OIM - Organizzazione Internazionale per le Migrazioni


Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM)
 
Istituita nel 1951 con il nome di “Comitato Intergovernativo Temporaneo per i Movimenti di Migranti provenienti dall’Europa” (PICMME, dall’acronimo inglese  Provisional Intergovernmental Committee for the Movement of Migrants from Europe) l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM – OIM) nasce a seguito dei disordini e gli spostamenti nell’Europa Occidentale originati dalla Seconda Guerra Mondiale.
La sua missione allora consisteva nel supportare i governi europei allo scopo di individuare i paesi di reinsediamento dei circa 11 milioni di persone in fuga dalla guerra e nel predisporre il trasferimento per quasi un milione di migranti. Nel 1980 l’organizzazione ha cambiato denominazione in Comitato Intergovernamentale per le Migrazioni (ICM) e dal 1989 è nota come Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM - OIM), passando da agenzia specializzata nelle questioni logistiche relative agli spostamenti di persone a vera e propria organizzazione impegnata nella gestione delle migrazioni internazionali.
In passato l’organizzazione ha operato nell’ambito di situazioni di crisi politiche o determinate da disastri naturali, come nel caso dell’Ungheria nel 1956, della Cecoslovacchia nel 1968, del Cile nel 1973, dei cosiddetti “boat people” Vietnamiti nel 1975, del Kuwait nel 1990, del Kosovo e del Timor nel 1999, dello tsunami in Asia e del terremoto in Pakistan nel 2004-2005.
Tuttavia il lavoro dell’OIM si basa sull’idea che tutte le migrazioni organizzate in condizioni umane siano un beneficio sia per i migranti sia per la società. Per questo motivo l’ambito del lavoro dell’organizzazione si è esteso fino a ricomprendere le migrazioni nel quadro dello sviluppo economico e sociale di un Paese, valorizzando al contempo la dignità umana e l’integrità dei migranti stessi. Infatti l’OIM riconosce il legame tra migrazione e sviluppo economico, sociale e culturale, fondato sul diritto alla libertà di movimento.
Gli obiettivi dell’OIM sono:
·         favorire la cooperazione internazionale in tema di migrazioni;
·         supportare la ricerca di soluzioni concrete ai problemi connessi con le migrazioni;
·         fornire assistenza umanitaria ai migranti in condizione di vulnerabilità, tra cui i rifugiati e gli sfollati interni (IDPs, Internally displaced persons)
L’attività dell’OIM per la gestione delle migrazioni è strutturata in 4 settori:
1.    Migrazione e sviluppo: predisposizione di programmi per migliorare il ritorno e il rimpatrio dei cittadini maggiormente qualificati mediante il rafforzamento delle capacità;
2.    Agevolare la migrazione mediante la consulenza agli Stati sulla regolamentazione del lavoro dei migranti e degli ingressi per altri motivi;
3.    Regolamentare la migrazione per evitare l’ingresso irregolare dei cittadini stranieri non autorizzati.
4.    Migrazioni forzate: alcuni soggetti, tra cui rifugiati e sfollati interni, richiedono speciale attenzione. L’OIM assiste gli stati nel rinvenimento di soluzioni praticabili nel rispetto della loro vulnerabilità.
Inoltre l’OIM si occupa di promuovere le norme internazionali in tema di migrazioni, la tutela dei diritti dei migranti, della loro salute e in una prospettiva di genere. Segue inoltre e incoraggia i dibattiti politici in tema.
Attualmente conta 155 Stati membri, 11 Stati osservatori, e inoltre organizzazioni intergovernative (tra cui le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa) e non governative con lo status di osservatori.
 
L’Italia è uno dei paesi fondatori dell’OIM. I rapporti tra l’Organizzazione e l’Italia sono definiti in un accordo di sede, concluso il 23 giugno 1967. La missione dell’OIM di Roma esercita il ruolo di coordinamento per i paesi dell’area Mediterranea.
 
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·         Legge 22 febbraio 1968, n. 441,  Approvazione ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo italiano ed il Comitato intergovernativo per le migrazioni europee (CIME), concluso a Roma il 23 giugno 1967, pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, n. 103, 22 aprile 1968.