LA PROCEDURA PER L'ASSUNZIONE DEI LAVORATORI CHE HANNO PARTECIPATO AI PROGRAMMI DI FORMAZIONE NEI PAESI DI ORIGINE (ART. 23 T.U. IMMIGRAZIONE)


 
Il meccanismo della formazione all'estero permette la realizzazione di progetti formativi direttamente nei Paesi di origine dei cittadini extracomunitari.
Tali progetti mirano ad integrare forme di cooperazione internazionale, e quindi di aiuto ai Paesi extracomunitari, ed elementi di formazione sul territorio, anche al fine di permettere al sistema delle imprese di scegliere in modo più mirato il soggetto da far entrare nel nostro Paese per un successivo rapporto di lavoro. I programmi di formazione all’estero si basano su lezioni di italiano per l’acquisizione del certificato di conoscenza della lingua italiana di livello A1, educazione civica e culturale e corsi di formazione professionale in specifici settori produttivi.
 
L’articolo 23 del Testo Unico sull’immigrazione (D.Lgs. del 25.07.1998 n. 286 e successive modifiche), prevede la possibilità di riservare annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri quote di ingresso agli stranieri non comunitari residenti all’estero che abbiano completato appositi programmi di istruzione e formazione nei Paesi di origine. Il regolamento di attuazione del Testo Unico (DPR 394/1999 e successive modifiche) all’articolo 34 prevede, inoltre, che nel corso dell’anno, in caso di esaurimento della quota riservata, possano, con un ulteriore D.P.C.M., essere ammessi ulteriori ingressi di tali lavoratori sulla base delle richieste provenienti dalle aziende.
 
La procedura
 
I partecipanti ai programmi di formazione all’estero vengono inseriti in apposite liste disponibili presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
 
Requisito essenziale per l’inserimento nelle liste è che il candidato abbia raggiunto un livello di conoscenza della lingua italiana pari almeno all’A1, certificato da parte di uno degli enti certificatori riconosciuto dal Ministero degli affari esteri e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Società Dante Alighieri; Università degli studi di Roma Tre; Università per stranieri di Perugia; Università per stranieri di Siena) ovvero da altri soggetti convenzionati con i predetti enti certificatori.
Solo nei confronti dei lavoratori inseriti in tali liste il datore di lavoro può richiedere il nulla osta al lavoro beneficiando della quota riservata prevista nel decreto flussi.
 
La domanda di nulla osta al lavoro può essere inoltrata solo dopo la pubblicazione del decreto flussi contenente le quote riservate alla formazione all’estero.

Per poter presentare domanda di assunzione di un lavoratore che abbiano completato un programma di istruzione e formazione nel suo Paese di origine, ai sensi dell’articolo 23 del testo unico sull’immigrazione, il datore di lavoro deve inviare per via telematica la richiesta di nulla osta al lavoro attraverso il Modello B-PS disponibile sul sito del Ministero dell'Interno.

Gli Ispettorati Territoriali del Lavoro, provvederanno a riscontrare sulla lista la presenza dei nominativi dei lavoratori stranieri distinti per Paese di appartenenza. Solo nell'ipotesi di riscontro positivo procederanno a richiedere - per il tramite dell'Ispettorato Nazionale del lavoro - alla Direzione Generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali le relative quote fornendo gli elementi anagrafici identificativi dei lavoratori richiesti.

A questo punto la procedura è analoga a quella prevista per gli altri ingressi per motivi di lavoro. Lo Sportello Unico se non esistano motivi ostativi da parte della questura, convoca il datore di lavoro per la presentazione dei documenti indicati nella domanda, il rilascio del nulla osta e la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Il nulla osta sarà valido per un periodo non superiore a 6 mesi dalla data del rilascio. A questo punto il lavoratore straniero deve fare richiesta del visto agli uffici consolari del suo paese di provenienza. Il Consolato comunica allo straniero la proposta di contratto di soggiorno per lavoro e rilascia entro 30 giorni dalla richiesta, il visto d’ingresso e l’indicazione del codice fiscale. Una volta ottenuto il visto, il lavoratore può entrare in Italia.
Entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia, il lavoratore straniero si reca presso lo Sportello Unico competente che verificata la documentazione, consegna al lavoratore il certificato di attribuzione del codice fiscale. Il lavoratore straniero, sottoscrive il contratto di soggiorno per lavoro, senza apporre modifiche o condizioni allo stesso, che viene conservato presso lo Sportello medesimo.
Lo Sportello Unico provvede altresì a far sottoscrivere al lavoratore straniero il modulo di richiesta del permesso di soggiorno che viene inviato alla Questura competente tramite l’inoltre di un apposito kit presso l’ufficio postale.
 
 
-D.Lgs 286/1998 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 191, Supplemento Ordinario n. 139 del 18 agosto 1998, Titolo III, “Disciplina del lavoro" – Articolo 23.
  
D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 258, 3 novembre 1999 -Supplemento Ordinario n. 190, Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Articolo 34
 
Decreto Ministeriale del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 29 gennaio 2013, recante modalità di predisposizione dei programmi di istruzione e di formazione e i criteri per la loro valutazione