I movimenti dei minori stranieri non accompagnati alle frontiere settentrionali

Le raccomandazioni dell’Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza

I movimenti dei minori stranieri non accompagnati alle frontiere settentrionali - Documento dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza


Non tutti i progetti migratori dei minori stranieri non accompagnati che giungono in Italia si esauriscono nel nostro Paese: alcuni arrivano per restare, altri con la chiara idea di proseguire il viaggio per raggiungere un familiare in un altro Stato dell’Unione europea. Il fenomeno che coinvolge i movimenti dei minori stranieri non accompagnati alle frontiere settentrionali italiane è un fenomeno eterogeneo, sia in termini numerici che in relazione alla composizione delle persone di minore età coinvolte e alle ragioni che le spingono ad attraversare i confini. A ciò si aggiunge la considerazione che i minori protagonisti di questi movimenti stiano anche “attraversando” una fase particolarmente delicata della loro vita: l’adolescenza. Si tratta, infatti nella maggior parte dei casi, di ragazzi la cui età stimata oscilla tra i 13 e i 17 anni.

Al fine di fotografare questo fenomeno e predisporre strumenti utili a ad assicurare una garanzia integrata del principio cardine del superiore interesse del minore, l’Autorità Garante ha ritenuto opportuno approfondire la tematica relativa ai “movimenti verso le frontiere settentrionali dei minori non accompagnati presenti in Italia”, pubblicando un documento di studio e ricerca che rileva le criticità, propone soluzioni e contiene le raccomandazioni dell’Autorità a Parlamento, Governo, Ministeri, Regioni, enti locali, magistratura e ordini professionali.

Il documento è l’esito delle audizioni svolte dall’Autorità Garante dal 3 al 5 ottobre 2018 con esperti provenienti dal mondo giurisdizionale, associazionistico e istituzionale cui sono stati sottoposti diversi quesiti in merito alle criticità da loro rilevate nel sistema italiano di protezione dei MNA in riferimento all’accoglienza, ai meccanismi di relocation, di ricongiungimento familiare e di rimpatrio volontario assistito con particolare riguardo alle zone di frontiera settentrionale. Su queste basi, l’Autorità garante ha formulato delle raccomandazioni, indirizzate alle istituzioni e agli attori competenti ciascuno per il proprio ambito.

Criticità emerse

Dalle audizioni sono emerse sia criticità di sistema, riconducibili a funzionamenti dell’intero sistema di protezione italiano, che criticità specifiche dei diversi territori di frontiera. Tra le prime l’assenza, a livello normativo, di strutture di accoglienza ad hoc tali per minori stranieri non accompagnati in transito. Inoltre, il fatto che, a più di un anno dall’entrata in vigore della legge n. 47/2017, non siano ancora stati adottati i decreti attuativi. Tutti i soggetti auditi lamentano l’assenza di una raccolta di dati a livello nazionale, esaustiva e sistematica relativa ai transiti. Spesso risultano incomplete e lacunose le informazioni fornite ai minori non accompagnati che giungono in Italia. Ciò, insieme alle lungaggini che possono caratterizzare i meccanismi di ricongiungimento familiare e di relocation, spesso farraginosi e contrassegnati da prassi territoriali difformi e i tempi di nomina dei tutori, acuisce la condizione di vulnerabilità dei minori coinvolti.

Raccomandazioni

Rendendosi necessario individuare delle soluzioni a livello nazionale a carattere integrato, sistemico e strutturale, l’Autorità Garante sollecita le istituzioni competenti a garantire un’informazione capillare e uniforme – anche attraverso opuscoli ad hoc tradotti in più lingue – destinata ai minori stranieri non accompagnati, relativa ai diritti di cui sono titolari e alle opportunità che il sistema italiano offre loro. Raccomanda, inoltre, di definire la figura del mediatore culturale e di incoraggiarne la formazione, prevendendone la presenza obbligatoria nei centri di accoglienza e durante i pattugliamenti delle frontiere settentrionali. L’Autorità garante chiede anche di prevedere centri di transito per minori stranieri non accompagnati nelle zone interessate dai movimenti e di provvedere a un’equa distribuzione dei ragazzi sul territorio nazionale in modo da garantire a ciascuno di loro un tutore volontario.

Per approfondire

(1 aprile 2019)