Lavoratori domestici: minimi retributivi e contributi 2020

I nuovi valori aggiornati in base alle variazioni del costo della vita. 7 lavoratori su 10 sono stranieri

Come ogni anno, sono stati aggiornati con piccole variazioni per il 2020 i minimi retributivi e l’importo dei contributi per il lavoro domestico. Secondo un recente rapporto pubblicato da Assindatcolf e Idos, il settore impiega complessivamente 2 milioni di addetti, il 70% dei quali sono stranieri. Le famiglie che si avvalgono dell’aiuto di colf, badanti e babysitter sono circa 2,5 milioni. 

Minimi retributivi
Il 31 gennaio scorso, presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Commissione nazionale composta dai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e delle Associazioni dei datori di lavoro firmatarie del contratto collettivo nazionale sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico ha aggiornato i minimi retributivi e i valori convenzionali di vitto e alloggio, in base alle variazioni del costo della vita.

I nuovi importi sono in vigore dal 1 gennaio  al 31 dicembre 2020. Scarica la tabella completa dei minimi retributivi dei lavoratori domestici per il 2020 pubblicata sul sito dell’associazione professionale Acli Colf 

Contributi 
Sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo negli ultimi due anni, l’Inps ha stabilito le nuove fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per i lavoratori domestici nel 2020. L’importo varia in base alla retribuzione (ma è forfetario oltre le 24 ore settimanali) ed è maggiorato per i rapporti a tempo determinato non  giustificati dalla sostituzione di lavoratori assenti (ferie, malattia, maternità). 

In base a questi valori, i datori di lavoro domestico calcoleranno l’importo dei versamenti trimestrali per l’anno in corso, così come i versamenti dovuti in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Leggi la circolare Inps n. 17/2020 “Importo dei contributi dovuti per l’anno 2020 per i lavoratori domestici”


 (7 febbraio 2020)