
Con la Delibera n. 23/28 del 13 maggio 2026 è stato approvato il Programma annuale per l’immigrazione – annualità 2026, previsto dalla Legge regionale 24 dicembre 1990, n. 46, recante “Norme di tutela e di promozione delle condizioni di vita dei lavoratori extracomunitari in Sardegna”.
Il Piano 2026 definisce il quadro degli interventi regionali in materia di immigrazione, integrazione e inclusione sociale, introducendo una nuova impostazione organizzativa e strategica volta a rendere più chiari, coordinati ed efficaci gli strumenti di intervento.
Il Programma si basa su un sistema di governance multilivello e supera l’impostazione degli anni precedenti, articolandosi in sei Assi strategici:
- Interventi per facilitare l’inserimento dei nuovi arrivati e promuovere percorsi di inclusione sociale e territoriale.
- Azioni per favorire occupazione, riqualificazione professionale e accesso alle opportunità formative.
- Misure di contrasto allo sfruttamento lavorativo e sostegno ai percorsi di regolarizzazione.
- Iniziative per l’integrazione scolastica, la partecipazione e il contrasto alla dispersione scolastica, con attenzione alle seconde generazioni.
- Campagne informative e attività di sensibilizzazione per promuovere una corretta narrazione del fenomeno migratorio e favorire la coesione sociale.
- Progetti in sinergia con i Paesi di origine per rafforzare relazioni, scambi e percorsi condivisi di sviluppo.
Elemento centrale del Programma 2026 è il forte investimento su giovani e minori stranieri non accompagnati (MSNA), attraverso interventi sviluppati in collaborazione con il Garante regionale, l’Associazione delle Tutrici e dei Tutori della Sardegna e i servizi territoriali delle politiche sociali.
L’obiettivo è superare progressivamente il modello basato esclusivamente sulle comunità di accoglienza, promuovendo percorsi fondati sulla dimensione familiare, sul supporto educativo e sull’accompagnamento specialistico.
Tra le principali azioni previste:
- una campagna regionale di sensibilizzazione sull’affidamento familiare dei MSNA, rivolta alle famiglie sarde e finalizzata a informare su procedure, requisiti e modalità di attivazione dei percorsi di accoglienza;
- due incontri di aggiornamento, formazione e consulenza destinati a operatori pubblici, privato sociale e famiglie affidatarie;
- il rafforzamento dei servizi territoriali tramite mediatori interculturali e figure specialistiche nei PLUS, nei Consultori e negli Uffici di Piano;
- il sostegno alla formazione dei tutori volontari dei MSNA attraverso un contributo all’Associazione Tutrici e Tutori della Sardegna.
Ampio spazio è dedicato anche alla partecipazione giovanile e alle seconde generazioni, riconosciute come protagoniste dei processi di integrazione e cittadinanza attiva. Tra le iniziative:
- istituzione di una sezione speciale della Consulta giovani (18–35 anni);
- nuovo avviso pubblico da 60.000 euro per progetti delle associazioni delle diaspore, con focus su supporto scolastico e orientamento;
- nuova edizione del Concorso “Graziano Deiana”, con laboratori di cittadinanza democratica nelle scuole.
Il Piano conferma inoltre la campagna regionale “Nessuno è straniero all’Umanità”, finanziata con 30.000 euro, per promuovere inclusione, dialogo e contrasto ai pregiudizi.
Proseguiranno le attività di ricerca e monitoraggio a supporto delle progettualità finanziate dal POR FSE+, affidate tramite procedura ad evidenza pubblica.
Tra le ulteriori novità del 2026 figurano:
- un corso di qualificazione e aggiornamento per mediatori interculturali operanti in Sardegna;
- incontri territoriali sul nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo, la cui entrata in vigore è prevista da giugno 2026.
La programmazione finanziaria del Piano prevede circa 270.000 euro di risorse regionali e circa 8 milioni di euro derivanti da fondi europei e nazionali acquisiti tramite procedure ad evidenza pubblica.
Il Programma annuale per l’immigrazione 2026 si inserisce così in un percorso di rafforzamento delle politiche per l’inclusione, orientato alla partecipazione, alla tutela dei diritti e alla valorizzazione delle comunità presenti sul territorio regionale.
Fonte: Sardegna Immigrazione