Lavoro domestico, prevale il sommerso

L’allarme lanciato da Assindatcolf per un comparto in cui il 71% degli occupati è straniero

In Italia 6 lavoratori domestici su 10 sarebbero in nero. In valori assoluti, su 2 milioni di domestici complessivamente impiegati, 1,2 lavorerebbero senza contratto e senza tutele, comprese quelle assicurative contro gli infortuni, contro gli 800mila regolarmente assunti.

Il settore del lavoro domestico vede una forte presenza di occupati di origine immigrata. In particolare, è straniero il 71% dei collaboratori domestici e familiari e il comparto impiega il 43,2% delle lavoratrici straniere (dati Idos).

L’allarme per la prevalenza del “nero” nel lavoro domestico arriva dagli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio statistico di Assindatcolf, l’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, costituita su iniziativa di Confedilizia nel 1983 per rappresentare e tutelare la categoria delle famiglie che hanno alle proprie dipendenze collaboratori domestici.

“Appare urgente – afferma l’Associazione – e ormai non più rinviabile l’esigenza di introdurre nell’attuale panorama delle agevolazioni fiscali la totale deducibilità del costo del lavoro domestico per far emergere il ‘sommerso’ e garantire a tutti i lavoratori che oggi ne sono privi una giusta copertura assicurativa. Solo con questa ‘pre-condizione’ si potrà parlare di ulteriori benefici contributivi o assicurativi”.

A fine luglio 2019 Assindatcolf è stata ascoltata presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati per illustrare le specificità del comparto domestico alla luce delle disposizioni contenute nella proposta di legge n° 1266 concernente “Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ed altre disposizioni concernenti la vigilanza e la sicurezza sul lavoro, nonché la prevenzione e assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.

Leggi la Memoria presentata da Assindatcolf presso la Camera dei Deputati

Proposta di Legge n° 1266


Fonte: Cinformi

(6 agosto 2019)