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17 luglio 2019

Von der Leyen: "Un nuovo patto europeo su migrazione e asilo"


Il discorso all'Europarlamento della nuova presidente della Commissione Europea. "Superiamo le nostre differenze"

Una gestione “umana” dei confini,  un “nuovo patto su migrazione e sull’asilo”, che preveda solidarietà e condivisione degli oneri tra gli Stati membri, cooperazione con i Paesi d’origine e di transito. Sono punti del programma di Ursula von der Leyen, neo eletta presidente della Commissione Europea

 

Nel discorso con cui si è presentata ieri al Parlamento Europeo a  Strasbrurgo, Von der Leyen ha ricordato i 17 mila morti nel Mediterraneo negli ultimi 5 anni, ribadendo che “in mare c'è il dovere di salvare vite e nei nostri Trattati e convenzioni c'è il dovere legale e morale di rispettare la dignità di ogni essere umano. L'Unione europea può e deve difendere questi valori. L'Unione europea ha bisogno di confini umani”. 

 

Salvare, però, basta. Bisogna ridurre la migrazione irregolare e combattere i trafficanti, ma anche, ha sottolineato, “preservare il diritto di asilo e migliorare la situazione dei rifugiati, ad esempio attraverso corridoi umanitari in stretta cooperazione con l'UNHCR. Abbiamo bisogno di empatia e azioni risolute”.

Von del Leyen si dice consapevole di quanto il tema sia divisivo in Europa e della necessità di una sintesi tra le diverse posizioni. Bisogna, quindi, “affrontare le legittime preoccupazioni di molti e guardare a come superare le nostre differenze. Proporrò un nuovo patto su migrazione e asilo, compreso il rilancio della riforma di Dublino”. Questa sarà anche il presupposto per tornare a un’area Schengen di libera circolazione pienamente funzionante, “motore principale della nostra prosperità, sicurezza e libertà”. A questo obiettivo, è funzionale un'Agenzia europea per le guardie costiere e di frontiera rafforzata: “Dobbiamo raggiungere un corpo permanente di 10.000 guardie di frontiera di Frontex non entro il 2027, ma molto prima, almeno entro il 2024”.

Dobbiamo modernizzare, ha aggiunto la neo presidente, il nostro sistema di asilo. “Un sistema europeo comune di asilo deve essere esattamente questo - comune. Possiamo avere confini esterni stabili solo se forniamo un aiuto sufficiente agli Stati membri che subiscono la maggiore pressione a causa della loro posizione sulla mappa”. Serve “solidarietà”: “Abbiamo tutti bisogno di aiutarci e di contribuire. Abbiamo bisogno di un nuovo modello di condivisione degli oneri. E dobbiamo offrire offerte di cooperazione equa ai paesi di origine e di transito che sono nell'interesse di entrambe le parti. Diplomazia, sviluppo economico, investimenti, stabilità e sicurezza sono necessari affinché le persone abbiano una prospettiva”.

Von del Leyen ha raccontato anche di aver accolto quattro anni fa nella sua famiglia un diciannovenne siriano. “Non parlava tedesco ed era profondamente segnato dalla sua esperienza di guerra civile e fuga. Oggi parla correntemente tedesco, inglese e arabo. Di giorno è un leader della comunità, sta facendo formazione professionale e studia per il diploma di scuola superiore la notte. È un'ispirazione per tutti noi. Un giorno, vuole tornare a casa”.