Ismu: in Italia straniero quasi 1 su 10, ma migrazioni stagnano

Crisi economica disincentiverà arrivi e incentiverà partenze. Il XXVI Rapporto sulle migrazioni 2020

Al 1 gennaio 2020 i cittadini stranieri presenti in Italia erano presenti 5.923.000, quasi il 10% della popolazione. I residenti sono circa 5 milioni (l’85%), i regolari non iscritti in anagrafe sono 366mila, mentre gli irregolari sono poco più di mezzo milione (517mila, -8,0%, rispetto alla stessa data del 2019). Il numero di stranieri presenti è rimasto sostanzialmente invariato tra un anno e l’altro, con un calo pari a -0,7%.  

Sono le stime della fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità), che martedì scorso ha presentato il XXVI Rapporto sulle migrazioni 2020 . Qui un comunicato con i dati principaliLo scorso anno si è registrato un aumento degli sbarchi (34mila), dopo due anni di diminuzione (23mila nel 2018 e 11mila nel 2019). Sono calate, invece, le richieste d’asilo: 28mila nel 2020 contro le 43.783 del 2019) e in generale, secondo Ismu, le migrazioni in Italia sarebbero in “una fase di relativa stagnazione”.  

“Tale tendenza – si legge nel comunicato della Fondazione - potrà verosimilmente accentuarsi anche a seguito della crisi economica che il post-pandemia porterà con sé, rallentando gli arrivi e incentivando la mobilità degli stranieri e naturalizzati verso altri paesi. In prospettiva una riduzione della consistenza numerica è attesa anche per quanto riguarda la componente irregolare, su cui agiranno sia gli effetti della sanatoria intervenuta nel corso di quest’anno, sia l’eventuale riduzione della forza trainante di un mercato del lavoro che quasi certamente faticherà a recuperare le posizioni, già non brillanti, dell’epoca pre-Covid". 

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(25 febbraio 2021)