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01 aprile 2026

Istat, popolazione stabile grazie alle migrazioni.


Continua il calo della fecondità, 440 mila le migrazioni dall’estero

Diminuiscono le nascite, stabili i decessi: nel 2025, 355mila i nati, 652mila i decessi. Prosegue in Italia il calo della fecondità, comune a molti Paesi europei: nel 2025 scende a 1,14 figli per donna. Nel panorama europeo l’Italia è uno dei Paesi con la più elevata speranza di vita: nel 2025 arriva a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne. In questo contesto di invecchiamento generalizzato tocca all’immigrazione tirare su i numeri fino a compensare le perdite. Secondo l’annuale Rapporto dell’Istat sugli indici deografici le immigrazioni dall’estero sono 440mila, le emigrazioni per l’estero 144mila. Mobilità internazionale in flessione ma il saldo migratorio rimane ampiamente positivo: nel 2025 è pari a +296mila unità.

Quasi 190mila stranieri residenti in più e altrettanti italiani in meno

Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente di cittadinanza straniera è pari a 5 milioni e 560mila unità, in aumento di 188mila individui (+3,5%) rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sulla popolazione totale del 9,4%. La crescita della popolazione straniera è trainata soprattutto da un forte saldo migratorio con l’estero (+348mila), cui si accompagna un saldo naturale di entità inferiore ma positivo (+36mila). Unica voce in perdita per gli stranieri residenti (ma meramente da un punto di vista definitorio, essendo riferita a individui che continuano a risiedere nel Paese) è quella relativa alle acquisizioni della cittadinanza italiana che si attestano a 196mila.
La presenza straniera si concentra soprattutto al Nord, dove risiedono 3 milioni 230mila individui (pari al 58,1% degli stranieri residenti in Italia), per un’incidenza rispetto al totale dei residenti pari all’11,7%. Nel Centro risiedono un milione 344mila stranieri (24,2% del totale) con un’incidenza dell’11,5%. Più contenuta è la presenza di residenti stranieri nel Mezzogiorno, 986mila unità (17,7%), che rappresentano appena il 5,0% della popolazione residente in questa area geografica.
La popolazione di cittadinanza italiana ammonta a 53 milioni 383mila unità, in calo di 189mila individui rispetto al 1° gennaio 2025 (-3,5 per mille). Il bilancio negativo dei residenti italiani si deve principalmente a un saldo naturale ampiamente negativo (-333mila), a cui si associa anche un saldo migratorio con l’estero che, tra rimpatri ed espatri, si attesta sul valore di -53mila. Il calo di residenti italiani, comune a tutte le ripartizioni, raggiunge il massimo nel Mezzogiorno con 118mila connazionali in meno (-6,3 per mille).
Nel 2025 le acquisizioni di cittadinanza italiana (come detto 196mila) risultano in diminuzione rispetto ai livelli degli anni precedenti (214mila nel 2023 e 217mila nel 2024). Il calo è da imputare principalmente alle modifiche del quadro normativo introdotte dal D.L. 36/2025 (convertito nella Legge n. 74/2025) che prevede restrizioni all’acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis. Ciononostante, il Paese mantiene un maturo livello di integrazione dei cittadini stranieri residenti, tale da consentire ogni anno a decine di migliaia di individui di diventare italiani. Un elemento, questo, che sul piano quantitativo attenua la progressiva diminuzione della popolazione di cittadinanza italiana.
Nel 2025 i cittadini albanesi e marocchini mantengono il primato per volume di acquisizioni (rispettivamente 26mila e 23mila casi), seguiti dai cittadini rumeni (16mila) che si confermano al terzo posto. Circa un terzo del totale delle acquisizioni è detenuto da queste tre nazionalità originarie.
Il confronto anno su anno dei flussi di acquisizione della cittadinanza italiana mette in luce variazioni negative tra le comunità storicamente più importanti: si registrano forti cali rispetto al 2024 tra gli albanesi e gli argentini (-6mila), i marocchini (-4mila), i brasiliani (-3mila), gli indiani (-3mila) e i moldavi (-2mila). In controtendenza risultano invece le acquisizioni da parte di cittadini pakistani (+2mila), filippini (+1500) e rumeni (+1000).

