Il lungo viaggio dei minori e dei giovani migranti verso l’Italia

I risultati degli ultimi studi condotti da "REACH INIZIATIVE" con l'UNICEF

Mercoledì 27 settembre 2017 si è tenuta a Roma presso la sede italiana di UNICEF la presentazione degli ultimi studi condotti in Italia sul profilo, il viaggio e le aspettative dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) e i giovani migranti in Italia. da Reach Initiative, in partenariato con il Mix Migration Hub (MHub), la Mixed Migration Platform (MMP) e il fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF),

Attiva in Italia da novembre 2016, REACH, iniziativa dedita alla raccolta di dati e all'elaborazione di studi a servizio degli interventi degli attori umanitari, ha condotto due studi sui profili e le esperienze dei minori e giovani migranti in Italia, sulle cause della loro partenza dal paese di origine, i rischi incorsi durante il cammino e le aspettative nel paese di destinazione.

Ne hanno discusso Anna Riatti, Coordinatrice del Migrant & Refugees Response UNICEF Italia; Paolo Rozera, Direttore Generale Comitato per l'UNICEF Italia; Ana de Vega, Head of Child Protection Section – UNHCR Office in Rome,   Stefania Congia della Direzione Generale dell'Immigrazione e delle Politiche d'Integrazione, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Gaia Van der Esch, Vice Direttrice di IMPACT Initiatives; Giulia Serio, Coordinatrice REACH Initiative per l'Italia e Angela Tullio Cataldo, MHub Data Focal Point per l'Italia.

Il quadro che emerge dai due rapporti si fonda su una raccolta di dati condotta tra il dicembre 2016 e il maggio 2017 in Italia e in Grecia. Il campione di persone intervistate è stato di 850 minori, di cui 720 non accompagnati intervistati in Italia. Le interviste sono state condotte in 72 centri di accoglienza in Sicilia e, al di fuori del sistema di accoglienza, in snodi di transito come Roma, Milano, Ventimiglia e Como.

Dei 12.239 minorenni (accompagnati e non) arrivati in Italia nei primi sei mesi del 2017, il 93% ha viaggiato da solo. In tutto, nel 2016, sono arrivati in Europa più di 100mila minorenni rifugiati e migranti, di questi oltre 33.800 non accompagnati e separati dai genitori (il 34%). E' stato sottolineato che il 75% dei minorenni rifugiati e migranti intervistati in Italia ha preso la decisione di mettersi in viaggio da solo. In media, i minori arrivati in Italia hanno impiegato un anno e due mesi da quando hanno lasciato il paese d'origine.

I due studi evidenziano, inoltre, che meno della metà dei minori intervistati in Italia racconta di aver lasciato il paese d'origine con lo scopo di raggiungere l'Europa, Italia inclusa (46%). Un quinto degli intervistati (20%) - si legge nel Rapporto - è partito con lo scopo di andare in Nord Africa o di rimanere in un paese vicino (12%), come il Mali o il Senegal. Fra i minori che sono partiti con l'intenzione di raggiungere un paese europeo, l'accesso all'istruzione (38%) e il rispetto per i diritti umani (18%) sono fattori importanti che hanno influenzato la decisione di raggiungere il continente europeo.

Meno della metà dei minori intervistati in Italia ha raccontato di aver riflettuto sui rischi del viaggio prima di partire (43%). Questo ha comportato che, in molti casi, i minori lascino il proprio paese di origine con poca preparazione e minima consapevolezza dei rischi che li attendono durante il viaggio. Nei casi in cui i minori hanno considerato i possibili rischi prima di partire (47%), il livello di consapevolezza è invece molto alto. La possibilità di essere uccisi lungo il percorso (42%) o di morire in mare (30%) risultano tra i timori più comuni presi in considerazione.

La maggioranza dei minori che ha viaggiato lungo la rotta del Mediterraneo centrale è stata costretta a lavorare nel corso del viaggio, spesso in condizioni fortemente usuranti, in genere in paesi di transito come Niger, Algeria o Libia. I minori ospitati in Italia hanno parlato del periodo trascorso in Libia come la parte più traumatica dell'intero viaggio, dopo l'attraversamento del "Canale di Sicilia".

Infine, è stato sottolineato che in molti casi la fine del viaggio e l'inizio dell'accoglienza in Italia e in Grecia, non ha coinciso subito con un miglioramento delle condizioni generali dei minori non accompagnati. Gli intervistati hanno riportato che le lunghe procedure per l'ottenimento di uno status legale in questi paesi hanno un impatto significativo sulla vita dei minori e sulla loro capacità di stabilirsi  nei due  paesi. Il ritardo nella determinazione dello status è una preoccupazione  maggiore per i minori di 16 e 17 anni, che temono di raggiungere la maggiore età prima che la loro situazione venga definita, ignorando cosa potrà succedere loro una volta che non saranno più considerati minori.

Come conseguenza delle procedure  lente e della mancanza di chiarezza circa l'accesso ai documenti e ai mezzi legali per continuare il viaggio, molti minori abbandonano i centri di accoglienza italiani e greci per viaggiare irregolarmente e prendere in mano il proprio futuro, esponendosi a rischi di abuso e sruttamento.

A breve sarà disponibile on-line il Rapporto REACH "Giovani in transito: processi decisionali, traiettorie, aspettative" nella pagina web dedicata ai rapporti REACH sull'Italia.

 

Per maggiori informazioni:

- il Rapporto REACH "Minori in transito in Italia e in Grecia" - rapporto completo (in inglese) e sintesi (in italiano)


Fonte: REACH INIZIATIVE



(2 ottobre 2017)