IL QUADRO DI RIFERIMENTO EUROPEO

 




La strategia Europa 2020 pone lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze quale premessa per la crescita economica e dell'occupazione al fine di migliorare l'ingresso e la progressione nel mercato del lavoro, facilitare le transizioni tra le fasi lavorative e di apprendimento, promuovere la mobilità geografica e professionale. In tale prospettiva si afferma l'esigenza di costruire un sistema di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze che permetta all'individuo di poter valorizzare e spendere le proprie competenze acquisite in un determinato contesto geografico, nel mercato europeo del lavoro e nei sistemi di istruzione e formazione. Parallelamente centrale diventa la necessità di valorizzare le competenze acquisite attraverso ogni apprendimento, anche quello che si svolge al di fuori dei luoghi tradizionalmente deputati a questo (scuola e università). L'esigenza di riconoscere e validare l'apprendimento non formale ed informale era  stata già riconosciuta come parte integrante della Strategia Europea di Lisbona del marzo del 2000.  Il Consiglio europeo del 2000 ha infatti riconosciuto che "ogni cittadino deve essere dotato delle abilità necessarie per vivere e lavorare nella nuova società dell'informazione» e che «un quadro di riferimento europeo dovrebbe definire le nuove abilità fondamentali da acquisire mediante l'apprendimento nel corso della vita: abilità relative a tecnologie informatiche, lingue straniere, cultura tecnologica, imprenditività e abilità sociali".

A livello europeo, il documento sui principi comuni europei per l'identificazione e la convalida degli apprendimenti non formali e informali - Conclusioni del Consiglio sui Principi Comuni europei – maggio 2004 - stabilisce alcuni criteri chiave che gli Stati membri sono invitati a prendere in considerazione, su base volontaria, per consentire i processi di riconoscimento e validazione. I principi europei sono stati importanti per promuovere e guidare lo sviluppo di approcci e sistemi omogenei in relazione all'identificazione e alla validazione dell'apprendimento non formale e informale, contribuendo così a rendere comparabili i differenti approcci e sistemi già esistenti negli Stati Membri. 

Negli anni a seguire la Commissione Europea e il CEDEFOP hanno lavorato alla elaborazione e al costante aggiornamento dell' "European Inventory on Validation of non-formal and informal learning" strumento che raccoglie, illustra e mette in condivisione i diversi sistemi, processi, dispositivi e approcci alla convalida degli apprendimenti non formali e informali in uso nei diversi contesti europei. L'Inventory (il cui ultimo aggiornamento è relativo al 2016) descrive le modalità di applicazione e le best practices degli Stati membri dell'Unione Europea in tema di identificazione e convalida degli apprendimenti non formali e informali e individua anche i principali stakeholders coinvolti, a vario titolo e per finalità differenti, nel sistema di convalida.

La Raccomandazione sulle Competenze chiave adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 18 dicembre 2006 definisce, in un quadro comune, le competenze necessarie che tutti i cittadini europei devono essere in grado di acquisire e costituisce un punto di partenza per la successiva definizione dell'European Qualification Framework (EQF) del 2008, quadro di riferimento dei diversi sistemi nazionali.

Con la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008, oggi abrogata e sostituita dalla recente  Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2017, viene costituito il Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF).

Il quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF)

Il Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l'apprendimento permanente (EQF) è uno schema di riferimento comune che permette di confrontare le qualificazioni di diversi Paesi1. Si tratta di uno strumento rappresentato da una griglia suddivisa in 8 livelli di qualifica, per rendere leggibili le conoscenze e abilità acquisite indipendentemente dal sistema che le certifica. Ciascuno livello descrive i risultati di apprendimento (una combinazione di conoscenze, abilità e competenze) delle qualificazioni rilevanti per quel livello. Si parte dal livello 1 che indica una complessità minima fino ad arrivare a una complessità massima (livello 8) di risultati dell'apprendimento. Attraverso la griglia, i Paesi mettono in relazione le qualificazioni nazionali che sono rilasciate a conclusione di qualsiasi tipologia di un percorso di apprendimento (formale, non formale e informale), rendendole così leggibili e confrontabili a livello nazionale e internazionale.  