Immigrazioni in lieve calo e forte riduzione degli espatri dei cittadini italiani

Le immigrazioni dall’estero sono circa 440mila nel 2025, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (-2,6%). Il calo interessa sia i cittadini stranieri (383mila ingressi, -2,5%) sia gli italiani di ritorno dall’estero (56mila rimpatri, -3,4%). Gli ingressi diminuiscono soprattutto per i cittadini stranieri provenienti dall’Europa centro-orientale (60mila, -15,4%), in particolare dall’Ucraina (-33,9%), e dai Paesi dell’Unione europea (38mila, -8,4%).
Si riducono anche gli ingressi dall’America centro-meridionale (55mila, -15,7%) e, in misura più contenuta, dall’Africa (110mila, -2,9%) anche perché rimangono consistenti le immigrazioni dei cittadini stranieri provenienti da Marocco, Egitto e Tunisia (complessivamente 76mila ingressi).
In controtendenza i flussi dall’Asia, che raggiungono 116mila ingressi, registrando una crescita significativa (+18,6%), soprattutto grazie ai flussi dal Bangladesh (37mila, +22,0%), dall’India (17mila, +22,7%) e dal Pakistan (26mila, +20,0%). Gli italiani che rientrano nel Paese provengono prevalentemente (oltre la metà del totale) dall’Unione europea (31mila, +2,3%).
Nel 2025 risultano in forte diminuzione le emigrazioni verso l’estero, che si attestano a 144mila unità (-23,7% sul 2024), il valore minimo dell’ultimo decennio. La contrazione riguarda sia gli espatri dei cittadini italiani (109mila espatri, -22,7%) sia le emigrazioni degli stranieri (35mila, -26,5%).
A parziale motivazione del contenimento degli espatri nel 2025 va ricordato che nel 2024 è stato registrato un numero eccezionale di iscrizioni all’AIRE, in seguito all’introduzione di norme più stringenti su tale fronte. In parte, quindi, l’effetto normativo ha determinato uno shock i cui effetti si riversano sulla variazione del 2025 sul 2024.
La diminuzione degli espatri dei cittadini italiani interessa quasi tutte le principali aree di destinazione. L’Unione europea si conferma tuttavia il principale polo attrattivo con 68mila espatri (-27,7%). Nel dettaglio dei principali Paesi di destinazione, diminuiscono soprattutto gli espatri verso la Germania (13mila, -37,1%) e il Regno Unito (11mila, -38,4%). Al di fuori dell’Europa, diminuiscono i flussi degli italiani verso gli Stati Uniti (-6,5%) e l’Australia (-9,3%).
Il saldo migratorio complessivo con l’estero, pari a circa +296mila unità, è il risultato di due dinamiche opposte: da un lato, il guadagno dovuto alle immigrazioni di cittadini stranieri (+348mila), dall’altro la perdita di cittadini italiani (-53mila). In termini relativi, il tasso migratorio con l’estero è pari a +5,0 per mille abitanti, più elevato al Nord e al Centro, rispettivamente pari al 5,8 e al 5,2 per mille, più contenuto nel Mezzogiorno dove si ferma al 3,7 per mille.
La mobilità dei cittadini nazionali è fenomeno diffuso in tutta Europa, al punto che in molti Paesi il saldo migratorio dei propri cittadini è negativo. Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2024 l’Italia presenta un tasso migratorio dei propri cittadini pari a -1,5 per mille, un valore in linea con quello osservato in diversi Paesi dell’Europa occidentale, come il Belgio (-1,4) e la Svizzera (-1,2), e meno negativo rispetto a quello di un Paese importante come la Svezia (-2,1). Anche tra gli altri principali Paesi europei si osservano tassi migratori dei connazionali negativi, seppur su livelli più contenuti rispetto all’Italia, come in Germania (-1,1), Francia (-0,9) e Austria (-0,8), mentre la Spagna rappresenta un’eccezione, con un tasso positivo ma prossimo allo zero (0,2).

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