Migrazioni, lavoro e integrazione sociale

I temi al centro del dibattito organizzato dall'Università di Bologna e il Mulino


Migrazioni, lavoro e integrazione sociale sono temi di rilevanza fondamentale all'interno del dibattito di politica economica del nostro Paese. Qual è il contributo degli immigrati nel mercato del lavoro italiano? Quali modelli di inserimento andrebbero sviluppati meglio o invece contrastati? Sono necessarie nuove politiche e che relazione vi è fra inserimento economico e sociale? Sono solo alcune delle domande alle quali hanno risposto i partecipanti alla tavola rotonda organizzata lunedì 3 febbraio da Università di Bologna in collaborazione con il Mulino nella sede di Confindustria Emilia a Bologna.

Al dibattito, moderato dalla giornalista de Il Sole-24 Ore Ilaria Vesentini, hanno preso parte di fronte a un'affollata platea il presidente di Marchesini Group Maurizio Marchesini, il professore di sociologia all'Università di Padova Stefano Allievi, il direttore generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Tatiana Esposito e la segretaria confederale UIL, responsabile per le politiche del lavoro e immigrazione, Ivana Veronese.

 

La discussione sul fenomeno migratorio in Italia è spesso slegata dalla realtà e l'opinione pubblica distingue a fatica tra immigrati economici, rifugiati, richiedenti asilo, sbarchi e migranti irregolari. A questo proposito, è stata sottolineata l'importanza di disporre di dati e informazioni sempre aggiornate che consentano di "normalizzare" la discussione sulle migrazioni. Per questi motivi, in questi anni il Ministero del lavoro si è dotato di una solida base di conoscenza - ha riportato la DG Esposito  - che rende costantemente disponibili i dati sulla partecipazione degli immigrati al mercato del lavoro italiano. Secondo il prof. Allievi non bisogna parlare di immigrazione in modo isolato ma va necessariamente legata ad altri macro-fenomeni quali la questione demografica in Italia, la mobilità delle persone da e verso il nostro Paese, lo sviluppo economico e la cooperazione internazionale con i Paesi di origine e di transito.  Difatti, è un dato che l'Italia sta invecchiando velocemente, perché si fanno pochi figli e i giovani tendono a partire verso altri Paesi alla ricerca di opportunità migliori. Pertanto, accanto a politiche che rallentino tali fenomeni (aiuto alle famiglie, sviluppo economico, qualificazione dei percorsi formativi), è importante riaprire il dibattito sull'attrazione di immigrati per motivi di lavoro, almeno nel breve e medio periodo, specialmente per coprire quei lavori che gli italiani non vogliono più fare e che sono cercati dalle imprese.

Secondo Veronese di UIL, molti settori lavorativi (cura agli anziani, infermieri, allevamento e agricoltura) si reggono totalmente sul contributo degli immigrati e quindi, andrebbero colte le opportunità per qualificare questo apporto all'economia.

Il presidente Marchesini ha sottolineato invece il ruolo delle imprese e del mondo economico per orientare le politiche in materia di migrazioni per lavoro. Le imprese sono alla ricerca sempre più di lavoratori qualificati, e quindi quando questi mancano in Italia è necessario cercarli all'estero, possibilmente attraverso canali veloci di assunzione.  E ha inoltre evidenziato come molte imprese siano già preparate rispetto al tema della valorizzazione di un ambiente di lavoro interculturale.

I relatori hanno concordato inoltre sul fatto che offrire percorsi legali di ingresso a chi altrimenti potrebbe scegliere canali irregolari è uno degli aspetti da tenere in considerazione per voltare pagina. L'attuale normativa va modernizzata, in quanto ormai datata e poco efficace nell'attrarre i profili di lavoratori stranieri ricercati dalle imprese e nel controllare i flussi irregolari.

In conclusione, è stato ricordato che è in corso una riflessione sui questi temi per migliorare il sistema degli ingressi per motivi di lavoro e inoltre l'accoglimento di un ordine del giorno a dicembre da parte del Governo, in sede di approvazione della legge di bilancio, con il quale ci si è impegnati a valutare l'opportunità di varare un provvedimento che, a fronte di un contratto di lavoro, consenta la regolarizzazione di cittadini stranieri irregolari già presenti in Italia.

 

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Per maggiori informazioni: la pagina web di Confindustria Emilia – Area centro dedicata all'iniziativa