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01 aprile 2026

Bonus asilo nido 2026: attivo il servizio per la domanda


Fino a 3.600 euro all’anno, in base all’ISEE. Nella circolare, l'elenco dei permessi di soggiorno validi per chiedere il contributo

Con il messaggio 31 marzo 2026, n. 1136, l’INPS comunica l’apertura del servizio per la presentazione della domanda di Bonus asilo nido 2026. Il contributo è destinato, a determinate condizioni, anche ai cittadini stranieri in Italia. Nella circolare INPS 27 marzo 2026, n. 29 c'è l'elenco dei permessi di soggiorno che abilitano alla richiesta. 

Domanda valida fino ai tre anni

Da quest’anno la domanda è valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni.

Per le domande di contributo asilo nido, ogni anno basterà scegliere le mensilità per le quali si chiede il contributo e caricare i documenti di spesa entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello delle mensilità richieste.

La domanda deve essere presentata dal genitore che paga la retta specificando le mensilità. 

Per bambini affetti da gravi patologie croniche, che non possono frequentare il nido, il genitore che convive e risiede con il bambino può presentare la domanda di contributo per forme di supporto presso la propria abitazione.

Importi basati sull’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per inclusione

Il contributo può arrivare fino a 3.600 euro all’anno, in base all’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per inclusione, neutralizzato dagli importi erogati per l’Assegno unico e universale (AUU).

Domanda solo online

È possibile presentare la domanda direttamente dal portale INPS con SPID, CIE o CNS oppure tramite patronato.

Strutture ammesse

Il contributo è riconosciuto solo per nidi e strutture abilitate a erogare servizi educativi ai bambini di età 0–3 anni: 

  • nidi e micronidi;
  • sezioni primavera;
  • spazi gioco;
  • servizi educativi in contesto domiciliare.

Controllo INPS sull’abilitazione delle strutture educative

Per tutelare le famiglie, l’INPS prima di accogliere le domande verifica sempre che la struttura indicata nella domanda sia regolarmente abilitata a erogare i servizi educativi secondo la specifica normativa regionale:

  • consultando gli elenchi regionali/comunali;
  • chiedendo conferma agli enti competenti in caso di dubbi.

Se la struttura non risulta abilitata, il contributo non può essere riconosciuto.

Per fare la domanda, è necessario richiedere alla struttura educativa frequentata dal bambino i riferimenti precisi della sua abilitazione, che bisognerà inserire nella domanda per le verifiche dell’INPS. L’inserimento di riferimenti precisi riduce i tempi di lavorazione della domanda.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la circolare INPS 27 marzo 2026, n. 29.

Fonte: INPS