"Più benefici che costi", Rapporto 2020 sull'economia dell’immigrazione

Fondazione Moressa: "Dai lavoratori stranieri il 9,5% del PIL, emersione vale 360 milioni l'anno"

Il bilancio dell’immigrazione in Italia? Per le casse dello Stato è in attivo di 500 milioni di euro l’anno, quelli che restano se alle entrate garantite dalla presenza di cittadini stranieri (tra Irpef, Iva, contributi previdenziali ecc.) si sottraggono le uscite a essa collegate (previdenza, sanità, scuola, ecc.) E se si riuscisse a liberare tutto il potenziale del lavoro migrante (ad oggi 2,5 milioni di occupati che producono il 9,5% del PIL), ancora relegato in posizioni poco qualificare e piagato dall’irregolarità, la situazione migliorerebbe ulteriormente.  

Sono alcune delle considerazioni che accompagnano il Rapporto 2020 sull’economia dell’immigrazione presentato oggi dalla Fondazione Leone Moressa, che ripercorre anche le trasformazioni dell’ultimo decennio, con aumento di presenze ma una contrazione dei nuovi ingressi, in particolare per motivi di lavoro, fino alla regolarizzazione della scorsa estate . Di seguito, alcune evidenze del Rapporto sintetizzate dai ricercatori:  

Stranieri in aumento, ma ingressi per lavoro in calo. Dal 2010 ad oggi gli stranieri residenti in Italia sono passati da 3,65 a 5,26 milioni (+44%), arrivando a rappresentare l’8,7% della popolazione (e superando il 10% in molte Regioni). Tuttavia, i nuovi Permessi di Soggiorno sono complessivamente diminuiti del 70%, a causa di una riduzione drastica di quelli per Lavoro (-97%): gli stranieri (extra-comunitari) oggi arrivano soprattutto per ricongiungimento familiare o motivi umanitari.  

Lavoratori stranieri e impatto sul PIL. Oggi gli occupati stranieri in Italia sono 2,5 milioni e negli ultimi dieci anni sono aumentati di 600 mila unità (+31% dal 2010). È un’occupazione concentrata prevalentemente nelle professioni meno qualificate, pertanto al momento è complementare rispetto all’occupazione italiana. I lavoratori stranieri sono prevalentemente uomini (56,3%) e 7 su 10 hanno un’età compresa tra 35 e 54 anni. Oltre la metà ha come titolo di studio la licenza media, mentre solo il 12% è laureato. Il Valore Aggiunto generato dai lavoratori stranieri è pari a 146,7 miliardi di euro, pari 9,5% del PIL. Valore ridimensionato da presenza irregolare, lavoro nero e poca mobilità sociale. 

L’espansione delle imprese straniere. Nell’ultimo decennio l’imprenditoria straniera è stata uno dei fenomeni più significativi: gli imprenditori nati in Italia sono diminuiti (-9,4%), mentre i nati all’estero sono aumentati (+32,7%). Le nazionalità più numerose sono Cina, Romania, Marocco e Albania, ma la crescita più significativa si registra tra gli imprenditori del Bangladesh e del Pakistan. Il 95% delle imprese a conduzione straniera è di proprietà straniera “esclusiva”, quindi senza soci italiani. Le imprese straniere producono un Valore Aggiunto di 125,9 miliardi, pari all’8,0% del totale. L’incidenza maggiore si registra nell’edilizia (18,4% del V.A. del settore). 

Impatto fiscale: più benefici che costi. I contribuenti stranieri in Italia sono 2,29 milioni e nel 2019 hanno dichiarato redditi per 29,08 miliardi e versato Irpef per 3,66 miliardi. Sommando addizionali locali e contributi previdenziali e sociali si arriva a 17,9 miliardi. Oggi il saldo tra entrate (Irpef, IVA, Contributi, ecc.) e costi (Scuola, Sanità, Pensioni, ecc.) dell’immigrazione è ancora positivo (+500 milioni). Gli stranieri sono giovani e incidono poco su pensioni e sanità, principali voci della Spesa Pubblica. Ma i lavori poco qualificati e la poca mobilità sociale possono portare nel lungo periodo ad un saldo negativo. 

La “sanatoria” 2020. La procedura di regolarizzazione 2020 è solo l’ultima di una lunga serie che, dal 1987 ad oggi, ha portato all’emersione di oltre 2 milioni di stranieri irregolari (il picco nel 2002/2003, con quasi 650 mila “sanati”). La “sanatoria” ha portato nelle casse dello Stato 30 milioni di euro immediati (contributo una tantum al netto dei costi amministrativi), ma potrebbe portare altri 360 milioni di euro annui, sotto forma di tasse e contributi dei lavoratori regolarizzati”. 

Rapporto 2020 sull’economia dell’immigrazione: comunicato stampa, presentazione, infografica 

(14 ottobre 2020)