L'integrazione dei rifugiati nell'istruzione superiore

Il nuovo rapporto di Eurydice su politiche e strategie dei Paesi europei

Il rapporto di Eurydice "Integrating Asylum Seekers and Refugees into Higher Education in Europe: National Policies and Measures" (2019) analizza se e in che modo i sistemi nazionali siano in grado di rispondere alle esigenze dei richiedenti asilo e dei rifugiati nell'istruzione superiore.

Molti dei richiedenti asilo e rifugiati che hanno fatto ingresso in Europa fra il 2015 e il 2016 avevano fra i 18 e i 34 anni, una fascia di età tipicamente interessata dall'inserimento in programmi di istruzione superiore. Inoltre spesso si è trattato di giovani che nei Paesi di origine frequentavano l'Università. Ma, se è vero che esiste una forte domanda potenziale di istruzione superiore tra la popolazione dei rifugiati, non si può dare per scontato che questa richiesta sia facilmente soddisfatta.

Il rapporto di Eurydice è diviso in due parti principali, di cui la prima presenta una selezione di indicatori sui flussi migratori, mentre la seconda offre una panoramica delle politiche, delle strategie e delle misure esistenti in 35 Unità nazionali Eurydice per l'integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati nell'istruzione superiore. Il rapporto si basa sulle informazioni raccolte durante l'estate del 2018.

Innanzitutto esistono notevoli differenze fra i Paesi in cui è avvenuta la raccolta dati rispetto alla presenza di studenti rifugiati nei cicli di istruzione superiore. Se in Croazia risultano iscritti solo 4 studenti rifugiati, in Lussemburgo 95, in Italia sono 356, mentre in Austria 596. Questi numeri scompaiono di fronte ai dati della Germania, dove più di 5000 studenti rifugiati sono iscritti nei programmi di primo ciclo e circa 10400 nei programmi preparatori. I dati dei vari Paesi dimostrano anche che ci sono molti più maschi che femmine fra gli studenti rifugiati. In Germania, per esempio, il 78% sono maschi uomini e il 22% femmine, e più o meno le stesse proporzioni si confermano negli altri Paesi.

Nella maggior parte dei Paesi non esistono specifiche politiche in materia di istruzione superiore. Ciononostante delle buone pratiche sono rinvenibili in alcuni Paesi, come il riconoscimento di titoli e competenze anche non certificati, il supporto all'apprendimento della lingua, la fornitura di sostegno finanziario e servizi di orientamento personalizzati.

La Germania si distingue tra tutti i Paesi europei per un approccio più sistematizzato alla materia, con una strategia sviluppata nel 2015 che mira a facilitare il percorso verso l'istruzione superiore per quei richiedenti asilo e rifugiati che sono motivati e con l'attitudine allo studio o che erano inseriti in cicli di istruzione superiore prima di arrivare in Germania. La strategia si articola in diverse azioni che riguardano il riconoscimento delle qualifiche, programmi di collegamento, servizi di orientamento e consulenza e supporto finanziario.

Altri Paesi hanno prodotto azioni più limitate e tendono a includere l'istruzione superiore nell'ambito di strategie più ampie sulla migrazione. È importante sottolineare come in quasi la metà dei Paesi considerati, non si parli di richiedenti asilo e/o i rifugiati nei documenti di indirizzo delle autorità centrali in materia di istruzione superiore. Questo fatto può essere parzialmente spiegato da due fattori:

  • innanzitutto, anche se gli anni 2015-2016 hanno conosciuto un importante incremento del numero dei richiedenti asilo in Europa, la maggioranza di questi si sono stabiliti in un numero esiguo di Paesi.
  • inoltre, anche in questi ultimi Paesi, gli arrivi hanno avuto un modesto o nullo impatto sulle politiche relative all'istruzione superiore, con gli Istituti di istruzione superiore in gran parte lasciate sole a gestire la situazione.

Laddove esistono delle policy o delle strategie, le autorità hanno la possibilità di supportare i loro obiettivi con interventi su larga scala, ossia operanti su tutto il territorio nazionale o su ampie aree geografiche. Sono 16 i Paesi in cui queste misure sono adottate, fra cui l'Italia.  Fra questi, il tipo di intervento più comune è il supporto all'apprendimento della lingua (13 sistemi). Dodici sistemi offrono qualche forma di finanziamento a richiedenti asilo e rifugiati, mentre 6 sistemi prevedono delle esenzioni. Anche gli interventi di orientamento personalizzato sono abbastanza diffusi (10 sistemi). La formazione al personale che opera con richiedenti asilo e rifugiati è realizzata in 7 sistemi nazionali.

Cos'è Eurydice

Eurydice è la rete europea che raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la struttura e l'organizzazione dei sistemi educativi europei. Nata nel 1980 su iniziativa della Commissione europea, la rete è composta da un'Unità europea con sede a Bruxelles e da varie Unità nazionali. Dal 1985, l'Indire è sede dell'Unità nazionale italiana.

Leggi il rapporto

Fonte: Eurydice

(13 marzo 2019)