
Come si ottiene il visto per affari?
Il visto per affari consente l'ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di breve durata, allo straniero che intenda viaggiare per finalità economico-commerciali, per contatti o trattative, per l'apprendimento o la verifica dell'uso e del funzionamento di beni strumentali acquistati o venduti nell'ambito di contratti commerciali e di cooperazione industriale. Il visto per affari consente di soggiornare per un massimo di 90 giorni nell’arco di sei mesi.
Come richiedere e ottenere il visto per affari in Italia?
Il visto si richiede all'Ambasciata/Consolato italiano, allegando alla domanda la documentazione atta a comprovare: a) la propria condizione di operatore economico-commerciale; b) la finalità del viaggio per il quale è richiesto il visto; c) il possesso di adeguati mezzi economici di sostentamento; d) la disponibilità di un alloggio, mediante prenotazione alberghiera o dichiarazione di ospitalità, prestata da cittadino dell’U.E. o straniero regolarmente residente in Italia; e) assicurazione sanitaria
Per maggiori infromazioni sui documenti necessari: https://vistoperitalia.esteri.it/
Che cos’è la dichiarazione di invito?
Qualora il cittadino straniero viaggi per affari invitato in Italia da un’impresa operante in territorio nazionale, per contatti, trattative economiche o commerciali, per l'apprendimento o la verifica dell'uso e del funzionamento di macchinari acquistati o venduti nell'ambito di contratti commerciali e di cooperazione industriale con imprese italiane o per il relativo aggiornamento professionale, per la visita alle strutture dell’impresa italiana, ovvero per la partecipazione a mostre o fiere di settore in Italia, l’istanza di rilascio del visto d’ingresso deve essere accompagnata da una “dichiarazione d’invito” sottoscritta dall’Ente o dalla stessa impresa italiana, con la quale si indichi il periodo ed il motivo del soggiorno richiesto, nonché l’attività che sarà svolta dallo straniero invitato. Il visto per affari, in presenza di analoghi requisiti, può essere rilasciato anche alle persone che accompagnino, per documentate ragioni di lavoro, il richiedente.
Quale attività lavorativa è possibile svolgere con un visto per affari?
Il Decreto Ministeriale n. 850 del 2011 stabilisce che Il visto per affari consente l’ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di breve durata, allo straniero che intenda viaggiare per finalità economico-commerciali, per contatti o trattative, per l’apprendimento o la verifica dell’uso e del funzionamento di beni strumentali acquistati o venduti nell’ambito di contratti commerciali e di cooperazione industriale.
Quali attività sono consentite nell’ambito della "verifica dell'uso e del funzionamento di beni strumentali?
In merito all'interpretazione dell'attività di "verifica dell'uso e del funzionamento di beni strumentali”, la prassi amministrativa tende ad ammettere l'assemblaggio tecnico e la messa in esercizio del bene se sono attività temporanee, legate a un contratto di compravendita o locazione finanziaria e svolte da tecnici altamente specializzati della ditta venditrice (straniera o italiana). Anche la manutenzione e la riparazione, se finalizzate a ripristinare il corretto "uso e funzionamento" del bene acquistato/venduto, possono rientrino nel perimetro del visto affari, purché non si traducano in una prestazione d'opera continuativa.
In linea generale, la definizione normativa di attività consentite con il visto affari è molto generica e lascia spazio a differenti interpretazioni in materia. Come regola generale, i viaggi per affari non implicano lo svolgimento di un’attiva lavorativa in Italia e le attività che possano essere definita come “prestazione di servizi” non possono essere considerate come affari e comportano la necessità di essere in possesso di un permesso di lavoro, indipendentemente dalla durata del viaggio.
Con il visto affari è consentite l’attività di "formazione on the job", su beni strumentali, acquistati o venduti nell'ambito di contratti commerciali?
L'attività di "formazione on the job" (addestramento) viene generalmente consentita con il visto affari, se finalizzata a verificare il corretto funzionamento del bene acquistato o venduto (collaudo) e a istruire il personale sull'uso, la manutenzione o il montaggio di macchinari complessi previsti dal contratto commerciale. Perché l'attività rientri nell’ambito delle attività consentite con il visto affari e non in quello per lavoro, è necessario che l’attività abbia una durata limitata e predefinita e che il "tutoraggio" sia finalizzato esclusivamente al trasferimento di Know-how tecnico specifico sul macchinario. Inoltre il lavoratore straniero deve continuare a essere pagato per l’attività svolta esclusivamente dalla propria azienda di appartenenza all'estero.