DIPENDENTI DEL SETTORE SOCIO ASSISTENZIALE EDUCATIVO

Il lavoratore ha diritto ad un riposo giornaliero di undici ore consecutive ogni ventiquattro ore. La sentenza della Cassazione


La Corte di Cassazione – IV sezione lavoro - con la sentenza n. 24 del 3 gennaio 2018 è intervenuta sull'esatta interpretazione dell'art. 50 CCNL UNEBA (Unione nazionale istituzioni ed iniziative di assistenza sociale), ovvero il contratto che si applica ai dipendenti di associazioni ed iniziative organizzate, operanti nel campo assistenziale, sociale, socio-sanitario, educativo nonché a tutte le altre Istituzioni di assistenza e beneficenza aderenti all'UNEBA, ivi comprese le ex IPAB del settore socio assistenziale educativo.

Tale articolo, tra le altre cose, stabilisce il diritto di lavoratrici e lavoratori a un riposo giornaliero di 11 ore ogni ventiquattro ore, senza specificare se le ore di riposo debbano o meno essere intese come consecutive.

Tale mancata precisazione aveva indotto a ritenere che la volontà delle parti contraenti fosse quella di derogare al dettato normativo generale, ovvero all'articolo 7 del D.lgs. n. 66/2003 in base al quale il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero, prevede detto articolo, deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata.

Secondo i giudici della Cassazione, la mancata previsione collettiva del carattere continuativo del riposo non è sufficiente a concretizzare la deroga al precetto legislativo che fissa il rispetto del riposo minimo giornaliero a 11 ore continuate.

Laddove tale previsioni non venga rispettata, pertanto, il datore di lavoro rischia una sanzione per sfruttamento della manodopera.

La Sentenza