Il riconoscimento della protezione internazionale e la tutela umanitaria

La circolare del Ministero dell'Interno del 4 luglio 2018

La circolare




Il Ministero dell'Interno, con una circolare del 4 luglio scorso, ricorda alle Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale i presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria.


​Per approfondire vedi: Scheda sintetica sui permessi di soggiorno per motivi umanitari


Nella circolare il Ministero sottolinea come il riconoscimento di tale forma di protezione debba avvenire nell'ambito dei principi fissati dalla giurisprudenza (in particolare la sentenza della Corte di Cassazione n. 4455 del 23 febbraio 2018), e richiama le Commissioni a valutare in maniera rigorosa le condizioni di vulnerabilità del richiedente, non riconducibili a condizioni di mera difficoltà bensì, come specificato nella recente sentenza della Cassazione, riferibili a condizioni di partenza di privazione o violazione dei diritti umani nel Paese di origine.

La circolare affronta anche la questione della riduzione dei tempi per l'esame delle istanze, ai quali è strettamente collegata la durata della permanenza nei Centri di accoglienza; i lunghi tempi di attesa infatti – si legge nella circolare -  oltre ad essere lesivi dei diritti di chi fugge da guerre o persecuzioni, non consentendo un rapido riconoscimento della protezione internazionale, comportano rilevanti oneri a carico dell'Erario. Essenziale è quindi che i 50 Collegi valutativi, ubicati nelle diverse realtà territoriali, operino a ritmo continuativo (cinque giorni a settimana) sia a livello di Commissione, i cui Presidenti hanno ex lege un incarico esclusivo, sia a livello di Sezione i cui titolari sono altresì chiamati a svolgere ulteriori funzioni presso le Prefetture.

Fonte: Ministero dell'Interno

9 luglio 2018