Nel 2017, con la nuova raccomandazione EQF negli 8 livelli di riferimento è stata introdotto un approccio che favorisce gli esiti di apprendimento (learning outcomes - LO) rispetto ai learning inputs. Ciascuno degli 8 livelli viene quindi espresso e fatto dialogare attraverso i LO, ovvero "la descrizione di ciò che un discente conosce, capisce ed è in grado di realizzare al termine di un processo di apprendimento". In pratica, in linea di principio viene introdotto un concetto chiave che trasforma il modo di vedere le qualificazioni, viste non più come la certificazione di ciò che viene trasferito dal docente, ma la certificazione di quanto appreso dal discente.

Ciò che il Quadro europeo intende fare non è standardizzare i contenuti delle qualificazioni ma renderle comprensibili, superando le diversità che sono espressione delle complessità culturali, sociali e ambientali dei paesi aderenti. Il fine ultimo è aumentare la portabilità delle qualificazioni e facilitare il confronto dei livelli di titoli acquisiti in Paesi e ambiti di apprendimento differenti, per supportare la mobilità geografica e professionale tra contesti territoriali diversi e tra sistemi di differenti di apprendimento.

L'EQF non sostituisce né definisce i quadri o sistemi nazionali delle qualificazioni, dal momento che non decrive qualificazioni specifiche o competenze attribuibili al singolo individuo. Ogni singola qualificazione va quindi rapportata al livello di appartenenza EQF tramite i sistemi nazionali delle qualifiche. In pratica, affinché uno specifico titolo possa essere confrontato con un altro, è necessario che esso sia inserito in un Quadro Nazionale delle Qualificazioni e quindi rapportato al corrispondente livello EQF.

Il sito Learning Opportunities and Qualifications in Europe (https://ec.europa.eu/ploteus/en/compare) offre la possibilità di comprendere e confrontare le qualificazioni rilasciate nei diversi Paesi e nei differenti sistemi educativi

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1) Attualmente sono 39 i Paesi che partecipano all'EQF, ovvero i 28 Stati menbri dell'Unione Europea a cui si aggiungono: Islanda, Liechtestein, Norvegia, Albania, Ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo e Svizzera. 


 

Nel 2009 vengono adottate le prime linee guida sulla validazione dell'apprendimento non formale e informale "European guidelines for validating non-formal and informal learning", che sono state aggiornate nel 2015, con lo scopo di essere da supporto per le istituzioni responsabili allo sviluppo e attuazione delle operazioni di validazione delle competenze.  Tali Linee Guida  possono essere prese come riferimento dai singoli paesi in base alle diverse e specifiche necessità, per lo sviluppo di metodi e sistemi di validazione degli apprendimenti non formali e informali nei diversi Stati membri.

Il 20 dicembre 2012 è stata pubblicata la  Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea sulla validazione dell'apprendimento non formale e informale con la quale gli Stati membri sono sollecitati ad istituire sistemi nazionali per la validazione dell'apprendimento non formale e informale entro il 2018 per dare alle persone l'opportunità di dimostrare quanto hanno appreso al di fuori dei sistemi di istruzione e della formazione formali — anche mediante le esperienze di mobilità — e di avvalersi di tale apprendimento per la carriera professionale e l'ulteriore apprendimento, nel debito rispetto del principio di sussidiarietà.

