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05 maggio 2026

Su.Pr.Eme. 2: istituzioni, territori e comunità insieme contro il caporalato


Una giornata intensa di confronto, riflessione e visione condivisa lo scorso 23 aprile a Bari

Una giornata intensa di confronto, riflessione e visione condivisa ha segnato, negli spazi della Sala di Jeso della Presidenza della Regione Puglia, il lancio ufficiale del programma Su.Pr.Eme. 2 FSE+ e la premiazione della IV edizione del contest narrativo “Oltre il ghetto”.

Presenti, per l’occasione, i rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali, organizzazioni del terzo settore, operatori sociali, mediatori linguistico interculturali e partner di progetto, confermando l’impegno di voler costruire una governance condivisa capace di affrontare in maniera strutturale il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nelle cinque regioni del Sud e costruire percorsi di accompagnamento verso l’autonomia e l’inclusione sociale e lavorativa.

In questa prospettiva, sono stati approfonditi i principali interventi previsti dal programma: dalle attività di outreach negli insediamenti informali alla presa in carico personalizzata attraverso il dispositivo del budget integrazione, fino alla complementarità tra i fondi FAMI, FSE+ e FESR.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’analisi culturale e sociale del fenomeno del caporalato, attraverso la presentazione del rapporto “Cronache di caporalato e lavoro sfruttato. Spazi di visibilità e forme di rappresentazione nella stampa italiana”, che ha offerto uno sguardo critico sulla rappresentazione mediatica e la percezione del tema, mettendo in luce stereotipi e narrazioni semplificate.

Un auspicio forte anima le azioni del programma Su.Pr.Eme. 2: promuovere una reale corresponsabilità collettiva, fondata sulla consapevolezza che il contrasto allo sfruttamento lavorativo non possa esaurirsi in interventi emergenziali o frammentati, ma richieda invece azioni strutturate, coordinate e condivise tra istituzioni, territori e comunità.

«Chiamatela governance multilivello, intreccio di competenze, tessere di un puzzle o pixel di un’immagine da ricomporre: se ognuno di noi non farà la propria parte con grande senso di responsabilità, lavorando insieme e costruendo un vero coordinamento tra tutte le componenti coinvolte, non riusciremo ad arrivare alla meta», ha infatti ribadito Stefania Congia, DG Politiche migratorie e inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

L’evento ha rilanciato con forza il tema della dignità del lavoro e della necessità di costruire percorsi reali di emancipazione: «Se una persona vuole uscire da una condizione di sfruttamento, deve poter avere immediatamente l’opportunità di trovare un altro lavoro che le permetta davvero di emanciparsi da quella situazione». Da qui l’appello della dottoressa Congia a rafforzare l’alleanza con datori di lavoro e organizzazioni sindacali per garantire condizioni dignitose, contratti regolari e diritti effettivamente tutelati.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata alle attività di comunicazione del programma Su.Pr.Eme. 2 e alla premiazione del contest “Oltre il ghetto”, giunto alla sua quarta edizione.

Attraverso parole, immagini e testimonianze, il contest continua a raccontare storie di riscatto, dignità e inclusione sociale. Un’azione progettuale che negli anni è diventata uno strumento essenziale per promuovere una narrazione diversa dei fenomeni migratori e dello sfruttamento lavorativo, capace di restituire centralità alle persone, alle loro esperienze e ai percorsi di emancipazione.

Nella sezione premio giornalistico ha vinto Stefano Martella con l’articolo dal titolo “Per giorni senza cure e con i piedi fratturati. Basta un po' d’acqua”, pubblicato sul Quotidiano di Puglia il 31 agosto 2024, Cristina Tellini ha ricevuto il riconoscimento per la sezione Illustrazioni con l’opera dal titolo “Uguaglianza”, “Filmon e l’azienda apicola Nahla” sono stati premiati per la sezione Imprese Etiche e “La corsa di Nana” ha ricevuto il premio per la sezione Storie di libertà.

A rimanere, al termine dell’evento, non è solo l’istantanea di un programma quinquennale ambizioso e articolato, ma soprattutto la consapevolezza che il reale cambiamento nasce dalle relazioni umane. Perché contrastare il caporalato e le marginalità sociali è soprattutto costruire fiducia, continuare a coltivare speranza e assumersi la responsabilità dell’ascolto e della presenza.

 

 

         



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