Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sicurezza bis

Al ministro dell’Interno il potere di “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale”. Il comunicato del governo

Ieri pomeriggio il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Matteo Salvini, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica, il cosiddetto “decreto sicurezza bis”. Tra le aree di intervento, accanto al  contrasto potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza e al contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive, c’è il contrasto all’immigrazione illegale.

Su questo fronte, spiega il comunicato di fine seduta, il testo attribuisce al Ministro dell’Interno, “nella sua qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, nell’esercizio delle funzioni di coordinamento dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana, nonché nel rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia”, il potere di “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, con l’eccezione del naviglio militare (nel quale rientrano anche le navi militari e le navi da guerra) e delle navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, ovvero quando, in una specifica ottica di prevenzione, ritenga necessario impedire il cosiddetto “passaggio pregiudizievole” o “non inoffensivo” di una specifica nave se la stessa è impegnata – limitatamente alle violazioni delle leggi in materia di immigrazione – in una delle attività elencate dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Convenzione di Montego Bay – UNCLOS), ossia il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti”. 

Limiti e divieti sono adottati di concerto con i ministri della Difesa e delle Infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive
competenze, e ne è “data informazione al Presidente del Consiglio dei Ministri”. L’ “inosservanza da parte del comandante della nave dei divieti e delle limitazioni imposti”, viene punita con una multa da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 50.000, “fatta salva l’applicabilità di eventuali sanzioni penali”. Se la violazione è reiterata, utilizzando la stesa nave, scatta “la sanzione accessoria della confisca amministrativa con sequestro cautelare immediato”. Il testo estende poi “alle fattispecie associative realizzate al fine di favorire l’immigrazione clandestina, la competenza delle procure distrettuali e la disciplina delle intercettazioni preventive”.

(12 giugno 2019)