A questo proposito la Raccomandazione indica in modo esplicito i seguenti elementi nelle modalità per la convalida dell'apprendimento non formale e informale:

  1. INDIVIDUAZIONE dei risultati di apprendimento acquisiti dalla persona mediante l'apprendimento non formale e informale;
  2. DOCUMENTAZIONE dei risultati di apprendimento acquisiti dalla persona mediante l'apprendimento non formale e informale;
  3. VALUTAZIONE dei risultati di apprendimento acquisiti dalla persona mediante l'apprendimento non formale e informale;
  4. CERTIFICAZIONE della valutazione dei risultati di apprendimento acquisiti dalla persona mediante l'apprendimento non formale e informale sotto forma di qualifica o di crediti che contribuiscono all'ottenimento di una qualifica o, se del caso, in un'altra forma.

Il 10 giugno 2016 la Commissione Europea ha adottato una Nuova Agenda Globale per le competenze per l'Europa (New Skills Agenda for Europe) che è stata annunciata nel programma di lavoro della Commissione per il 2016. Obiettivo dell'Agenda è valorizzare il capitale umano europeo e promuovere l'occupabilità offrendo ai cittadini residenti in Europa degli strumento per lo sviluppo delle competenze. 


La nuova agenda globale per le competenze per l'Europa

Per contribuire a contrastare le criticità legate alle competenze, la Commissione propone in concreto dieci iniziative per rendere più visibili le competenze, migliorandone il riconoscimento a livello locale, nazionale e dell'UE, dalle scuole e dalle università al mercato del lavoro: 

1) una garanzia per le competenze, per aiutare gli adulti scarsamente qualificati ad acquisire un livello minimo di competenze alfabetiche, matematiche e digitali e a progredire verso il conseguimento di un titolo di istruzione secondaria superiore (Raccomandazione del 19 dicembre 2016 sui "Percorsi di miglioramento del livello delle competenze per gli adulti);

2) una revisione del quadro europeo delle qualifiche, per una migliore comprensione delle qualifiche e un uso più proficuo di tutte le competenze disponibili nel mercato del lavoro europeo (Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2017)

3) la "coalizione per le competenze e le occupazioni digitali", che riunisce Stati membri e parti interessate dei settori dell'istruzione, dell'occupazione e dell'industria, per sviluppare un ampio bacino di talenti digitali e garantire che i singoli individui e la forza lavoro in Europa siano dotati di competenze digitali adeguate;

4) ll "piano per la cooperazione settoriale sulle competenze", per migliorare l'analisi del fabbisogno di competenze e porre rimedio alla carenza di competenze in settori economici specifici;

5) uno "strumento di determinazione delle competenze per i cittadini dei paesi terzi" per la definizione tempestiva delle competenze e delle qualifiche di richiedenti asilo, rifugiati e altri migranti Skills Profile Tool for third country nationals - online dal 2017);

6) una revisione del quadro Europass, per offrire strumenti migliori e di più facile impiego per presentare le proprie competenze e ottenere informazioni utili in tempo reale sul fabbisogno di competenze e sulle tendenze in materia, che possono aiutare nelle scelte di carriera e di apprendimento (Proposta della Commissione definitivamente approvata il 12 aprile 2018);

7) rendere l'istruzione e formazione professionale (IFP) una scelta di elezione, potenziando le opportunità a disposizione dei discenti di effettuare un'esperienza di apprendimento basato sul lavoro e offrendo una maggiore visibilità ai buoni risultati dell'IFP sul mercato del lavoro;

8) la revisione della raccomandazione sulle competenze chiave, per aiutare un maggior numero di persone ad acquisire le competenze di base necessarie per lavorare e vivere nel XXI secolo, con un'attenzione particolare alla promozione dello spirito e delle competenze imprenditoriali e orientati all'innovazione ( RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIOdel 22 maggio 2018relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente )

9) un'iniziativa di monitoraggio dei percorsi di carriera dei laureati per migliorare le informazioni su come i laureati progrediscano sul mercato del lavoro

10) una proposta intesa a continuare ad analizzare e scambiare le migliori pratiche sui metodi più efficaci per contrastare la fuga di cervelli.



