Covid 19 e (buona) comunicazione su migrazioni e integrazione

Un policy brief dell’Ocse approfondisce le sfide principali e segnala best practices in diversi Paesi

Per che si occupa di migrazioni e integrazione, l’emergenza Covid-19 pone sfide importanti anche sul fronte della comunicazione. Bisogna informare tempestivamente i migranti su come tutelare la propria salute e contrastare il diffondersi della pandemia o sull’impatto che le restrizioni adottate dai governi possono avere sulla loro vita quotidiana. Parallelamente, bisogna combattere i pregiudizi sul rapporto tra migrazioni e diffusione del virus.  

Nel policy brief “How best to communicate on migration and integration in the context of COVID 19”, l’Ocse ha approfondito queste sfide e segnalato una serie di buone pratiche adottate nei Paesi membri, Italia compresa, nel corso del 2020. Di seguito, i risultati principali:  

Gestire informazioni ufficiali tempestive, accessibili e di facile lettura sul COVID-19 in più lingue 

Adattare i materiali di comunicazione in lingue e formati diversi per tutte le compenti della popolazione, comprese le persone con disabilità, i bambini o gli anziani, è essenziale per la parità di accesso alle informazioni ufficiali relative al COVID-19 e come misura efficace contro la diffusione del virus. La maggior parte dei governi dell'OCSE utilizza siti web abbinati a canali di comunicazione sui social media per fornire e promuovere contenuti tradotti sul COVID-19; 

Partnership preesistenti con ONG, giornalisti o autorità locali hanno migliorato le capacità dei governi di adattare il loro approccio / strategia di comunicazione con i migranti; 

Raggiungere gruppi specifici di migranti 

a causa delle misure restrittive e delle interruzioni temporanee nei servizi pubblici, compresi i programmi di integrazione, durante la pandemia i governi hanno avuto limitate opportunità di comunicare ai migranti informazioni specifiche sui loro diritti e obblighi tramite l'interazione personale;  

la comunicazione mirata tramite social media, numeri verdi o radio ha aiutato in alcuni Paesi a vincere questa sfida;   

Affrontare la disinformazione sui social media relativa a COVID-19 

La disinformazione sul COVID-19 può mettere a rischio sia la sicurezza della salute pubblica che l'accettazione dei migranti nelle società ospitanti; 

Diversi governi dell'OCSE, autorità locali e organizzazioni internazionali hanno implementato campagne online per prevenire i pregiudizi nei confronti dei migranti e sostenere le vittime di discriminazione; 

Altro 

L'accesso limitato alla connettività o alle attrezzature e la conoscenza limitata dell'uso dei media da parte dei migranti rimane una sfida generale per raggiungere efficacemente diversi gruppi di migranti. 


(19 gennaio 2021)