Presentazione dei Rapporti sulla presenza dei migranti nelle città metropolitane

Le istituzioni a confronto sull'inclusione nelle città. Resoconto dell'incontro ad ANPAL servizi

Si è svolto il 24 maggio 2017, nella sede di ANPAL servizi spa, il primo incontro dedicato alla presentazione della prima edizione dei Rapporti sulla presenza dei migranti nelle 14 città metropolitane italiane, curati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione) con il supporto di ANPAL servizi spa.

 

Tra i partecipanti all’incontro i referenti di Roma Capitale e delle città metropolitane di Milano e Palermo, dei Ministeri dell’Interno, dell’Istruzione Università e Ricerca, della Salute, e i referenti di OIM, ISTAT, CESPI, IDOS e Centro Studi Caritas.

 

Nell’introdurre i lavori, Rodolfo Giorgetti (Anpal servizi) ha posto l'accento sull'importanza di garantire una piattaforma di conoscenza e approfondimento dei dati, capace di orientare le politiche e gli interventi in materia di migrazioni e integrazione. Giorgetti ha sottolineato che tali strumenti di conoscenza sono ancora più importanti nel caso dello scenario migratorio italiano, storicamente caratterizzato da diversità - dunque da complessità - sia sul piano delle tante e diverse comunità migranti, sia sul piano geografico.

Leggi tutti i Rapporti sulla presenza dei migranti nelle città metropolitane (2016) (ITA)

Leggi la Sintesi dei Rapporti (2016) (ITA)

 

Leggi anche: tutti i Rapporti sulle comunità migranti in Italia (2016) (ITA, FRA, ENG, ESP)


Stefania Congia (Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione) ha riflettuto sulla complessità della governance multilivello del fenomeno migratorio, sulle caratteristiche concrete di uno scenario estremamente diversificato tra i territori del Paese e sulla necessità di una visione comune per garantire una risposta ai bisogni delle persone. I Rapporti – ha sottolineato - sono un contributo per la comprensione di quanto avviene nei territori, dei bisogni diversi, che implicano percorsi diversi e specifici di inclusione e integrazione.

Laura Giacomello (ANPAL servizi) ha presentato i dati dei Rapporti, con un focus sulle caratteristiche sociodemografiche dei migranti nelle diverse città, su minori e nuove generazioni, e sul lavoro. Il Nord ospita il 63,3% dei cittadini stranieri regolarmente presenti; a Milano l’11,7% della popolazione è non comunitario, a Roma il 6,9%. Seguono Torino, Firenze e Napoli. L’equilibrio di genere (considerato un indicatore di stabilizzazione del processo migratorio) si rileva in tutte le città metropolitane analizzate, con l’eccezione di Bari, Catania, Palermo e Reggio Calabria. I Rapporti approfondiscono la presenza sui territori dei 952.446 minori non comunitari, di cui 624.335 sono alunni inseriti nel circuito scolastico. In media, quasi il 60% dei cittadini con background migratorio presenti nel nostro Paese ha un permesso di lungo soggiorno; le città che si collocano sotto questa media sono quelle più vicine ai luoghi degli sbarchi, ovvero Catania, Palermo, Napoli, Reggio Calabria.

Sul piano del lavoro, il tema dell’imprenditoria emerge come imprescindibile a fronte di 354.113 cittadini non UE titolari di imprese individuali; il commercio è il settore prevalente, tranne che nel caso di Firenze. Roma, Milano e Napoli registrano il maggior numero di imprese individuali a titolarità straniera (rispettivamente 34.329, 30.375 e 14.802) e Milano, Firenze e Roma sono quelle in cui si registra la maggiore incidenza di cittadini non comunitari tra i titolari di imprese individuali (rispettivamente 23,8%, 20,2% e 18,7%).Il tasso di occupazione della popolazione non comunitaria va da un minimo del 47,1% rilevato a Bari a un massimo del 68,6% dell’area metropolitana di Roma; il tasso di disoccupazione risulta invece minimo a Reggio Calabria (5,5%) e massimo a Torino (27%); relativamente al tasso di inattività, Messina, Milano e Roma fanno registrare i valori più bassi, mentre Reggio Calabria, Bari e Palermo i più alti.

Maurizio Del Conte (Amministratore unico di ANPAL servizi) ha sottolineato che il monitoraggio è fondamentale nel caso della migrazione, un fenomeno dinamico e non del tutto prevedibile. Per questo ritiene cruciale il coinvolgimento tutti gli attori della rete, inclusi i Centri per l’Impiego, le realtà associative, i soggetti del terzo settore, in una prospettiva nazionale ma declinata sul territorio, senza rinunciare alla visione d'insieme. Del Conte ha fatto riferimento alla allocazione non ottimale delle competenze dei migranti rispetto a quelle richieste dal mercato del lavoro, con uno schiacciamento verso il basso rispetto alle competenze possedute e una conseguente dispersione del potenziale, segregazione etnica, un costo in termini di welfare e un impatto sulle nuove generazioni. 

“Questo sforzo conoscitivo riflette il ruolo che l’Anpal – e al suo fianco Anpal Servizi – si trova a svolgere nel contesto delle politiche attive del lavoro, così come sono state disegnate dal Jobs Act. Il presupposto è che occorre garantire uguali diritti a tutti i cittadini e sull’intero territorio nazionale. Un secondo aspetto che impegna l’Anpal in un ruolo chiave è la necessità di rendere sempre più mirati gli interventi di politica attiva. I Rapporti predisposti da Anpal Servizi dimostrano come alla base di un’efficace progettazione di servizi adeguati ai diversi ambiti culturali dei destinatari finali vi sia la capacità di approfondire le specificità dei vari target, le loro caratteristiche socio-demografiche e lavorative, in modo da valorizzare ogni comunità straniera. In particolare appare fondamentale valorizzare il ruolo delle realtà associative dei migranti, sollecitando la loro attenzione alle prospettive future e ai cambiamenti in atto, anche di tipo normativo, sui temi della migrazione, del lavoro e dell’inclusione. Le realtà associative possono contribuire al trasferimento delle conoscenze e allo sviluppo di competenze, così come al rafforzamento del sistema dei servizi. La costruzione di un patrimonio conoscitivo puntuale, dettagliato, aggiornato e declinato territorialmente è uno strumento essenziale di supporto per la progettazione e lo sviluppo di modelli specifici di intervento di politica attiva del lavoro, che indichino non solo quali azioni adottare, ma anche quali attori coinvolgere, appunto in una logica di rete. La capacità di intercettazione dei bisogni dovrebbe infatti trovare nella rete dei servizi territoriali lo spazio per attivare risorse utili alla crescita del capitale sociale e umano dei lavoratori immigrati” ha concluso Del Conte.

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(25 maggio 2017)