Accesso al Reddito di Inclusione - REI

Dubbi di legittimità costituzionale sulla norma che prevede il REI per cittadini extra-UE solo se titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo

Tribunale ordinario di Bergamo, sez. lavoro, ordinanza del 1 agosto 2019


Il Giudice del lavoro di Bergamo ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzione in un giudizio di merito in cui è stata sollevata una questione in merito all'art 3, comma 1, lett. a) n. 1), d.lgs. 147/17 nella parte in cui prevede, per l'accesso al REI (Reddito di Inclusione) che i cittadini di nazionalità extra-UE debbano essere titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo, escludendo gli stranieri legalmente soggiornanti in possesso di permesso di soggiorno per motivi di lavoro (o per altri motivi). Il Giudice ha osservato che il ReI in quanto "finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà", è misura che assolve ai bisogni essenziali della persona, non può contenere un discrimine fra cittadini e stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, fondato su requisiti diversi da quelli previsti per la generalità dei soggetti, senza rischiare di risultare in contrasto con il principio di non discriminazione di cui all'art. 14 della CEDU. 

Laddove invece si ritenesse che il REI sia una prestazione esterna al nucleo dei bisogni essenziali, la decisione del legislatore di circoscrivere i beneficiari della prestazione sociale, deve comunque soddisfare il canone di ragionevolezza ex art. 3 Cost., e dunque risultare ponderata la correlazione tra tutti i requisiti necessari all'ottenimento del permesso di soggiorno di lungo periodo e la situazione di disagio economico che il legislatore ha posto alla base della provvidenza. 


(6 settembre 2019)