Accordi di riammisione Italia

 

 


Dal 1996 l'Italia ha iniziato a stipulare una serie di accordi bilaterali finalizzati alla riammissione nei territori di provenienza o di transito di immigrati illegali ed alla cooperazione tra forze di polizia, a cui vanno aggiunti gli accordi relativi al controllo dell’immigrazione e delle frontiere. L’obbligo di riammissione riguarda le persone che non soddisfano (o non soddisfano più) le condizioni di ingresso e soggiorno negli Stati contraenti secondo procedure diversificate a seconda degli accordi.
 
Gli accordi di riammissione costituiscono anche la premessa per una gestione di favore con lo Stato interessato, sia nella riserva di quote privilegiate in ambito di “decreto flussi”, che nella negoziazione di Accordi in materia di lavoro, destinati alla costituzione di una banca dati per l’abbinamento di domanda e offerta di manodopera e all’istituzione di corsi di formazione professionale e linguistica anche in loco.
 
L'Italia dispone al momento dei seguenti accordi bilaterali di riammissione:
 

Accordi conclusi

Entrata in vigore

Polonia
Accordo Schengen/Polonia
22/11/1994
Slovenia
01/09/1997
Fyrom
23/10/1997
Lettonia
07/11/1997
Romania
01/02/1998
Lituania
01/12/1998
Croazia
01/06/1998
Austria
01/04/1998
Albania
01/08/1998
Tunisia
06/08/1998
Bulgaria
25/12/1998
Ungheria
10/04/1999
Estonia
01/02/1999
Francia
01/12/1999
Slovacchia
01/01/1999
Svizzera
01/05/2000
Grecia
18/04/2001
Spagna
01/02/2001
Sri Lanka
24/09/2001
Malta
29/11/2002
Cipro
22/05/2003
Moldavia
01/05/2004
Rep. Serbia Montenegro
01/04/2005
Filippine
09/06/2005
Algeria
18/10/2006
 
 
Pur essendo stati firmati non risultano ad oggi entrati in vigore gli accordi con la Georgia, Marocco, Nigeria, Bosnia Erzegovina ed Egitto.