Flussi 2019, quasi 50 mila domande per ingressi stagionali

Le quote a disposizione sono 18 mila. Una domanda su due per lavoratori indiani

Sono quasi 47 mila le domande presentate da aziende agricole o del settore turistico-alberghiero per far arrivare in Italia e assumere lavoratori stagionali extraUe nell’ambito dei flussi 2019. Buona parte di quelle richieste sono ancora da vagliare, ma non potranno essere accolte tutte visto che per questo tipo di ingressi il governo ha autorizzato 18 mila quote

Il bilancio, aggiornato al 12 novembre scorso, è stato tracciato il 13 novembre in Commissione Affari Costituzionale della Camera dal viceministro dell’Interno Matteo Mauri rispondendo a un’interrogazione presentata dalla deputata Anna Macina. I nulla osta per lavoro stagionale già rilasciati (presupposto per la richiesta di visto e l’ingresso del lavoratore in Italia) sono poco meno di 10 mila

I dati consentono anche di stilare una classifica delle nazionalità dei lavoratori richiesti dalle aziende: nel 48% dei casi si tratta di cittadini indiani, seguiti da marocchini (21%) e albanesi (12%). Stesse nazionalità sul podio, ma con ordine e percentuali diverse, per i lavoratori il cui ingresso è già stato autorizzato: al primo posto ci sono, ancora, gli indiani (31%), al secondo gli albanesi (24%) e al terzo i marocchini (16%). 

Per le altre 12.850 quote previste dal decreto flussi 2019, destinate (prevalentemente) a conversioni di permessi di soggiorno rilasciati per altro motivo in permessi per lavoro, a ingressi per lavoro autonomo e a particolari ingressi per lavoro subordinato (lavoratori formati nel Paese d’Origine; discendenti di italiani residenti Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile), le domande presentate sono poco più di 9 mila, circa 90 i nulla osta rilasciati. Anche in questo caso la prima nazionalità è quella indiana (oltre 3 mila domande).

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(21 novembre 2019)