

Iscrizione anagrafica del richiedente protezione internazionale - sono regolate le modalità di iscrizione e di cancellazione dei richiedenti dall'anagrafe della popolazione residente.

Sospensione di adempimenti e versamenti tributari nell'isola di Lampedusa - è prevista la proroga degli adempimenti e versamenti al 15 dicembre 2017 in considerazione dello stato di crisi nell'isola a causa dei flussi migratori e dei conseguenti adempimenti in materia di protezione umanitaria.

Rimpatri più veloci – Il provvedimento individua modalità più snelle per i rimpatri; l'obiettivo è costruire un sistema di cooperazione con i Paesi di provenienza attraverso accordi bilaterali, come si sta procedendo in Libia, Niger, Sudan o Tunisia. Per quanto riguarda, il sistema dell'accoglienza, si punta a un modello incentrato su quello "diffuso e integrato" con gli Enti Locali, in linea con quanto già fatto con il sistema SPRAR.

Minori non accompagnati - le nuove disposizioni non si applicano ai minori stranieri non accompagnati, per i quali valgono le norme del disegno di legge approvato in via definitiva lo scorso 29 marzo, di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Attività di utilità sociale – i Prefetti, d'intesa con i Comuni interessati, promuovono "ogni iniziativa utile all'implementazione dell'impiego di richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore delle collettività locali". Possibile la predisposizione di progetti ad hoc, anche in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore, progetti "da finanziare con risorse europee destinate al settore dell'immigrazione e dell'asilo".

 

Per maggiori approfondimenti: Atto Camera C. 4394

 

Fonte: Parlamento.it

(13 aprile 2017)