Richiedenti asilo, per il conto base di Poste Italiane basta il permesso di soggiorno

Documento valido per aprire il conto e per effettuare operazioni. "Per consentire una maggiore inclusione finanziaria"

Un permesso di soggiorno per "Richiesta asilo" o "Dublino" in corso di validità consente di aprire e gestire un Conto Base Bancoposta, anche se non è accompagnato dal passaporto. Va, infatti, considerato come “unico e valido documento di riconoscimento”.

È quanto ha scritto all’inizio di giugno Poste Italiane in una comunicazione interna destinata a tutti gli uffici postali, con l’obiettivo di "consentire una maggiore inclusione finanziaria". Quel permesso di soggiorno, ha aggiunto, è anche un documento attestante il codice fiscale, "qualora vi fosse riportato", e un valido documento di riconoscimento per effettuare operazioni "sia occasionali che a valere su rapporto continuativo". 

Nella comunicazione, Poste Italiane ha spiegato anche che quello stesso permesso di soggiorno non può essere accettato come documento attestante la regolarità del soggiorno di chi chiede l’apertura di tipologie di conto corrente diverse da quello Base o di carte prepagate nominative e di carte nominative dotate di IBAN. Non è valido nemmeno per la sottoscrizione di Buoni Fruttiferi Postali.

Niente da fare anche per “l’attestato nominativo per richiedenti protezione internazionale”, che le Questure rilasciano ai richiedenti protezione internazionale trattenuti nei centri di permanenza temporanea. Questo, sottolinea Poste Italiane, non costituisce documento di identificazione per nessun prodotto o servizio di Bancoposta. 

In quella circolare l’Abi spiegava che, oltre al permesso di soggiorno, è un documento idoneo al riconoscimento anche la ricevuta di presentazione della richiesta di protezione  internazionale purché sia in corso di validità e riporti foto, nome e data di nascita del richiedente. Chiariva, inoltre, che vanno considerati validi i codici fiscali dei richiedenti asilo, sia nella versione provvisoria 11 cifre che in quella alfanumerica a 16 caratteri.

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(1 luglio 2019)