Presentato il Piano d'Azione Ue per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027

Per accompagnare migranti e persone con background migratorio in tutti gli stadi dell'integrazione. Focus su Istruzione, Lavoro, Salute e Casa

“Lo stile di vita europeo è inclusivo. L’integrazione e l’inclusione sono la chiave per le persone che vengono in Europa, per le comunità locali, per il benessere a lungo termine delle nostre società e per la stabilità delle nostre economie”. Si apre così il Piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027 (qui una scheda di sintesi) presentato oggi dalla Commissione Europea, secondo il quale “se vogliamo aiutare le nostre società ed economie a prosperare, abbiamo bisogno di supportare chiunque è parte della società, con l’integrazione come diritto e dovere per tutti”.  

Questa sfida non riguarda solo gli ultimi arrivati, ma anche quanti, arrivati da tempo, hanno acquisito la cittadinanza comunitaria con la naturalizzazione. Per questo, il nuovo Piano allarga il suo raggio di azione dai cittadini dei Paesi terzi fino ai cittadini Ue con background migratorio, una novità importante rispetto al Piano d’Azione per l’Integrazione del 2016, di cui raccoglie il testimone. 

Si parte da un insieme di principi e valori chiave. L' inclusione deve essere “per tutti”, quindi tutte le politiche devono essere accessibili e funzionare anche per i migranti. Allo stesso tempo, quando necessario, serve un supporto targettizzato e “su misura”, mentre l'ottica di genere e la lotta contro la discriminazione devono diventare la norma. "Un’integrazione di successo dei migranti dipende sia dall'azioni iniziale che dall’investimento a lungo termine”, scrive la Commissione, che mira quindi a supportare ogni stadio del processo. Le partnership multistakeholder massimizzeranno il valore aggiunto, chiamando in gioco tutti i livelli di governo: europeo, nazionale e locale, ma anche tutti gli attori dell’integrazione: società civile, istituzioni educative, datori di lavoro e parti socio-economiche, comunità religiose, organizzazioni della diaspora e i migranti stessi...  

Il Piano individua quattro aree di azione principali: Istruzione e formazione; Lavoro e competenze, Salute; Casa.  

Per istruzione e formazione, si mira a favorire l'accesso dei bambini migranti o con background migratorio a educazione e cura nella prima infanzia di alta qualità e inclusive;  fornire agli insegnanti formazione e strumenti per gestire classi multiculturali e multilingue a beneficio di tutti gli alunni; creare comunità di apprendimento multi-stakeholder che coinvolgano scuole, servizi sociali e genitori; a velocizzare e semplificare il riconoscimento delle qualifiche acquisite in Paesi non Ue;  a promuovere la partecipazione dei migranti a programmi completi di formazione linguistica e civica che iniziano quando arrivano e li accompagnano lungo i percorsi di integrazione.  

Nell'area Lavoro e competenze, gli obiettivi principali sono: rafforzare la cooperazione tra gli attori chiave del mercato del lavoro e i migranti a livello europeo, nazionale e locale; supportare maggiormente gli imprenditori migranti, inclusi gli imprenditori sociali, attraverso facilitazioni per l’accesso al credito, formazione e consulenza; aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; rendere più efficace e veloce la  valutazione delle competenze e supportare upskilling e reskilling anche attraverso la validazione di procedure per l’apprendimento non formale e informale; aumentare la partecipazione dei migranti a istruzione e formazione professionale di alta qualità.  

Riguarda alla Salute, il Piano d’azione vuole che migranti e cittadini Ue con background migratorio siano informati dei loro diritti e abbiano parità di accesso ai servizi sanitari, inclusi quelli per la salute mentale, secondo le condizioni di legge e le prassi nazional. Nel facilitare l’accesso ai servizi sanitari, si deve, inoltre, tenere pienamente conto delle sfide specifiche affrontate dalle donne, inclusa l’assistenza sanitaria pre-natale e alle neomadri.  

Va garantito l’accesso ad alloggi adeguati e a buon mercato, compreso l’housing sociale. Stati membri e autorità regionali e locali devono avere a disposizione strumenti e buone pratiche per contrastare le discriminazioni nel mercato degli alloggi, così come soluzioni innovative per favorire l’inclusione e combattere la segregazione. Si vogliono anche promuovere modelli di alloggio individuali, anziché collettivi, per i richiedenti asilo, in particolare le famiglie, e disseminare e ampliare modelli innovativi per i titolari di protezione internazionale.  

Infine, le azioni a supporto di un’effettiva integrazione e inclusione, trasversali a tutte le aree prese in considerazione: costruire partenariati forti tra tutti gli attori; sfruttare le opportunità offerte dai fondi europei; promuovere la partecipazione e l’incontro con la comunità ospitante; potenziare l’uso delle nuove tecnologie e di strumenti digitali; monitorare i progressi mirando a politiche di integrazione e inclusione basate sulle evidenze.  

Come ha detto la Commissaria per gli Affari interni Ylva Johansson presentando il Piano d’Azione, “Il migrante è "uno di noi", non "uno di loro". Ognuno ha un ruolo da svolgere per rendere coese e prospere le nostre società”. 

(24 novembre 2020)