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31 dicembre 2024

Mediatore di speranze


La storia di Sourav Ahmed

Sourav viene dal Bangladesh ed è arrivato in Italia nel 2020, dopo un viaggio di tre mesi con l’obiettivo chiaro di raggiungere l’Italia, dove già vivevano alcuni amici. A soli diciassette anni, Sourav mette piede a Lampedusa, per poi trascorrere alcuni giorni a Ragusa. Successivamente, viene accolto in un centro di accoglienza per minori in un piccolo paese della provincia di Salerno. In questo centro, inizia a studiare l’italiano e, dopo pochi mesi, consegue il suo primo attestato di lingua italiana. Ma non si ferma lì: si iscrive al CPIA di Vallo della Lucania, dove completa il percorso per ottenere la terza media dopo un anno di studio. Contemporaneamente, frequenta il corso per la patente. Dopo circa un anno e mezzo, Sourav inizia a lavorare. Il suo primo impiego è come mediatore culturale in un ospedale di Salerno, un’attività che affianca al lavoro di cameriere in un ristorante. "Quando sono arrivato in Italia, non c’era quasi nessuno con cui potevo comunicare nella mia lingua. Ho avuto difficoltà a interagire con gli operatori. Per questo ho deciso di diventare mediatore culturale: per aiutare i miei connazionali e altri stranieri che si trovano nella mia stessa situazione." Grazie alla sua conoscenza di diverse lingue - bengalese, hindi, urdu e inglese - Sourav riesce a comunicare con persone provenienti da India, Pakistan e Bangladesh. Oggi, Sourav lavora esclusivamente come mediatore culturale e interprete. È un lavoro che ama e che lo fa sentire utile. Vive ancora con la famiglia che lo ha accolto durante il suo percorso di integrazione e si trova benissimo a Salerno. "A Salerno la gente è sempre gentile e disponibile, qui ho trovato una comunità accogliente." Oltre al lavoro, Sourav si dedica alle sue passioni. Gioca a cricket con gli amici, esce nei fine settimana e si diverte sul lungomare o esplorando i dintorni di Salerno con la sua auto. In futuro, sogna di aprire un negozio di abbigliamento, sfruttando l’esperienza maturata in Bangladesh nel negozio di famiglia. Per ora, però, è soddisfatto della sua vita e del suo lavoro come mediatore, un ruolo che ha trasformato le difficoltà del passato in opportunità per aiutare gli altri.