I richiedenti asilo possono essere accolti nel Siproimi

La misura temporanea del DL Rilancio per liberare posti nella prima accoglienza

II Sistema di Protezione per titolari di protezione internazionale e per minori non accompagnati (Siproimi) gestito dagli Enti Locali si apre di nuovo ai richiedenti asilo, ma solo  temporaneamente e a determinate condizioni. È una delle novità del Decreto Rilancio (DL 34/2020) pubblicato lunedì scorso in Gazzetta Ufficiale, giustificata dall’emergenza sanitaria. 

La situazione nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di accoglienza straordinaria è complicata dalla misure adottate per fronteggiare la pandemia, in particolare: prolungamento della permanenza nelle strutture; misure di distanziamento interpersonale; necessità di destinare alcuni spazi alla quarantena. Inoltre, per l’estate, si prevede un aumento degli arrivi via mare, quindi c'è bisogno di liberare posti.

Di qui la decisione del governo. “Per un termine non superiore ai sei mesi successivi  alla  cessazione dello stato di emergenza”, si legge all’articolo 16 del Dl 34/2020 i posti del Siproimi “possono  essere   utilizzati per l'accoglienza  dei  richiedenti  protezione   internazionale”. Nella norma si specifica che a questi nuovi ospiti del Sipromi andranno garantiti solo i servizi previsti dalla legge per i richiedenti asilo, e non, quindi, per esempio, i percorsi di inclusione socio-lavorativa (es. formazione professionale) che coinvolgono i titolari di protezione internazionale o i minori non accompagnati. 

(21 maggio 2020)

D.L. 19 maggio 2020, n. 34
Art. 16 
 
                 Misure straordinarie di accoglienza 
 
  1. I posti disponibili nelle strutture del Sistema di protezione di
cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990,  n.  39,
per un termine non superiore ai sei mesi successivi  alla  cessazione
dello stato di emergenza di  cui  alla  delibera  del  Consiglio  dei
Ministri  del  31  gennaio  2020,  possono  essere   utilizzati   per
l'accoglienza  dei  richiedenti  protezione   internazionale,   fermo
restando quanto previsto dal decreto-legislativo 18 agosto  2015,  n.
142,  e  successive  modificazioni,  in  materia   di   servizi   per
l'accoglienza. All'attuazione del presente comma, si  provvede  senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica con le risorse
disponibili a legislazione  vigente  sui  pertinenti  capitoli  dello
stato di previsione del Ministero dell'interno.