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26 giugno 2026

Dal deserto al mare, Mahmoud canta il suo viaggio


Il brano di Mahmoud Attala, in arte Body, giovane egiziano accolto a Crotone e inserito in un percorso di inclusione socio-lavorativa di PUOI PLUS

“Mi hai preso per mano dal buio del mare, / senza vestiti e senza amore, / mi ha dato un posto per ricominciare

Il giovane Mahmoud Attala, in arte Body, canta così la sua gratitudine a Crotone, dove è arrivato da minore non accompagnato e dove oggi sta costruendo la sua vita. Dal deserto al mare, il suo brano di esordio, da pochi giorni online, racconta il viaggio iniziato in Egitto lasciando la sua famiglia, proseguito tra tante difficoltà in Turchia, per poi rischiare la vita tra le onde del Mediterraneo fino alla salvezza in Italia. Una storia personalissima, che però richiama quelle di decine di migliaia di altri ragazzi e ragazze oggi accolti, protetti e accompagnati all’autonomia nel nostro Paese.

Dal deserto al mare è stato presentato martedì sera a Crotone nel corso dell’evento "Frame&Beat KR: immagini e ritmi di accoglienza", un momento di restituzione pubblica delle attività educative, culturali e artistiche realizzate negli ultimi mesi dai minori stranieri non accompagnati ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria gestito dall’associazione Sabir. Il brano, in arabo e in italiano, è stato realizzato con la collaborazione di Dj Tanuzzo (Gaetano Frattolillo), educatore e musicista che ha curato la parte musicale e sostenuto il giovane artista nel suo percorso creativo.

Non c’è solo il rap nella vita di Mahmoud, accompagnato dagli operatori di Sabir, dalla sua tutrice volontaria e dalla rete di relazioni positive sviluppate sul territorio. Alle tante attività culturali, sportive e laboratoriali messe in campo dall'associazione, si è affiancato l’apprendimento della lingua italiana e la partecipazione a un percorso di PUOI PLUS, azione di sistema per l’inserimento socio-lavorativo di migranti vulnerabili promossa dal MLPS, finanziata da FAMI ed FSE+ e realizzata da Sviluppo Lavoro Italia.


Mahmoud Attala, in arte Body

“PUOI PLUS – racconta l’associazione Sabir - ha consentito al giovane di svolgere un tirocinio professionalizzante presso il ristorante Orfeo di Crotone. Un'opportunità che si è successivamente trasformata in un contratto di lavoro, offrendo a Mahmoud una concreta prospettiva di autonomia e riscatto sociale. Alla serata hanno preso parte con orgoglio e visibile commozione anche i titolari del ristorante e l'intera équipe del locale, che fin da subito hanno accolto Mahmoud come uno di famiglia, accompagnandolo con affetto nel suo percorso di crescita professionale e personale”.

A fare da cornice alla serata “Frame&Beat KR: immagini e ritmi di accoglienza”, che ha visto la partecipazioni di istituzioni e associazioni locali, è stata la mostra fotografica "Una città, tanti sguardi", che ha raccolto una selezione di immagini realizzate dagli stessi ragazzi del Cas. Attraverso i loro scatti, i giovani hanno raccontato luoghi simbolo di Crotone osservati con occhi nuovi, offrendo uno sguardo originale sulla città che li ha accolti. Erano presenti anche giovani migranti che, dopo il percorso nel Cas per minori stranieri non accompagnati, sono oggi inseriti nel Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai) di Crotone.


"Una città, tanti sguardi"