Eurispes - Rapporto Italia 2018

Gli italiani hanno un'errata percezione del fenomeno migratorio e non conoscono i contenuti della proposta sulla ius soli




L' Eurispes - Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali – ha pubblicato  la30esima edizione del 'Rapporto Italia', ricerca che dal 1989 legge la situazione economica, politica e sociale del Paese, ne segnala i cambiamenti e i nuovi fenomeni.

Il Rapporto è stato costruito come tradizione attorno a 6 dicotomie, illustrate attraverso altrettanti saggi accompagnati da 60 schede su: Responsabilità/Irresponsabilità - Cultura/Culture - Paura/Coraggio - Fiducia/Sfiducia - Crescita/Sviluppo - Avvenire/Divenire.

Per quanto riguarda l'immigrazione, il rapporto dedica una particolare attenzione alla presenza di tale tema nella comunicazione mediatica ed alla percezione che i cittadini italiani hanno del fenomeno migratorio.

Nell'indagine dell'Eurispes di quest'anno, ai cittadini è stato chiesto di valutare una serie di fenomeni, con l'obiettivo di sondare le opinioni diffuse e metterle a confronto con i numeri reali.

Gli stranieri residenti in Italia sono oltre 5 milioni, pari all'inizio del 2017 all'8,3% della popolazione residente. Se agli stranieri regolari si sommano i cosiddetti clandestini, stimabili intorno alle 500-800.000 unità, si arriva al massimo ad una incidenza del 10% sulla popolazione.

Solo il 28,9% degli intervistati indica correttamente l'incidenza di stranieri sulla popolazione all'8%. Un intervistato su 10 sottostima la presenza straniera, indicando il 3%. Più della metà del campione, al contrario, sovrastima la presenza di immigrati nel nostro Paese: per il 35% si tratterebbe del 16%, per ben il 25,4% addirittura del 24% (un residente su quattro in Italia sarebbe non italiano).

Gli islamici sono circa il 3% della popolazione residente nel nostro Paese. Meno di un terzo (31,2%) degli intervistati valuta correttamente la presenza di immigrati di religione islamica in Italia. La larga maggioranza tende invece a sovrastimare la loro presenza: per il 27,6% rappresenterebbero l'8% della popolazione, per il 23,6% il 16%, per il 17,5% addirittura il 24%.

Gli stranieri di origine africana residenti in Italia rappresentano circa l'1,7% della popolazione. Si tratta dunque di una quota contenuta rispetto alla popolazione immigrata nel suo complesso.

Gli italiani che stimano con esattezza la presenza africana in Italia sono soltanto il 15,4% del totale. Il 21,4% ritiene invece che venga dall'Africa il 3,5% della popolazione, ben il 35,3% ritiene che sia il 5,8%, il 27,8% che sia il 10,2%.

 Oltre la metà degli immigrati arrivati nel nostro Paese è di provenienza europea (51,7%). Il 27,4% del campione individua, invece, come principale regione d'origine l'Africa del Nord, da dove in realtà proviene solo il 12,9% degli stranieri arrivati in Italia.

Ius soli o ius culturae

Solo il 17,7% degli intervistati associa il provvedimento proposto nel nostro Paese non solo alla nascita ma anche alla frequentazione della scuola italiana.

 

Per approfondire: Focus Cittadinanza e Partecipazione


La netta maggioranza (56,9%) ritiene che con la nuova proposta di legge sia sufficiente nascere sul suolo italiano, come accade negli Stati Uniti. Il 25,4% del campione, infine, lega la cittadinanza alla sola condizione di aver vissuto in Italia per almeno 5 anni, anche in questo caso senza alcuna condizione legata agli aspetti "culturali" come la lingua o la frequentazione scolastica.

Considerando i diversi orientamenti politici, sono soprattutto gli elettori di centro-sinistra a cogliere anche l'aspetto culturale della proposta di legge in attesa al Senato (26,6%). In tutti gli orientamenti, tuttavia, prevalgono i soggetti convinti che anche in Italia venga proposto uno ius soli puro. I valori più elevati di questa tendenza si registrano nel centro-destra (63,3%), al centro (61,9%) e tra chi non si sente politicamente rappresentato (61,2%).

Allarmi e allarmismo nei media.

Secondo l'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, nell'ultimo triennio si è registrato un drastico incremento della paura presso i cittadini nei confronti di migranti e profughi: dal 33% del 2015 al 43% del novembre 2017. Un aumento che è passato dal 39% del gennaio 2017 al 46% del settembre, per poi attestarsi al 43% dell'ultimo periodo dell'anno.

Parallelamente, la stagione della comunicazione 2017 sui media - si legge nel Rapporto -  è stata caratterizzata da una forte presenza di notizie ansiogene e allarmanti nella cronaca del fenomeno migratorio. Un clima di apprensione dettato, non tanto dalla crescita dell'"emergenza migranti" e degli sbarchi, ma dall'agenda setting del dibattito politico, che si è concentrato, negli ultimi mesi, sul problema della sicurezza, sul rischio terrorismo, sullo Ius Soli, sullo "scontro" sul ruolo delle Ong e sulle violenze operate dai giovani stranieri.       

Vi è stata, inoltre, una forte erosione dei titoli rassicuranti: dal 10% al 5%, tra il 2016 e il 2017. Solo il 7%, invece, è stato il tasso di frequenza della "voce" di immigrati, migranti e profughi nei servizi televisivi.

L'induismo in Italia

Infine, il Rapporto dedica un focus particolare alla presenza di migranti asiatici in Italia, presupposto fondamentale per analizzare il fenomeno dell'induismo nel nostro Paese.  In italia la comunità indiana a rappresentare il più vasto bacino di induisti: dal 2010 al 2016 gli indiani sono aumentati del 30,8% passando da 129.516 unità a 169.394. In particolare, i migranti induisti nel 2016 sono stati 150mila, il 3% dei migranti residenti nel Paese. Sfruttamento del lavoro, caporalato, truffe e pratiche ricattatorie, difficoltà a ottenere una residenza in cui abitare, insufficienza e/o inefficienza dei servizi sociali, le principali criticità segnalate.

Fonte: Eurispes

(31 Gennaio 2018)