Ingressi dall'estero per tirocini e corsi di formazione

Le nuove quote previste dal decreto di programmazione triennale 2020-2022




7500 nuove quote di ingresso disponibili per la frequenza di corsi di formazione professionale in Italia e altre 7500 per lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento.

Sono queste le nuove quote di ingresso previste per il triennio 2020/2022 dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 9 luglio 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 luglio.

Si tratta, come da alcuni anni ormai, di una programmazione triennale e quindi le quote potranno essere utilizzate tra il 2020 e il 2022.

Tale  programmazione, si legge nelle premesse del decreto, avviene in un contesto di blocco di quote di ingresso e le tipologie di ingresso considerate, al termine del periodo di formazione o tirocinio, saranno convertibili in permessi di soggiorno per motivi di lavoro, consentendo l'ingresso di manodopera qualificata, per le eventuali future esigenze del mercato del lavoro italiano.

Si tratta di quote che nel triennio 2017/2019 sono state sottoutilizzate, con un impiego complessivo  di 4.913 quote su un totale di 15.000 quote previste. Nonostante ciò, si legge sempre nelle premesse del decreto, il Governo ha deciso di mantenere invariato, nonostante il sottoutilizzo, il contingente per il triennio 2020/2022, in vista di futuri Accordi di collaborazione con paesi terzi per l'ingresso di cittadini per lo svolgimento di tirocini.

 

Il nuovo decreto nel dettaglio

Il decreto del 9 luglio prevede che per il triennio 2020/2022 il limite massimo di ingressi in Italia degli stranieri in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio è determinato in:

7.500 unità per la frequenza a corsi di formazione professionale finalizzati al        riconoscimento di una qualifica o alla certificazione delle competenze acquisite di durata non superiore a 24 mesi, organizzati da enti di formazione accreditati secondo le norme regionali in attuazione dell'Intesa tra Stato e Regioni del 20 marzo 2008;

Non rientrano tra i suddetti corsi, quelli organizzati dalle Università per il conseguimento di Master di primo o secondo livello, né comunque quelli organizzati dalle Università per singole attività formative. In tal caso viene rilasciato un visto di ingresso per studio/università.

 - 7.500 unità per lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento finalizzati al completamento di un percorso di formazione professionale iniziato nel paese di origine e promossi dai soggetti promotori individuati dalle discipline regionali, in attuazione delle Linee guida in materia di tirocini approvate in sede di Conferenza permanente Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il 5 agosto 2014.

Si ricorda che per quanto riguarda i cittadini stranieri residenti all'estero, la possibilità per gli stessi di fare ingresso in Italia per svolgere un periodo di tirocinio rientra tra i casi particolari di ingresso al di fuori delle quote contemplati all'art. 27, lett. f) del Testo Unico sull'immigrazione e dall'art. 40, comma 9, lett. a) del D.P.R. n. 394/99, così come modificato dal D.P.R. n. 334/04. Per fare ingresso in Italia per tale motivo non è necessario il nulla osta al lavoro ma  occorre ottenere un visto di ingresso per motivi di studio o formazione che viene rilasciato dalla rappresentanza diplomatico-consolare del Paese in cui risiede lo straniero  nei limiti delle quote determinate dal decreto appena pubblicato . 

 

Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 9  luglio 2020

 

Per saperne di più vedi anche:le pagine dedicate all'istruzione/formazione sul Portale Integrazione Migranti sul sito del Ministero del Lavoro

 

(3 agosto 2020)