OIM con INL per il contrasto allo sfruttamento lavorativo

I risultati raggiunti tra maggio e ottobre 2020 nell’ambito dei progetti Su.pr.eme. e Alt Caporalato

All'interno dei progetti Su.pr.eme. e Alt Caporalato! l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni -OIM affianca l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) durante l’attività di vigilanza con il supporto di gruppi di mediatori culturali specializzati per superare le barriere linguistiche-culturali tra ispettori e lavoratori migranti, facilitando l’emersione di pratiche di lavoro illecite e garantendo accompagnamento e protezione per i casi più vulnerabili.

I mediatori culturali dell’OIM sono presenti in quasi tutte le regioni con attività di informativa (outreach) sul territorio per sensibilizzare la popolazione migrante su come prevenire episodi di sfruttamento lavorativo, richiedere aiuto e accedere ai meccanismi di tutela previsti dall’ordinamento italiano.

Da maggio a ottobre 2020 i mediatori OIM hanno informato 1765 lavoratori stranieri (extra UE) durante l'attività di vigilanza e 1860 durante l'attività di outreach. La percentuale di lavoratrici donne (extra UE) informate durante l'attività di vigilanza è del 7,5%; principalmente marocchine (28%), cinesi (26%) e ucraine (21%).

Tra i cinque Paesi di provenienza maggiormente rappresentati, quattro appartengono al continente africano. Al primo posto, con un margine significativo, i lavoratori marocchini rappresentano il 30% dei lavoratori totali, seguiti da lavoratori provenienti dall’Africa occidentale, in particolare Senegal (8%), Mali (8%) e Gambia (5%). L'unica variazione di continente nella top 5 è rappresentata al secondo posto dai lavoratori indiani che rappresentano il 12% del totale, incontrati principalmente nel Lazio e in Campania.

Al 31 ottobre 2020 sono 51 i casi individuali assistiti. Fra questi una vittima di occupazione illegale e sfruttamento lavorativo ha raggiunto l'autonomia socio-lavorativa, due vittime di grave sfruttamento lavorativo sono state messe in protezione e due sono in attesa di essere accolte in un programma di assistenza e integrazione (art.18 TU Imm.) e due lavoratori hanno ottenuto il permesso di soggiorno per vittime di sfruttamento lavorativo (art. 22, co. 12 quater TU Imm.).

"I lavoratori stranieri, ora meglio informati, hanno visto col tempo i meccanismi di protezione diventare degli strumenti anche accessibili a loro e a portata di mano – sostiene un mediatore di OIM coinvolto nei progetti in Calabria. “Questo ha creato un nuovo clima di fiducia che ha permesso di individuare più imprenditori e intermediari senza scrupoli. La strada da percorrere è ancora lunga e spinosa. Le azioni comuni devono rimanere iscritte nel tempo, con la garanzia di una presenza quotidiana a fianco dei più deboli".

Fonte: OIM

(25 gennaio 2021)