La  Raccomandazione del 19 dicembre 2016 sui "Percorsi di miglioramento del livello delle competenze per gli adulti", (Upskilling pathways initiative) è una delle azioni politiche previste dalla Nuova Agenda delle Competenze per l'Europa. La Raccomandazione sull'upskilling afferma che «nella società odierna è necessario che ogni persona possieda un ampio corredo di abilità, conoscenze e competenze, compreso un livello sufficiente di competenze alfabetiche, matematiche e digitali per poter realizzare appieno il proprio potenziale e svolgere un ruolo attivo nella società, assolvendo alle proprie responsabilità sociali e civiche. Tali abilità, conoscenze e competenze sono fondamentali anche per inserirsi fruttuosamente nel mercato del lavoro e per accedere all'istruzione e alla formazione terziaria» ed aggiunge, guardando al prossimo futuro, che «un'ampia maggioranza dei posti di lavoro richiederà un certo livello di competenza digitale, mentre un numero crescente di lavori elementari imporrà il possesso di alcune competenze fondamentali o generiche (come ad esempio comunicazione, risoluzione di problemi, lavoro di gruppo e intelligenza emotiva)».

In particolare, tre sono gli obiettivi della Raccomandazione:

1. migliorare la preparazione delle persone con competenze insufficienti;

2. rendere le competenze visibili e confrontabili anche quando ci si sposta da un Paese all'altro;

3. rendere le competenze professionalmente spendibili.

Il target di riferimento sono i lavoratori scarsamente qualificati, occupati, disoccupati o inattivi, compresi i migranti, per i quali diventa indispensabile la rilevazione, valutazione e certificazione delle competenze possedute ai fini dei processi di integrazione.Non è previsto nessun finanziamento supplementare dell'UE, ma si tratta piuttosto di re-indirizzare per queste finalità una parte delle risorse che il Fondo Sociale Europeo destina ai Governi, ed in Italia alle Regioni, per promuovere le competenze, la formazione e l'occupabilità. 

Sempre dando attuazione a quanto previsto dalla Nuova Agenda sulle competenze, dal 20 giugno 2017 è on-line lo Skills Profile Tool for third country nationals, strumento dedicato all'identificazione delle competenze dei cittadini con background migratorio e mirato, dunque, a favorire il loro inserimento socio-lavorativo. Si tratta di un programma on-line multilingue che permette ai cittadini dei paesi terzi di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in una maniera che le renda comprensibili in tutta l'Unione europea.

Nel marzo del 2017, su richiesta della Commissione Europea, il prototipo dell'EU Skills profile tool è stato testato – in collaborazione con il Ministero dell'Interno - su un gruppo di beneficiari di protezione internazionale nell'ambito delle attività del progetto INSIDE.

La Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2017 sul quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, ha abrogato e sostituito la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro Europeo delle Qualifiche per l'apprendimento permanente (vedi sopra).

infine, nella Comunicazione della Commissione Europea del  14 gennaio 2020 [COM(2020) 14 final]  viene sottolineata la necessità di ulteriori sforzi per convalidare le capacità e le competenze acquisite al di fuori dei sistemi formali di istruzione e formazione. Le competenze e le esperienze acquisite sul luogo di lavoro, attraverso il volontariato o qualsiasi altro contesto informale, se riconosciute e valorizzate, possono costituire un importante punto di forza per chi cerca un nuovo posto di lavoro.  Per mettere al centro le competenze, l'occupabilità e il capitale umano, nel primo trimestre del 2020 la Commissione ha annunciato l' aggiornametno dell'Agenda per le competenze per l'Europa e la presentazione di  una proposta di raccomandazione in materia di istruzione e formazione professionale (IFP) europea. Si stanno anche esplorando soluzioni innovative per consentire di controllare il proprio apprendimento e la propria carriera, ad esempio mediante un conto individuale a fini di formazione (learning account) per le persone in età lavorativa. 

(Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2020)