Stop a ingressi in Italia anche da Serbia, Montenegro e Kosovo

Nuova ordinanza del ministero della Salute. La situazione Paese per Paese

“Ho firmato una nuova ordinanza che aggiunge Serbia, Montenegro e Kosovo alla lista dei Paesi a rischio. Chi è stato negli ultimi 14 giorni in questi territori ha il divieto di ingresso e transito in Italia. Nel mondo l’epidemia è nella fase più dura. Serve la massima prudenza per difendere i progressi che abbiamo fatto finora”. Lo scrive oggi su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.  

Si allunga, quindi, la lista dei Paesi considerati “a rischio” a causa dell’incidenza del virus e delle condizioni dei rispettivi sistemi di prevenzione e controllo. Ad oggi sono sospesi i collegamenti e c’è il divieto di ingresso e di transito per:  Armenia; Bahrein; Bangladesh; Brasile; Bosnia Erzegovina; Cile; Kosovo; Kuwait; Macedonia del Nord; Moldova; Montenegro; Oman; Panama; Perù; Repubblica Dominicana; Serbia. Si tratta di paesi considerati “a rischio” a causa dell’incidenza del virus e della situazione dei rispettivi sistemi sanitari.  

Ad oggi sono, quindi, completamente liberi (viaggi senza giustificazioni e niente quarantena) solo gli spostamenti da e per Stati membri dell’Unione Europea, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Chi entra da questi Paesi non deve giustificare le ragioni del viaggio e non è sottoposto all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria (quarantena) per 14 giorni all’ingresso in Italia (salvo che non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia). 

Non devono giustificare le ragioni del viaggio, ma sono soggetti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria (quarantena) per 14 giorni i residenti nei seguenti Paesi (salvo che non provengano da Paesi dai quali è temporaneamente vietato l’ingresso in Italia): Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. 

Negli altri casi, gli spostamenti sono vietati, a meno che non avvengano per motivi di lavoro, studi, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione. Chi arriva in Italia per questi motivi è comunque soggetto a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria (quarantena) per 14 giorni.
Maggiori e più dettagliate informazioni sono disponibili sul sito del ministero degli Esteri. 

(16 luglio 2020)