Prestito della Speranza 3.0

Iniziativa promossa dalla Cei in collaborazione con il gruppo Intesa- San Paolo



Iniziativa promossa dalla Cei in collaborazione con il gruppo Intesa- San Paolo


 

Erogare credito alle famiglie e persone in temporanea difficoltà, favorire il finanziamento di microimprese, generando quindi nuovi posti di lavoro. E’ questo l’obiettivi che si prefigge la terza fase del Prestito della Speranza, un’iniziativa di microcredito che la  Conferenza Episcopale Italiana promuove in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo.

Il Prestito della speranza è un progetto di microcredito sociale nato nel 2009 con l'idea di "costruire un ponte per le famiglie in difficoltà, che permettesse loro di superare la crisi". Da allora sono stati erogati 26 milioni di finanziamenti a 4.500 famiglie, attraverso il lavoro delle Caritas che a livello diocesano hanno individuato i destinatari dei prestiti. Le regioni che hanno usufruito maggiormente del prestito sono state Campania, Puglia e Lombardia.

L’obiettivo principale per il biennio 2015-2016 è quello di erogare più credito alle famiglie e persone in temporanea difficoltà, favorire il finanziamento di microimprese, generando quindi nuovi posti di lavoro. Quantitativamente, l’ammontare dei prestiti in precedenza erogati sarà quadruplicato fino a 100 milioni di euro,  finanziamenti garantiti da un fondo di 25 milioni costituito da risorse della CEI, provenienti dall’8x1000 e affidato a Banca Prossima, la banca del Gruppo dedicata al no profit laico e religioso.

A partire dal 2 marzo, attraverso la rete delle Caritas diocesane, il Prestito della Speranza 3.0 – sarà riproposto su tutto il territorio nazionale nelle filiali specializzate del Gruppo Intesa San Paolo.


Il “Prestito della Speranza 3.0” si articolerà in due distinte forme di credito:

- “Credito sociale”, destinato alle famiglie disagiate, con un prestito di importo massimo di 7.500 euro erogato in 6 rate bimensili di € 1.250 ciascuna come forma di sostegno al reddito.

- “Credito fare impresa”, destinato alle microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova costituzione, con un prestito erogato in unica soluzione dell’importo massimo di 25.000. Particolare attenzione verrà rivolta ai giovani under 40.

I tassi applicati, che si avvalgono del funding BCE (TLTRO) e della garanzia assicurata dalla CEI, sono fissi e pari al 2,50% per i prestiti erogati alle famiglie, con una rata mensile media indicativa di 138 euro e al 4,60% per le microimprese, con una rata/mese stimata in 468 euro. La durata del prestito è di complessivi 6 anni di cui 5 di ammortamento che decorre dopo 12 mesi dall’erogazione.


Rispetto alle passate edizioni, le novità del “Prestito della Speranza 3.0” sono:

- Allargamento dei Target di progetto: dal sostegno alle fasce più deboli della popolazione al finanziamento di microimprese per favorire la nuova imprenditorialità e la creazione di più posti di lavoro;

- Collaborazione esclusiva con Intesa Sanpaolo

- Modifica/flessibilità del meccanismo di garanzia, con l’effetto di aumentare il moltiplicatore e quindi il rapporto tra il plafond disponibile e il fondo di garanzia

- Potenziamento della rete di accesso al prestito: ai numerosi sportelli Caritas che hanno già operato nelle prime fasi del prestito si affiancano altri soggetti specializzati per categorie di potenziali interlocutori, nuove reti fiduciarie selezionate dalla CEI per intercettare più domande

- Maggiore integrazione del processo di valutazione: la valutazione e selezione delle richieste di accesso al prestito verrà gestita in stretta sinergia tra gli uffici diocesani e l’associazione VOBIS

- Sperimentazione di nuovi criteri di bancabilità: nell’ambito dell’accordo potranno essere attivate iniziative sperimentali su specifiche categorie di soggetti per ridefinire il perimetro di bancabilità.

Il Prestito della Speranza 3.0 non si rivolge quindi soltanto a categorie fragili, rese oggi più vulnerabili dal contesto economico-sociale (over fifty espulsi dal sistema produttivo, nuovi italiani, genitori separati, coppie di lavoratori non stabilizzati) ma fissa due focus specifici, oggetto di iniziative dedicate: i progetti di vita e di autoimprenditorialità dei giovani e le imprese start up.


Per ulteriori informazioni:

Intesa Sanpaolo - Ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e Culturali

06 67125297

stampa@intesasanpaolo.com


CEI - Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali

06 66398296

media@chiesacattolica.it​


(6 marzo 2015)