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13 luglio 2026

A Firenze la X edizione di "Protagonisti!": le nuove generazioni al centro del futuro dell'Europa


Dall'appartenenza alla partecipazione, istituzioni, associazioni e mondo accademico a confronto sul ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una cittadinanza europea più inclusiva

Il 10 luglio la città di Firenze ha ospitato la decima edizione di "Protagonisti! Le Nuove Generazioni Italiane si raccontano", il seminario nazionale promosso dal CoNNGI, in collaborazione con l'associazione territoriale ICSE, Ministero del Lavoro, OIM e Sviluppo Lavoro Italia, dedicato quest'anno al tema "Nuove Generazioni Europee: identità, appartenenza e partecipazione", che ha riunito istituzioni, associazioni e organizzazioni impegnate nella promozione della cittadinanza attiva e della partecipazione giovanile.

Ad aprire i lavori è stata la presidente del CoNNGI Alba Lala, che ha definito l'incontro con le istituzioni locali e nazionali "una necessità democratica". Nel celebrare la decima edizione di Protagonisti, Lala ha invitato a interrogarsi sul presente, ponendo al centro il tema della costruzione dell'appartenenza e della fiducia. "Le nuove generazioni non sono solo il futuro di questo Paese, ma il suo presente", ha affermato, sottolineando come il riconoscimento del loro contributo sociale ed economico rappresenti un atto politico e come partecipare significhi assumersi la complessità per costruire politiche migliori. Bianca Elena Stan, di ICSE, ha evidenziato il valore delle relazioni e delle reti come motore del cambiamento, richiamando il diritto alla mobilità europea e l'importanza di rendere opportunità come Erasmus accessibili a tutti. "L'Europa diventa reale quando permette di costruire ponti tra le persone", ha sottolineato. Nel videomessaggio inviato all'evento, la Sindaca di Firenze Sara Funaro ha ribadito che le nuove generazioni sono parte integrante della crescita del Paese, ricordando la scelta del Comune di conferire la cittadinanza onoraria agli studenti che hanno completato un ciclo di studi in città come segno di un'Europa aperta e inclusiva. L'assessora regionale Alessandra Nardini ha richiamato la necessità di restituire centralità ai giovani, recuperando lo spirito originario del progetto europeo, nato per garantire pace, stabilità e benessere. Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Raffaele Ieva ha ribadito l'impegno a sostenere il successo formativo, la partecipazione e l'associazionismo delle ragazze e dei ragazzi con background migratorio, riconoscendo il valore del lavoro del CoNNGI e del Manifesto delle Nuove Generazioni Italiane quale contributo al dibattito pubblico e alla definizione di politiche sempre più attente alle aspirazioni dei giovani. Agostino Petrangeli, di Sviluppo Lavoro Italia, ha definito le nuove generazioni un esempio di cittadinanza attiva e di multiculturalità, mentre Salvatore Sortino, direttore dell'OIM Italia, ha invitato a guardare alle identità come realtà in continua evoluzione, riconoscendo in iniziative come "Protagonisti!" uno spazio capace di valorizzare ciò che le nuove generazioni già rappresentano per la società. 

L'evento è proseguito con la testimonianza di Ikram El Idrissi Sbai, facilitatrice e Project Assistant di ICSE, che ha raccontato il proprio percorso personale, spiegando come Firenze abbia rappresentato il luogo in cui ha potuto ricostruire la propria identità europea. Grazie alle opportunità offerte dai programmi di mobilità, a partire dal suo primo Erasmus e dai successivi scambi internazionali, ha sperimentato concretamente il valore della cittadinanza europea. "L'Europa è qui, siamo noi", ha affermato, ricordando anche un progetto promosso sul territorio fiorentino che ha consentito a 42 studenti di vivere esperienze formative in diversi Paesi europei. 

Il panel "Abitare l'Europa: la relazione tra dimensione europea e locale, tra politiche pubbliche e opportunità quotidiane" ha approfondito il rapporto tra identità europea, partecipazione e politiche pubbliche, mettendo in dialogo mondo accademico, istituzioni e società civile. La sociologa Ivana Acocella ha richiamato la necessità di salvaguardare la coesione sociale come condizione imprescindibile per costruire comunità inclusive. Il giurista Paolo Morozzo della Rocca ha invece posto la domanda: "Come rendere l'Europa abitabile?". La risposta passa dalla capacità di considerare l'inclusione come un valore fondante, contrastando ogni forma di esclusione che finisce per indebolire la democrazia. Ha quindi invitato a costruire "coalizioni culturali" capaci di recuperare l'idea originaria dell'Europa come spazio di diritti, welfare e solidarietà, in un contesto segnato da una comunicazione sempre più polarizzata e violenta. L'eurodeputato Brando Benifei ha ribadito l'importanza di investire nelle occasioni di incontro tra i giovani, proponendo di ampliare programmi come Erasmus anche ai lavoratori e ad altre categorie di cittadini. "L'Unione europea non ha futuro se non investe nella crescita delle nuove generazioni attraverso esperienze di incontro e scambio", ha osservato. Sul ruolo dell'attivismo dal basso si è soffermato Dario Noschese, presidente di Progeu, sottolineando come il cambiamento possa partire dalle comunità locali attraverso cittadini consapevoli e partecipi. Abdullahi Ahmed, consigliere comunale di Torino, ha infine portato l'esperienza del Festival di Ventotene, dedicato ai temi dell'europeismo e della cittadinanza attiva, come esempio di uno spazio in cui le nuove generazioni possono confrontarsi sui valori fondanti del progetto europeo. 

La giornata si è conclusa con la tavola rotonda "Essere europei oggi: appartenenza, cittadinanza e protagonismo", moderata da Mohamed El Khaddar, con gli interventi di Laura Sparavigna, assessora del Comune di Firenze, del consigliere comunale di Genova Simohamed kaabour, di Kawtar Haddas di ICSE e della presidente del CoNNGI Alba Lala. Il confronto ha posto al centro il legame tra la dimensione locale dell'impegno civico e quella europea, evidenziando come associazioni, amministrazioni locali e reti territoriali possano tradurre concretamente i valori dell'Unione nelle politiche e nelle pratiche quotidiane. È emersa con forza l'idea che il protagonismo delle nuove generazioni, portatrici di identità plurali e di esperienze transnazionali, rappresenti una risorsa fondamentale per costruire un senso di appartenenza che sappia coniugare il livello locale, nazionale ed europeo.





 

 

         



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