Ricongiungimento familiare: Chi, Quando e Come

Una ricerca sulle traiettorie familiari in Italia mette in evidenza le complesse dinamiche che incidono sulla ricostituzione dell'unità familiare


Family reunification: Who, When and How


Mettere a fuoco le dinamiche che portano al ricongiungimento familiare e stabilire quali condizioni e caratteristiche promuovono tale evento è fondamentale per interpretare i processi d'insediamento ed integrazione e poter quindi applicare appropriate politiche. Una recente indagine a cura di Elisa Barbiano di Belgiojoso e Laura Terzera condotta sulla base dei dati dell'indagine Istat, "Condizione e integrazione sociale dei cittadini stranieri" svolta nel biennio 2011-2012, si propone di identificare i modelli di migrazione delle famiglie attraverso l'intera traiettoria migratoria della famiglia. La complessità delle possibili traiettorie è stata studiata e descritta con l'analisi delle sequenze, concentrandosi esclusivamente sui migranti dei paesi meno sviluppati e dei paesi dell'Europa centrale e orientale.

L'indagine evidenzia come tra i migranti provenienti da paesi a forte pressione migratoria e residenti in Italia le donne siano raramente promotrici di ricongiungimento familiare: le donne migrate sole e restate sole anche dopo una lunga permanenza in Italia (10-15 anni) sono molte più degli uomini. Anche la sequenza di arrivi dei membri familiari e i tempi sono diversi a seconda del genere del primo migrante: gli uomini più spesso ricongiungono moglie ed eventuali figli congiuntamente, mentre le donne ricongiungono solo una parte della famiglia, in prevalenza il coniuge, e in tempi più rapidi.

Prendendo in considerazione, oltre al genere, il Paese di provenienza, l'indagine evidenzia come nel modello nord africano prevale la migrazione dell'uomo celibe che, dopo qualche anno (mediamente cinque), rientra temporaneamente al paese d'origine per sposarsi e poi, generalmente in tempi stretti (mediamente 2,5 anni), si fa raggiungere in Italia dalla moglie. Anche tra i migranti sub-sahariani prevale l'uomo come apripista, celibe o già sposato, ma in questo caso l'uomo mostra bassa propensione al ricongiungimento nel paese di destinazione propendendo piuttosto per un modello di famiglia transnazionale Il modello familiare transnazionale con apripista donna è diffuso anche  tra latino-americane, ucraine, moldave e filippine. In questi casi le donne, quando ricongiungono la famiglia, lo fanno parzialmente, perché coinvolgono solo alcuni dei membri familiari: generalmente il coniuge, mediamente dopo tre anni.

Migranti appartenenti a comunità fortemente insediate nel paese, per dimensione o storia pregressa (Albanesi, Marocchini, Cinesi, Rumeni), mostrano tassi più elevati di ricongiungimento familiare: la presenza di insediamenti comunitari stabili incentiva l'insediamento generando quindi un processo autopropulsivo.

In conclusione dall'analisi emerge come le caratteristiche familiari e la stabilità nel paese ospitante non sono sempre rilevanti per il ricongiungimento familiare. Le norme familiari, culturali e di genere del paese d'origine e la natura stessa del progetto migratorio determinano il modello di migrazione familiare. Quando il progetto migratorio viene orientato, o converge nel tempo fino all'insediamento, il ricongiungimento familiare viene perseguito a prescindere dalle possibili difficoltà e condizioni durante l'emigrazione. Viceversa, durante il periodo in cui i migranti mantengono un progetto temporaneo, il ricongiungimento familiare non viene neppure preso in considerazione.

 

Fonte: Neodemos

  • Per approfondimenti sulla procedura per il ricongiungimento familiare vai alla pagina dedicata

7 giugno 2018